Unruly Child – Unhinged Live In Milan (2018)

Titolo: Unhinged Live In Milan
Autore: Unruly Child
Genere: AOR
Anno: 2018
Voto del redattore HMW: 7
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Grazie alla determinazione e alla tenacia di questi cinque americani oltre che per il ripescaggio (scusate il termine calcistico) da parte dell’etichetta Frontiers Records, che da qualche anno ci mostra la formula vincente dell’esibizione live di un album storico di successo, oggi probabilmente si parlerebbe degli Unruly Child in modo diverso, perché messi nel dimenticatoio da un business che non guarda in faccia nessuno. L’occasione ben riuscita è quella della quarta edizione del Frontiers Rock Festival del 2017 in quel di Trezzo sull’Adda (MI), dove i californiani propongono per intero, come scritto prima,  il loro album omonimo, pubblicato nel lontano 1992 quando ormai la scena dell’hard rock melodico cominciava a entrare in un coma profondo soppiantato da nuovi generi musicali. Avessero inciso il loro platter di esordio qualche anno prima, la loro carriera sarebbe stata diversa, ricca di soddisfazioni e forse di maggiori successi.
Dopo il buon inizio del cantante Mark Free (dopo il cambio di sesso del 1995 prenderà il nome di Marcie Free) con i King Kobra e i Signal, il progetto Unruly Child nasce quasi per caso, quando la cantante comincia a scrivere canzoni con Bruce Gowdy (Stone Fury, World Trade) e Guy Allison (Lodgic, World Trade, Doobie Brothers), completando la formazione con Jay Schellen (Hurricane, World Trade, Asia) e Larry Antonino (Pablo Cruise).
L’opera prima è un fiasco clamoroso in fase di vendite, tanto che sono scaricati dalla casa discografica di allora dopo appena due settimane dall’uscita del disco, ma le composizioni sono invece molto convincenti, tanto da essere rivalutate dalla critica e tali da diventare, nel corso degli anni, delle pietre miliari del rock melodico internazionale.
La resurrezione e la riscossa iniziano nel 2017 quando la label italiana permette agli statunitensi, con i membri originari, di riunirsi e pubblicare un album nuovo di zecca, intitolato “Can’t Go Home”, che suscita interesse e ammirazione. Da qui si passa a festeggiare i venticinque anni del loro debutto discografico con questo concerto pubblicato in CD/DVD e intitolato “Unhinged Live in Milan”. Lo spettacolo non è altro che un set speciale e un ritorno al 1992 per rendere omaggio e riscoprire delle mitiche canzoni senza tempo. Ottimo l’inizio della dinamica “Wind Me Up”, che viene accolta in modo festante dagli spettatori con la voce di Marcie Free che sembra non aver perso lo smalto dei vecchi tempi perché sempre mascolina come agli esordi.
Buonissima la performance degli americani nell’inconfondibile, anche se presentata con un titolo diverso, “Rock Me Down Nasty”(ex “Take Me Down Nasty”), che è la meno melodica della scaletta e la più spregiudicata del lotto. Quando la vocalist, interagendo con i fans, parla d’amore, introducendo la ballata “Let’s Talk About Love”, comincia un nuovo e diverso concerto, più romantico e ricco di emozioni per un sentimento che per fortuna, ancora adesso, riesce a reggere il mondo verso il bene e la felicità. Certo il suo italiano stentato lascia a desiderare (come quando dice di amare il pubblico italiano) ma è un modo carino per creare un feeling con la gente e un ringraziamento per chi li sta sostenendo e applaudendo con cori da stadio, che non lasciano dubbi sulla riuscita della serata. Le note del secondo lento “Is It Over” costringono i presenti ad accendere gli accendini e gli smartphone, illuminando il palco e creando una bellissima atmosfera in sala. Semplicemente magnifica!
Con “Tunnel Love” si riparte in quarta con degli eccellenti riff, continuando con la melodia di “To Be Your Everything”, un’altra ballata di puro sentimento dal sapore mieloso che con il suo inizio di chitarra acustica e con i suoi cori rilassa e manda in visibilio i presenti. Da notare, che l’unica canzone che non fa parte di quelle natie legate al glorioso 1992 è l’accattivante traccia hard rock “Forever”, tratta dall’album “Waiting For The Sun” del 1998, dove gli statunitensi dimostrano tutta la loro classe sopraffina e con la chitarra di Gowdy in pieno spolvero.
Prova superata alla grande dai “bambini indisciplinati” di Los Angeles, anche se adesso hanno una certa età, ma sono sempre in forma, affiatati e monelli quanto basta, da far invidia a band più acclamate e, a torto, spesso troppo pubblicizzate.
Le uniche pecche che ho riscontrato nell’ascoltare il cd audio sono state, in primo luogo, la registrazione troppo piatta e pulita della performance dal vivo, che camuffa un po’ la vera esibizione live della band e in secondo luogo, lo sfumato finale dei brani dove gli spettatori del Frontiers Festival si sentono poco e sono tagliati tra un pezzo e l’altro, quando invece sono stati, usando ancora una terminologia pallonara, il dodicesimo uomo o bambino in campo. Gli storici Unruly Child sono ancora un gruppo originale e tecnico, che guarda con il proprio binocolo lontano, senza paure, preconcetti e capaci di sviscerare in modo celestiale un AOR sorprendente e immortale.

Tracklist:

1 – Wind Me Up
2 – Lay Down Your Arms
3 – Rock Me Down Nasty
4 – Let’s Talk About Love
5 – Is It Over
6 – On The Rise
7 – Tunnel Of Love
8 – To Be Your Everything
9 – Long Hair Woman
10 – Forever
11 – When Love Is Gone
12 – Who Cries Now

Line-up:

Marcie Free – voce
Bruce Gowdy – chitarra, tastiera e cori
Guy Allison – tastiera, percussioni e cori
Larry Antonino – basso e cori
Jay Schellen – batteria

Facebook: https://www.facebook.com/unrulychildband/
Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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