No Hot Ashes – No Hot Ashes (2018)

Titolo: No Hot Ashes
Autore: No Hot Ashes
Genere: AOR
Anno: 2018
Voto del redattore HMW: 7/8
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A volte le cose buone richiedono tempo, pazienza e aggiungerei fortuna, per riuscire con degli ottimi risultati. La storia o la via crucis di questi musicisti è particolare e sinceramente non mi era mai capitato di recensire un album di debutto pubblicato da un gruppo rock formatosi trentacinque anni fa che, per varie vicissitudini, non erano mai riusciti a pubblicare. Dopo più di tre decenni, ecco il miracolo o la resurrezione (per rimanere in clima pasquale) targata Frontiers Records, che fa uscire dal suo cilindro la band nord irlandese No Hot Ashes, immettendo sul mercato, finalmente, questo bellissimo e atteso omonimo platter.
Formatisi nel 1983, il gruppo è influenzato dagli UFO, da Ozzy Osbourne, dai Whitesnake, dagli Journey e da altre band di classic rock e AOR in voga in quell’epoca. Hanno inciso il primo singolo, “She Drives Me Crazy” nel 1986, per poi supportare band come i Mama’s Boys, i Magnum, le Girlschool e Steve Marriot, fino a firmare un contratto discografico importante con la GWR Records (Motorhead, Girlschool e Hawkwind), che però si rileva solo carta straccia perché la loro opera, per problemi vari, non vede la luce, portando i sei ragazzi allo sconforto e al conseguente scioglimento. Per fortuna il treno delle occasioni si ripresenta nel 2013 e gli irlandesi di Belfast non perdono l’occasione di esibirsi per un tributo, in un solo concerto, che da lì a poco li riporta in tour da spalla agli Aerosmith, ai Foreigner, agli UFO e agli Scorpions, suonando pure in alcuni importanti festival europei.
Il genere proposto al giorno d’oggi è quello che può essere descritto come un hard rock tradizionale con un tocco contemporaneo, basti sentire l’opener “Come Alive” – che ha un ritornello accattivante e con una grande voce del singer Nancarrow – per farci rendere conto di come il sestetto ha deliziato i nuovi fan nel corso degli ultimi quattro anni con la qualità compositiva proposta. La voce del cantante e la tastiera sono le protagoniste del brano successivo “Good To Look Back”, ma la band aggiunge un’armonia sublime con le due chitarre che fluiscono in assoli elettrizzanti, come nella dolcissima ballata stile anni ottanta “Boulders”, dove l’armonia rilassante e l’assolo della chitarra raggiungono il top. Bellissimo il refrain di “I’m Back” in pieno stile hard rock. La precisa potenza della sezione ritmica accompagna l’ascoltatore per tutte le tracce senza cedimenti di alcun tipo e il sound rock è racchiuso in un involucro di altissimo AOR con alcuni picchi originali e interessanti, ne è un esempio la super AOR “Glow”, che strizza l’occhio ai migliori Thin Lizzy.
Interessante la canzone “Souls”, con il suo groove liscio e mielato di AOR, che copre una leggera flessione finale compositiva ma che ci permette di gustare, tranquillamente e concentrati, la parte finale del lavoro. Sfortunatamente per la band, il piacere di pubblicare l’album è tinto di grande tristezza, perché il membro fondatore, bassista e amico, Paul Boyd ha perso tragicamente la sua coraggiosa battaglia contro il cancro andandosene prematuramente l’anno scorso. Paul appare nell’album e la band dedica alla sua memoria questo stupendo disco, che non dovete assolutamente far passare inosservato perché, se amate questo genere, fareste uno dei più grandi errori della vostra vita. Bella e gradita sorpresa in questo periodo pasquale, nella speranza che continuino a suonare, facendoci divertire e sognare ancora, magari con un pizzico di originalità in più.

Tracklist:

1 – Come Alive
2 – Good To Look Back
3 – Satisfied
4 – Boulders
5 – I’m Back
6 – Glow
7 – Over Again
8 – Jonny Redhead
9 – Souls
10 – Running Red Lights

Line-up:

Paul Boyd – basso
Tommy Dickson – tastiera
Niall Diver – chitarra
Davey Irvine – chitarra
Eamon Nancarrow – voce
Steve Strange – batteria

Sito ufficiale: http://nha-reunion.com
Facebook: https://www.facebook.com/nohotashesreunion
Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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