3.2 – The Rules Have Changed (2018)

Titolo: The Rules Have Changed
Autore: 3.2
Genere: Progressive Rock
Anno: 2018
Voto del redattore HMW: 7/8
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Non è stato facile pubblicare questo disco per ricordare l’amico e collega Keith Emerson (uno dei migliori tastieristi al mondo e grande innovatore nell’uso dell’organo Hammond e dei sintetizzatori), suicidatosi nel 2016 per una forte depressione provocata da una malattia alla mano destra, che ormai lo obbligava a suonare la tastiera con otto dita. Il cantante e polistrumentista Robert Berry è riuscito nell’impresa di far uscire, anche grazie alla collaborazione della sensibile e operativa Frontiers Records, questo magnifico e inaspettato disco di rock progressive proponendo agli amanti del genere le ultime composizioni del leggendario tastierista scomparso.
Nel 2015 la casa discografica italiana comincia le consultazioni per un nuovo album dei “3”, riunendo pure il famoso manager Brian Lane e il batterista Carl Palmer. Il piano iniziale di trent’anni fa di questi favolosi artisti era quello di formare una band meno prog e più melodica in stile AOR, orientata alla canzone, che permettesse a Emerson, Berry e Palmer di seguire le orme del successo che gli Asia e i GTR stavano avendo negli anni ‘80.
Il primo album “… To The Power Of Three”, distribuito in tutto il mondo dalla Geffen Records nel 1988, ottenne un grande successo soprattutto con Il primo singolo, “Talkin’ Bout”, che raggiunge i primi posti della classifica di Billboard Magazine. La Geffen, per sfruttare il momento, esortò la band a tornare in studio per iniziare a lavorare su un secondo disco ma nel momento più bello Emerson – sentendosi a disagio con la strategia della casa discografica americana – si allontana dal progetto, sancendone così la fine.
Negli ultimi anni lo scambio di musica tra Keith e Robert getta le basi per questa nuova versione chiamata 3.2 che promette scintille e consensi. Purtroppo la morte improvvisa del tastierista spiazza Robert che rimanendo con le ultime idee musicali dell’amico e prendendo spunto dalle vecchie cassette, dalle parti di tastiera scritte al telefono e dalle lunghe discussioni sullo stile dell’album, riesce con pazienza ed entusiasmo a completare questo interessante platter. Berry canta e suona tutti gli strumenti, su musica per lo più scritta e parzialmente arrangiata da Keith Emerson. Queste sono le ultime nuove composizioni di uno dei più acclamati tastieristi del rock progressivo e confesso di avere avuto dubbi sulla bontà dell’uscita perché ho pensato a una vera e propria operazione commerciale per sfruttare la popolarità di un grande musicista che adesso non è più con noi. L’intera fatica è un omaggio sincero a Keith e lo dimostra il nostalgico e sentimentale brano iniziale “One By One”, dove si può apprezzare il connubio delle tastiere, in pieno stile Emerson, con il pianoforte e alcuni parti jazz che lasciano piacevolmente sorpresi e soddisfatti. Berry ovviamente ammira il sintetizzatore e lo utilizza benissimo in molti brani  per onorare il vecchio e carissimo amico.
Certo la voce dello statunitense non è il massimo o il meglio che si possa avere in giro, ma non sfigura ed è comunque compensata dal fatto di essere un ottimo strumentista e soprattutto un bravo chitarrista, ma aggiungerei che forse la cosa più impressionante di questo cd è la sua capacità di imitare alla perfezione lo stile di Emerson con la tastiera, come nella convincente e prog “Somebody’s Watching”.
Il songwriting è abbastanza buono e sebbene non corrisponda al miglior lavoro degli ELP, è sicuramente un prog rock credibile, influenzato in generale dagli irrangiungibili Asia. Tutte le otto tracce sono interessanti ma la migliore è “Powerful Man”, scritta interamente da Berry con un suono AOR armonioso proveniente direttamente dagli anni ’80. Segnalo la pianistica, commovente e con un cantato in parte in lingua spagnola, “Our Bond”, che è stata scritta dopo la morte di Emerson e che racchiude tutto il dolore e la rabbia del musicista americano che non sembra rassegnarsi alla scomparsa del collega e alla fine della loro amicizia.
Unico e inimitabile, il progetto 3.2 finisce per sempre con l’ultimo pezzo in scaletta, la tecnica e rock progressive “Your Mark In The World”, dove le tastiere vengono messe in primo piano per  celebrare l’indimenticabile carriera artistica e la memoria di un genio talentuoso che si chiamava Keith Emerson. Opera coraggiosa, preziosa e in un certo senso storica per un prog/rock vecchia maniera, che mi porta a ricordare e a scrivere una frase memorabile di Keith, inserita su una copertina di un disco dei suoi Nice, del lontano 1968: “Domani è storia di ieri e l’arte ci sarà ancora, anche se la vita termina”.

Tracklist:

1 – One By One
2 – Powerful Man
3 – The Rules Have Changed
4 – Our Bond
5 – What You’re Dreaming Now
6 – Somebody’s Watching
7 – This Letter
8 – Your Mark On The World

Line-up:

Robert Berry tutti gli strumenti
Robert Berry e Keith Emerson testi e arrangiamenti

Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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