13/11/2018 : Adam Bomb (Milano)

Pubblicato il 26/11/2018 da in Live report | 0 commenti


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13/11/2018 : Adam Bomb (Legend Club, Milano)

Dopo essersi rifatto il look, il Legend sta ospitando grandi concerti all’insegna del rock, come da tradizione, e il 13 novembre è stata la volta del leggendario Adam Bomb, al secolo Adam Brenner, storico chitarrista hard and heavy originario di Seattle.

Di lui potremmo parlare per ore e ore, una carriera iniziata prestissimo, già nell’adolescenza, dopo l’incontro con Eddie Van Halen; all’età di 14 anni fonda il suo primo gruppo con Geoff Tate, poi cantante dei Queensryche, a 16 partecipa ad un provino per i Kiss, purtroppo per lui senza esito, nonostante abbia il physique du role per entrare a far parte della band. Trasferitosi a Hollywood inizia una carriera solista, incontrando lungo la strada personaggi del calibro di Izzy Stradlin, Tommy Thayer, Michael Schenker, Cliff Williams e aprendo concerti di band che sarebbero poi entrate nel gotha del metal e dell’ hard rock, come Metallica, Armored Saint, Motorhead, Twisted Sister e Iggy Pop.

Uno così non ha bisogno di tanti preamboli!

Never Hide

La serata è stata aperta da due gruppi italiani, dapprima i Never Hide, band grunge, nata a Milano nel 2016 da un progetto del chitarrista Luca Bonvini, e che nei mesi successivi ha preso forma con l’arrivo di Pietro Mercurio alla voce, Davide Di Bella alla chitarra ritmica, Roberto Conti al basso e Giovanni Lisanti alla batteria.
Una bella iniezione di energia sul palco per iniziare, con sonorità tipicamente anni ’90, tante le influenze in ballo, da Soundgarden a Pearl Jam (notevole la somiglianza della voce di Pietro con quella dei suoi colleghi più blasonati), da Alice in Chains a Stone Temple Pilots. Una scaletta composta da otto tracce del loro primo omonimo album, fatte di riff tritasassi e batteria incalzante con un Giovanni che diverte tantissimo con le sue espressioni e le sue linguacce.

Setlist Never Hide:

Whole
Rain in July
Demons
Black carpet
Lotus
Build
Revenge
Real Dream

Nastyville

Dopo i Never Hide è la volta dei Nastyville del batterista Danny Boy, con cui ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere prima dello show nel parterre; freschi di pubblicazione del loro secondo album, “Glam Caramel”, già dalle prime note si capisce che i cinque sono vulcanici e  con una notevole presenza scenica, le canzoni hanno ritmi serrati capaci di coinvolgere il pubblico tanto quanto band del calibro di Hardcore Superstar di cui il cantante, Mark Evil Lee, sfoggia una bellissima t-shirt. Si muovono in lungo e largo sul palco, facendo roteare bacchette e chiome e distribuendo linguacce degne del migliore Paul Stanley. Come si può non amarli?

Setlist Nastyville:

Can’t stop the Nite
Nerd Superfly
I can’t stand your Ego
Lady Boy
Sert Control
Macho Girl
Big Band Theory
American Dead

Adam Bomb

Ma veniamo al piatto principale della serata: Adam Bomb fa la sua apparizione con una band ridotta all’essenziale, accompagnato solo da basso e batteria, perché tanto il resto lo fa lui… look molto glam, alla T-Rex, con il microfono rivestito da un boa di piume fucsia, volto coperto da un grosso cappello, giacca e stivali pitonati e pantaloni seventy ricoperti da stelline.

Adam è l’essenza stessa del rock’n’roll made in U.S.A., ma che strizza un occhio anche ai miti del vecchio continente e quale migliore inizio se non una cover di “Sgt Pepper’s Lonely Hearts” dei Fab Four ? Prosegue poi con un omaggio al più grande di tutti i tempi, Jimi Hendrix, con “Foxy Lady”, “Hey Joe” e il celeberrimo “The Star Spangled Banner” con cui Jimi infiammò Woodstock, quattro canzoni per spazzare via ogni dubbio sulle abilità tecniche di Adam, tanto bravo quanto istrionico.

Uno show che diventa subito pirotecnico, con fuochi d’artificio che partono dalla paletta delle chitarre, illuminate con luci a led colorate, con il pubblico che, seppur scarso (unica nota dolente della serata, visto il prezzo del biglietto più che abbordabile, anzi quasi regalato!) si diverte e partecipa con i cori alle canzoni storiche come la cover di “New York New York” e “Je t’aime Bebe”, il cui impronunciabile ritornello viene tradotto in italiano per consentire a tutti di cantarlo a squarciagola.

Tra una canzone e l’altra Adam si lascia andare ad assoli alla Eddie Van Halen o alla Angus Young confermandomi che forse avrebbe meritato ben altra sorte, personaggio eclettico, estremamente simpatico, capace di tenere alla grande il palco anche con una scaletta composta per lo più da cover, con il volto quasi interamente coperto dal grosso cappello, tanto che la mia attenzione è tutta sulle sue mani, due mani enormi che si muovono velocissime sulla tastiera delle chitarre.

Tra un accordo e l’altro riesce ad inscenare anche una divertente lotteria per assegnare dei gadgets al fortunato possessore del biglietto di ingresso n.7, e poi giusto qualche secondo per accendere una sigaretta ed ecco che  dà fuoco alla sua Squier e ad un piatto della batteria.

Si chiude con le bellissime “They Only Love You When You’re Dead” e “Rock’n’Roll Suicide”, dell’indimenticabile David Bowie.

Serata imperdibile dunque per tutti gli amanti delle sei corde, peccato per chi ha preferito starsene a casa davanti alla tv… ogni lasciata è persa !

Setlist Adam Bomb:

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
Foxy Lady
Hey Joe
Star Spangled Banner Anthem
Je t’aime Bebe
New York New York
I want my heavy metal
Siete Lonchas
Rock like Fuck
Black Dog
Rock and Roll
They Only Love you When You’re Dead
Rock’n’Roll Suicide

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dalla nostra Stefania D’Egidio.

Never Hide:

Nastyville:

Adam Bomb:

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