01/08/2018 : Wacken Open Air 2018 (day 0)

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01/08/2018 : Wacken Open Air 2018 (day 0)

Il più grande festival heavy metal del mondo è ormai alle porte e noi di Heavy Metal Webzine come ogni anno siamo pronti ad affrontare questi quattro giorni di full immersion nel panorama musicale rock e metal internazionale.

La prima cosa che bisogna dire è che quest’anno, a differenza degli anni scorsi, non abbiamo avuto la possibilità di goderci il fresco datoci dai temporali estivi che ogni anno ci accolgono nella Holy Land (a parte qualche goccia centellinata durante il fissaggio tende), perchè per tutta la durata dell’evento abbiamo dovuto combattere con il caldo e il solleone; l’ultima volta che ho visto un Wacken così era il 2003… e a distanza di 15 anni malauguratamente dovrò scontrarmi di nuovo con questo torrido clima.

Ma veniamo a noi…

TARCHON FIST

La prima giornata utile per godersi i concerti è il mercoledì e qual è il modo migliore per aprirla se non godersi il concerto degli italianissimi Tarchon Fist, band vincitrice della Metal Battle Italy nonché unica band italiana presente quest’anno?
I nostri, come ogni band che partecipa al contest, hanno 20 minuti per il proprio show e non deludono le aspettative. Sfruttando appieno il tempo concessogli ci propongono quattro brani tratti dalla loro discografia, partendo con Knight Of Faith per poi passare a Titan Of The Forest, Play It Loud e Metal Detector che conclude lo show, presentata dal carismatico bassista Wallace. Uno spettacolo entusiasmante e altamente pirotecnico che attira al Bullhead City Circus un’enorme quantità di ascoltatori entusiasti di questo quintetto felsineo. Al termine dell’esibizione sono d’obbligo i saluti e i ringraziamenti della band al pubblico che ricambia calorosamente con un forte boato! Grandi ragazzi!

Setlist:

Knight of faith
Titan Of the forest
​Play it loud
Metal detector

BANNKREIS

Ci spostiamo in zona Wackinger Stage incuriositi per l’esibizione di questa band appena formata con il nome di Bannkreis.
Chi conosce il folk metal teutonico sa che una delle band più longeve e capostipiti del genere sono i Subway To Sally, in attività dai primi anni ‘90. I Bannkreis non sono altro che l’incarnazione in chiave acustica di questo combo tedesco capitanato dal cantante Eric Fisch, i chitarristi Ingo Hampf e Michael Boden, il batterista Simon Michael Schmitt con l’aggiunta della bellissima cantante e polistrumentista Johanna Krins.
La band con il poco tempo a sua disposizione riesce a incantare il pubblico presente al concerto: quarantacinque minuti in cui intrattengono gli astanti con brani presi dalla loro discografia e una cover, Sweet Dreams degli Eurythmics, riarrangiata e perfettamente amalgamata al loro sound.
Una band che nonostante la saturazione del genere proposto è riuscita a crearsi uno spazio tutto suo nel panorama folk. Bravi!

Setlist:

Bannkreis
Lebenslinien
Hilf mir zu glauben
Sweet Dreams (are made of this)
Doch ich weiss es
Lebewohl

NAZARETH

Qui non parliamo di un gruppo qualsiasi, ma di una band che ha fatto la storia del Rock. Sul palco dell’Headbangers Stage salgono ora i Nazareth, formazione che calca i palchi di tutto il mondo da 50 anni. La line-up del quartetto è radicalmente cambiata rispetto agli esordi e dei membri originali rimane solo Pete Agnew, che nonostante le 72 primavere riesce a portare sul palco una carica da fare invidia alle nuove leve. Carl Sentance alla voce è in splendida forma, così come Jimmy Murrison alla sei corde e Lee Agnew dietro le pelli.
Una band che raccoglie un pubblico estremamente eterogeneo sia di generi che di età.
Un concerto che possiamo considerare memorabile per questo Wacken.

BACKYARD BABIES

Dal freddo dell’entroterra svedese ecco salire sul palco i Backyard Babies che con il loro dirty rock con una forte attitudine punk riescono a scaldare la folla in men che non si dica.
Il quartetto svedese in questa giornata di warm up del festival non è da meno rispetto ai suoi predecessori, infatti già dalle prime note di Made Me Madman è chiaro che tutti e quattro i ragazzi di Nässjö sono in perfetta forma, la voce graffiante di Nicke Borg scalda la platea, ma sono le schitarrate e le evoluzioni di Dregen che catalizzano il pubblico sotto al tendone galvanizzandolo ad ogni accordo. Il loro show è un concentrato di adrenalina pura; spazia tra le proposte più recenti come Th1rt3en or Nothing a brani storici come Brand New Hate e The Clash e seppur il tempo a loro disposizione non sia sufficiente per portare tutta la loro storia on stage, riescono con undici brani a sintetizzare ottimamente la loro discografia lunga più di due decadi.

Setlist:

Made Me Madman
Dysfunctional Professional
The Clash
Brand New Hate
Abandon
A Song for the Outcast
Shovin’ Rocks
Th1rte3n or Nothing
Nomadic
Minus Celsius
Look at You

SEPULTURA

Sono ormai più di vent’anni che assistiamo a discussioni sulla dipartita di Max Cavalera, “senza di lui i Sepultura non sono più nessuno”,  “l’arrivo di Derrick Green nella band è stato un flop”, “prego per una reunion storica con la formazione originale”, ecc.ecc. Ma quando vediamo salire sul palco il gigante carioca possiamo sicuramente affermare che non ce n’è per nessuno. La nuova formazione (che poi tanto nuova ormai non è, risalendo al 2011) fa tremare la terra. I Sepultura sono una realtà storica affermata e un pugno nello stomaco quando iniziano a suonare.
L’anno scorso è stato veramente bello riascoltare tutto “Roots” cantato da Max, ma vedo difficile ora come ora che una formazione così consolidata abbia interesse in una reunion a fini prettamente commerciali, anche perchè non ne ha assolutamente bisogno. I Sepu sono sempre i Sepu, con o senza i fratelli Cavalera e questo concerto ne è l’ennesima conferma.
Una band che non risente del tempo e durante i propri live non fa prigionieri.
Si parte con I Am The Enemy tratto dal loro ultimo lavoro in studio seguito da Phantom Self, per poi virare a brani più datati come Kairos alternandoli a canzoni storiche come Territory, Arise, Refuse/Resist. Piccola perla sono Ratamahatta e Roots Bloody Roots che chiudono la serata e lasciano la folla, me compreso, desiderosi di rivederli nuovamente on stage.

Setlist:

I Am the Enemy
Phantom Self
Kairos
Territory
Sworn Oath
Against
Choke
Machine Messiah
Desperate Cry
Refuse/Resist
Arise
Ratamahatta
Roots Bloody Roots

Di seguito altre foto della giornata, tutte realizzate dal nostro Paolo Nocchi.

Tarchon Fist:

Bannkreis:

Nazareth:

Backyard Babies:

Sepultura:

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