A Perfect Circle – Eat The Elephant (2018)

Titolo: Eat The Elephant
Autore: A Perfect Circle
Genere: Alternative Rock
Anno: 2018
Voto del redattore HMW: 7,5
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Gli A Perfect Circle pubblicano “Eat The Elephant“, il quarto album; atteso da tempo dai fans arriva dopo un lungo periodo preceduto dai singoli “The Doomed” e “Disillusioned”. Tutta questa attesa, tutto questo tempo è forse servito a mangiare l’elefante? Il detto dice che, per mangiare un elefante, va preso un pezzo alla volta, e quindi il duo creativo Keenan/Howerdell si è preso tutto il tempo che serve per creare queste dodici tracce. Un titolo particolare, un artwork che non può che essere strambo allo stesso modo, un disco che ci mostra una band che ha tante cose da dire con la sua musica.
Si parte con la titletrack, batteria e pianoforte fanno da colonna portante fino all’ingresso della voce malinconica. Un inizio strano, leggero, quasi a ripartire da poche note dopo tanto tempo di pausa produttiva. Il singolo “Disillusioned” si può dire composto da due parti; una prima ci mostra la band alle prese con sonorità che ci si aspetta da loro, una seconda centrale lascia spazio al pianoforte spostando la bilancia verso l’ambient e il progressive, per riprendersi nella parte finale con le idee iniziali. L’altro singolo ha un approccio completamente differente, più diretto e duro da richiamare in causa elementi strutturali di un pezzo più vicino ai Tool, senza essere così duro e rock.
In un album molto riflessivo spicca “So Long, And Thanks For All The Fish“, dal titolo è facile risalire all’opera di Douglas Adams e la sua Guida Galattica per gli Autostoppisti; pezzo simpatico, radiofonico, che resta subito in mente (assolutamente più dei tre singoli) e che racchiude un testo allo stesso tempo surreale e terribilmente attuale. Passando di brano in brano alcune cose risultano davvero interessanti, altre dovranno essere prese in considerazione dopo qualche ascolto, da “DLB” a “By And Down The River” a “The Contrarian” si trovano elementi di pop ed elettronica mescolati tra loro al punto che risulta difficile definire un genere. Si aumenta leggermente il tono con “Hourglass” ed il suo orientamento industrial, e la successiva “Feathers” che parte decisa per poi riassestarsi su una parte piano/voce che porta ad uno dei pochi momenti con la chitarra in primo piano. Il disco termina con la lunga “Get The Lead Out” dove la band sperimenta un pò con le sonorità, tirando fuori un qualcosa di strano e forse vicino ad electro/hip-hop.
In effetti in questo disco il rock sembra lontano, quasi un riflesso di una band che si guarda allo specchio e decide di ripartire a creare musica. Certamente il disco è prodotto in modo esagerato, sound e registrazioni sono ineccepibili. Quindi come giudicare questo disco? Ci sono due modalità, la prima è il confronto con quello che la band ha prodotto precedentemente e sull’aspettativa dei fans dopo tanti anni; in questo caso il voto sarebbe forse 4, o 5. La seconda è quella di prendere questo lavoro ed ascoltarlo per quello che vuole essere, minuti di musica creati da una band che, dopo più di un decennio, forse aveva voglia di provare a cambiare. Non sempre si riesce al primo colpo ed infatti credo ci siano dei punti morti in questo lavoro; tra altri quattordici anni saremo qui a parlarne ancora e forse molti diranno che “Eat The Elephant” era un grande disco. Non lasciatevi condizionare, ascoltate questo lavoro e decidete da soli.

Tracklist:

01. Eat the Elephant
02. Disilllusioned
03. The Contrarian
04. The Doomed
05. So Long, and Thanks for All the Fish
06. TalkTalk
07. By and Down the River
08. Delicious
09. DLB
10. Hourglass
11. Feathers
12. Get the Lead Out

Line-up:

Maynard James Keenan – Voce
Billy Howerdel – Chitarra
James Iha – Chitarra
Matt McJunkins – Basso
Jeff Friedl – Batteria

Sito ufficiale: www.aperfectcircle.com
Facebook: www.facebook.com/aperfectcircle
Etichetta BMG Records – www.bmg.com

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