25/06/2018 : Rise Against + guest (Segrate, MI)

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25/06/2018 : Rise Against + Neck Deep + Stick To Your Guns – Circolo Magnolia, Segrate (MI)

La rassegna estiva del Circolo Magnolia è sempre ricchissima di eventi e questo lunedì a calcare il palco sono stati Stick To Your Guns e Neck Deep a supporto degli amatissimi e veterani Rise Against. Nei pressi dell’area concerti, con i cancelli aperti dalle 19, già un’ora dopo la confusione è tanta e al primo gruppo è quasi tutto pieno. Il palco all’aperto è davvero grande e la pedana antistante permette agli artisti di avvicinarsi ancora di più al pubblico: location azzeccata per questo genere di serate.

Stick To Your Guns

Gli orari sono rispettati fin da subito e alle 20:40 iniziano gli Stick To Your Guns: la band hardcore proveniente dalla California con sei album all’attivo – di cui uno uscito lo scorso anno – è un’ondata di energia fin dal primo pezzo, la loro esibizione ha un grande impatto anche su quelli che non sono venuti al Magnolia esplicitamente per loro. Come spesso accade con band di questo genere i membri del gruppo saltellano da una parte all’altra del palco dalla prima nota all’ultima. Il cantante, dalla voce potente sia nello scream che nel pulito, si avvicina spesso al pubblico delle prime file che lo accoglie calorosamente. Come ad ogni concerto del genere degno di essere chiamato tale ragazzi (e non) fanno surfing sulla folla in continuazione e finito un giro si ricomincia. Solo poche canzoni per la giovane band americana che può essere tuttavia pienamente soddisfatta dello show e della risposta del pubblico.

Neck Deep

Comincia ad essere buio quando i gallesi Neck Deep salgono sul palco; i ragazzi sono giovanissimi, allegri e simpatici, anche nel modo di vestire e ci propongono un pop punk appartenente alla nuova ondata, molto orecchiabile, ma senza essere noioso; rispetto ai primi l’atmosfera è più leggera. Il cantante, Ben Barlow, con i suoi pantaloncini a righe fa avanti e indietro sulla pedana già dai primi brani. Un complimento va al batterista Dani Washington che nonostante il genere non sia tra i più tecnici e originali della storia, sa come divertirsi proponendo parti accattivanti e non scontate. La band, con tre album all’attivo di cui cui uno rilasciato l’anno scorso, propone tracce dal penultimo “Life’s Not Out To Get You” come “Kali Ma” e “December”, ma soprattutto dall’ultimo album “The Peace And The Panic” tra cui “Happy Judgement Day”, con cui aprono lo show, “In Bloom”, “Motion Sickness” e “Don’t Wait”.
Forse non hanno la stessa energia degli Stick To Your Guns, ma sicuramente i fan italiani non vedono l’ora di riaverli qui presto.

Setlist:

Happy Judgement Day
Lime St.
Gold Steps
Motion Sickness
Kali Ma
Don’t Wait
December
In Bloom

Rise Against

I Rise Against, headliner della serata, mancano da tre anni in Italia, infatti sono molti quelli che, senza pensarci due volte, hanno acquistato un biglietto per questa serata. La band ha pubblicato l’ultimo album “Wolves” circa un anno fa. Il livello di adrenalina è alto, il pubblico è carico e canta a gran voce le canzoni che passano tra un artista e l’altro. I quattro piombano sul palco e iniziano col botto, aprendo con “The Violence” seguita da “Satellite”, la mia preferita dell’album “Endgame”. La scaletta ripercorre tutta la discografia della band, tralasciando solo il primo album. Sulle note di “Give It All”, tra le più famose, il boato del pubblico si fa sentire e per non farsi mancare nulla la band attacca anche “Ready To Fall”, tratte da due degli album più importanti e identificativi della loro carriera: “Siren Song Of The Counter Culture” e “The Sufferer And The Witness.
Per più della metà della setlist la band propone ritmi serrati e nonostante non abbiano la stessa età del primo gruppo saltano a destra e a sinistra, ma è proprio arrivati a questo punto che si viene trasportati in un mondo parallelo; con tre brani acustici il cantante Tim McIlrath, sotto la luna, ci incanta con la sua incredibile voce, ricca di pathos, abbandonando lo scream iconico dei primi pezzi accompagnato dai cori del bassista Joe Principe e dal chitarrista Zach Blair. Ed è proprio l’ultima “Swing Life Away”, tratta dal terzo album, che ci lascia uno dei ricordi più belli ed emozionanti della serata.
Non è finita qui però, ci sono due brani di encore, “Make It Stop”, che tratta di ragazzini che si sono suicidati a causa del bullismo, da cui ai tempi dell’album “Endgame” era stato tratto anche un video molto forte, che è uno dei tanti brani che mostra come il gruppo sia sempre socialmente e politicamente impegnato. Con “Prayer Of The Refugee” la band di Chicago ci lascia, un po’ a malincuore, perchè chissà quando torneranno da queste parti, ma allo stesso tempo siamo orgogliosi di seguire una band così e di essere stati presenti in questa serata.

Setlist:

The Violence
Satellite
Survive
I Don’t Want to Be Here Anymore
Give It All
Ready to Fall
Hel Is on the Way
Wolves
Blood-Red, White & Blue
Savior
Voices off Camera
People Live Here
Swing Life Away
Make it Stop (September’s Children)
Prayer of the Refugee

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dalla nostra Chiara Mascetti.

Stick To Your Guns:

Neck Deep:

Rise Against:

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