Lords Of Black – Icons Of The New Days (2018)

Titolo: Icons Of The New Days
Autore: Lords Of Black
Genere: Power Metal
Anno: 2018
Voto: 8+

Visualizzazioni post:646

Che io abbia un debole musicale per Romero è ormai risaputo, ma da oggi credo di essermi anche invaghito del sound dei bravissimi Lords Of Black. Dopo la separazione dagli spagnoli Saratoga, il chitarrista Tony e il batterista Andy hanno deciso di unire le forze con uno dei migliori cantanti in circolazione, in altre parole lo straordinario vocalist cileno, Ronnie Romero. L’idea, riuscitissima, è stata quella di formare una band metal con un approccio moderno, accattivante, un sound melodico e progressivo allo stesso tempo.
La notizia che il singer si era unito alla nuova incarnazione dei Rainbow di Ritchie Blackmore (Blackmore’s Night), ha portato la formazione all’attenzione dei media internazionali e dei fans. In particolare, le parole di Ritchie Blackmore hanno descritto, giustamente, la voce di Romero come un incrocio tra “Ronnie James Dio e Freddie Mercury” e questo naturalmente ha suscitato l’interesse dei giornalisti e degli amanti dell’hard rock e dell’heavy metal in tutto il mondo.
Dopo il debutto nel 2014, la band ha firmato con la Frontiers per l’uscita del secondo album intitolato, “II”, che ha sconvolto in positivo le menti dei fan del moderno melodic metal. Prodotto, mixato e masterizzato da Roland Grapow (Masterplan, ex-Helloween), “II” è stato un album pieno zeppo di canzoni superbamente elaborate, che hanno dato una nuova affidabilità al talento immenso del gruppo.
Nel periodo successivo, Ronnie ha fatto il suo debutto live con i Rainbow, con un grande successo di critica, collaborando pure con Magnus Karlsson (Primal Fear) nella nuova band dei The Ferrymen e, più recentemente, è stato ingaggiato dal leggendario chitarrista Leo Leoni dei Gotthard per affrontare il suo nuovo progetto, Coreleoni. Ora, dopo la notorietà del frontman, con la pubblicazione di “Icons Of The New Days”, mixato e prodotto egregiamente sempre da Roland Grapow e da Tony Hernando, abbiamo la prova del nove per quanto riguarda le loro capacità e il loro stile inconfondibile.
Tutti aspettavamo con ansia questo disco e il gruppo spagnolo, dopo la popolarità del proprio cantante, era atteso al varco. Se lo volete sapere, l’esame è stato superato a pieni voti e oggi abbiamo una conferma del valore degli iberici, che senza timori sfornano un prodotto superlativo.
L’iniziale e coinvolgente “World Gone Mad” è diretta e aggressiva quanto basta per farci capire lo spirito power/speed metal di tutto il disco. La successiva title track è molto cupa ma potente con in evidenza i riff di Tony, che la fanno per apprezzare da subito. L’album è una miscela di metal classico e hard rock melodico con spunti prog molto interessanti come nell’ultimo pezzo in scaletta, “All I Have Left”, dove fa capolino pure il sound  degli Iron Maiden. Le canzoni sono tutte belle e ben arrangiate, con un suono molto pulito e curate in tutti i dettagli. Tra le più interessanti cito: “The Way I’ll Remember” con un bel pianoforte iniziale, i virtuosismi chitarristici di Hernando e la sezione ritmica che per la precisione sembra un orologio svizzero. E’ pure interessante il metal di “Fallin” e la melodia aggressiva di “Long Way To Go”. Certo, gli spagnoli non inventano l’acqua calda, ma ci fanno riscoprire il power metal degli anni ’90, rivisitato da nuovi spunti creativi e soprattutto da una potenza di fuoco che il combo sprigiona e che riscalda al primo ascolto.
L’album spicca grazie ad un songwriting adulto, creato da un quartetto di artisti che hanno una padronanza degli strumenti fuori dal comune, il che fa la differenza rispetto ad altri gruppi dello stesso genere. Per capire quello che ho scritto basta ascoltare la devastante “Wait No Prayers For The Dying”, che racchiude tutti i pregi e le qualità degli spagnoli.
Il futuro dell’heavy metal è in ottime mani e spetta solo a noi custodirlo seguendo la musica di Romero e company. Da oggi le false icone dei nostri giorni possono mettersi da parte perché i “Signori dell’Oscuro” sono ritornati alla grande e la terza prova è stata superata egregiamente. Potenti sonorità, cupe atmosfere e infinite emozioni candidano questo disco come uno dei migliori dell’anno in corso e i quattro rockers come il simbolo di una nuova generazione di musicisti in continua crescita ed evoluzione artistica.

Tracklist:

1 – World Gone Mad
2 – Icons Of The New Days
3 – Not In A Place Like This
4 – When A Hero Takes A Fall
5 – Forevermore
6 – The Way I’ll Remember
7 – Fallin’
8 – King’s Reborn
9 – Long Way To Go
10 – The Edge Of Darkness
11 – Wait No Prayers For The Dying
12 – All I Have Left

Bonus Disc (solo edizione deluxe):

Innuendo (Queen cover)
Only (Anthrax cover)
Tears Of The Dragon (Bruce Dickinson cover)
Edge Of The Blade (Journey cover)
The Maker And The Storm (Bonus Track)
When Nothing Was Wrong (Bonus Track)

Line-up:

Ronnie Romero – voce
Tony Hernando – chitarra
Andy C. – batteria
Dani Criado – basso

Sito ufficiale: http://www.lordsofblack.com/
Facebook: https://www.facebook.com/lords-of-black-745659882125260/
Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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