Seventh Wonder – Tiara (2018)

Titolo: Tiara
Autore: Seventh Wonder
Genere: Progressive Metal
Anno: 2018
Voto: 7/8

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Se un giorno dovessi rinascere o reincarnarmi, spero che questo avvenga in Svezia. Credetemi, non principalmente per l’aspetto fisico (potrei essere biondo e con gli occhi azzurri) ma soprattutto per l’amore che nutro per questo civilissimo popolo, che ha pure nel suo DNA un enorme amore per la musica rock e metal in particolare. Basti pensare ai tantissimi gruppi che provengono da questa nazione e a quelli che fanno parte della scuderia Frontiers, come i sorprendenti Seventh Wonder che arrivano, guarda caso, proprio dalla bellissima e lontana Svezia.
Il loro quinto album in studio intitolato “Tiara” è un concept fantascientifico dove una bambina, di nome Tiara, fa da tramite tra delle forze divine che vogliono distruggere la Terra e gli esseri umani per salvare il pianeta destinato alla rovina e alla distruzione per colpa dell’egoismo che regna nel cuore dei terrestri. Dopo una lunga attesa di otto anni il gruppo ritorna sulle scene sempre più in forma di prima e per fortuna con ancora il supporto vocale dell’ottimo cantante Tommy Karevik che, nel 2012, è diventato anche il vocalist dei famosi americani Kamelot.
Fondati nel 2000 dal bassista Andreas Blomqvist, dal chitarrista Johan Liefvendahl e dal batterista Johnny Sandin, i musicisti hanno percorso molta strada rafforzando negli anni il loro sound, grazie anche all’apporto del tastierista Andreas “Kyrt” Söderin, che ha ulteriormente contribuito a migliorarlo.
Il terzo disco, “Mercy Falls”, è stato il vero capolavoro del gruppo e la consacrazione definitiva, che li ha portati a esibirsi in diversi paesi europei come l’Italia, la Norvegia, la Finlandia e l’Olanda. Nel 2010, dopo la buona fatica discografica intitolata “The Great Escape”, si realizza l’ultimo cambio di formazione con l’uscita, a sorpresa, del batterista Johnny Sandin, sostituito alle pelli dall’esperto Stefan Norgren (ex Lion’s Share).
Il viaggio della piccola Tiara per salvare l’umanità comincia con la maestosa “Arrival”, che è una breve intro, dove le melodie contengono un approccio cinematografico per il proseguimento della storia. Con il successivo “The Everones”, gli Dèi, padroni dell’universo, sbarcano nel suolo terrestre e nel brano si è colpiti dall’aggressività dei riff di chitarra e dai doppi cori che sono poi caratteristici degli scandinavi. Tommy Karevik canta sempre con la sua particolare esuberanza, immergendo brillantemente l’ascoltatore nel concetto futuristico di fantascienza trattato dall’opera.
La canzone più bella e positiva è sicuramente la melodica “Victorious” che con il suo suono melodico, con i suoi cori tempestivi e con l’assolo della tastiera è particolarmente simile a ciò che avevano proposto egregiamente nell’album “Mercy Falls”.
Qui la popolazione terrestre si ribella allo sterminio e invia la protagonista in missione di pace per cercare di convincere le divinità aliene a risparmiare l’umanità, con la promessa di un cessate il fuoco e di un’immediata redenzione. “Tiara’s Song” è orecchiabile e progressive tanto basta per farvi caricare di adrenalina e al tempo stesso proietta lo spettatore prepotentemente nel racconto. Questa è anche la prima traccia delle tre parti previste nel concept, chiamate “Farewell”. Il pianoforte, i versi e il coro sono costruiti ottimamente, con il vocalist e con il chitarrista Johan Liefvendahl che impressionano per bravura e tecnica. Alcune voci secondarie sono superlative, mentre le linee di basso di Andreas Blomqvist sono sempre determinanti e precise come un orologio.
Le due parti successive “Goodnight” e “Beyond Today” sono più morbide, quasi cantate e orientate a essere delle ballate d’amore e di speranza. The Truth” è un gustoso miscuglio di tutti gli strumenti, accompagnato dal cantato femminile di Jenny Karevik (sorella del vocalist Tommy), che interpreta la protagonista del racconto in partenza per andare al cospetto degli Dèi alieni. Dopo queste ultime canzoni soft, l’aria si fa pesante in “By The Light Of The Funeral Pyres”, che esplode in un veloce power metal, arricchito dalla voce cupa del frontman e dal testo che narra di morte e distruzione di cui il mondo è contaminato.
Per fortuna l’innocenza di Tiara trionfa, convincendo i divini Everones a lasciare la Terra al proprio destino e quindi a non distruggerla. In “Damnation Below” il sound ha un approccio alla Dream Theater, anche se questa canzone non risulta particolarmente incisiva. La conclusiva e possente “Exhale” ha dei riff metal molto potenti e dei cori che si rifanno ai bravissimi Kamelot. La cosa che piace di questo pezzo sono i continui cambi di tempo, di umore e le tante melodie che richiamano i ritornelli dei precedenti brani e che s’intrecciano con una tecnica mostruosa che fa di questi scandinavi una della band di metal prog metal più interessanti in circolazione.
L’unica pecca di questa fatica discografica è stranamente la resa sonora riguardo al suono del basso, spesso messo da parte a favore degli altri strumenti. Come si fa a non rendere evidente la tecnica e la preparazione di Andreas Blomqvist? Di solito, a questi livelli, le band progressive sono molto precise e maniacali nel bilanciamento dei suoni dei vari strumenti. E’ stata una scelta della formazione o un errore in fase di registrazione? La stessa cosa può dirsi sul suono della batteria che è un altro strumento penalizzato e sottovalutato nonostante la stratosferica bravura di Norgren.
I Seventh Wonder, nonostante questa svista, sono ritornati con umiltà e in punta di piedi con un buon platter, che non farà gridare al miracolo ma che è composto da virtuosismi eccellenti, melodie ammaliatrici e una fantastica storia di speranza, sempre con il loro personale e inconfondibile marchio di fabbrica. Sono ancora lontani dall’essere la “settima meraviglia” in ambito musicale ma gli scandinavi ci stanno provando con creatività e coraggio.

Tracklist:

1 – Arrival

2 – The Everones

3 – Dream Machines

4 – Against The Grain

5 – Victorious

6 – Tiara’s Song (Farewell Pt. 1)

7 – Goodnight (Farewell Pt. 2)

8 – Beyond Today (Farewell Pt. 3)

9 – The Truth

10 – By The Light Of The Funeral Pyres

11 – Damnation Below

12 – Procession

13 – Exhale

Line-up:

Johan Liefvendahl – chitarra

Andreas Blomqvist – basso

Tommy Karevik – voce

Andreas “Kyrt” Söderin – tastiera

Stefan Norgren – batteria

Sito ufficiale: http://www.seventhwonder.se

Facebook: https://www.facebook.com/seventhwonderofficial

Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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