Magic Dance – New Eyes (2018)

Pubblicato il 21/01/2019 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: New Eyes
Autore: Magic Dance
Genere: AOR
Anno: 2018
Voto: 6/7

Visualizzazioni post:323

La gran parte dei film per adolescenti degli anni Ottanta è stata caratterizzata da colonne sonore ricche di potenti synth, grandi riff armoniosi, giganteschi assoli di chitarra e groove contagiosi che rimanevano in testa senza togliersi dalla mente. Questi elementi sono stati poi avvolti in melodie memorabili, dolci armonie vocali e ritornelli senza tempo. Il risultato è stato semplicemente l’evoluzione dello stile AOR che noi tutti amiamo e che ci accompagna dalla fine degli anni ’60 dove era trasmesso nelle radio americane e che poi è cresciuto negli anni ’70, per consacrarsi infine nei mitici anni ’80.
Fondamentalmente, questo è esattamente ciò che Jonathan Siejka e i suoi compagni dei Magic Dance realizzano all’interno di questo bellissimo ma anacronistico album intitolato “New Eyes”.
Il progetto Magic Dance è nato nel 2012 a New York, come progetto solista per il cantautore americano Jon Siejka, musicista e produttore autodidatta che ha pubblicato il suo EP di debutto, “Another World”, nel maggio 2013, per poi proseguire con gli album “The Mirror Of Dreams” e “Vanishings”, tutti fortemente influenzati dall’iconico synth-pop e dalle colonne sonore dei film dei famosi eighties. In particolare “Vanishings” è un’affermazione ancora più marcata di questa evoluzione stilistica che combina AOR, pop rock e synth-pop influenzati dagli anni ’80, alla ricerca di un suono unico ma purtroppo senza i risultati sperati.
Alla fine del 2017, Jon e i Magic Dance sono stati messi sotto contratto dalla competente ed esperta Frontiers Records che non si è fatta scappare l’occasione di riportarci con la musica di questi americani indietro nel tempo.
Per questo nuovo album, Jon ha collaborato con Jack Simchak e Tim Mackey alle chitarre, Mike Peniston e Kevin Krug al basso e Kevin McAdams alla batteria. Ora il suono è più robusto, basato sulla chitarra elettrica e si orienta ancora verso il classico AOR, con forti accenni ai suoni ottantiani vicini a gruppi come gli Heart e i Survivor.
La scaletta si apre con “You’re Holding Back” che possiede un superlativo arpeggio di tastiera ed è una delle canzoni protagoniste dell’album perché ha un riff energico uscito direttamente dagli anni ’80 e dove si sente l’influenza di gruppi come i Danger Danger. Suona comunque fresco e contemporaneo, con chitarre aggraziate e con la meravigliosa voce di Siejka. La seconda, “Never Go Back” ha una qualità positiva impressionante e un perfetto equilibrio tra tastiere e chitarre dal suono duro ed è molto innovativa con degli arrangiamenti moderni. Il ritornello orecchiabile è davvero memorabile e sembra riprendere le combinazioni melodiche del cantautore statunitense Richard Marx.
Tra i pezzi migliori occorre citare la nostalgica “Please Wake Me”, una canzone lenta e tenera con delle melodie affascinanti e un indimenticabile coro. Ha toni tristi e struggenti e si avvicina allo stile melodic rock tipico del nord dell’Europa. Idem per la magia cristallina di “Cut Under The Skin”, dove le voci sono un po’ più basse ma non meno emozionanti. Il vocalist canta così dolcemente che rilassa l’ascoltatore con i suoi toni caldi e rassicuranti.
“When Nothing’s Real” continua il filotto di belle canzoni e si apre con la presenza di una notevole tastiera e da un’altra grande prestazione vocale. Le chitarre mantengono una presenza sufficiente tale da dare al pezzo un suono tagliente.
Il top del platter si raggiunge con la sfarzosa “Looking For Love”, una canzone più lenta, piena di melodie sottili, esperti toni di chitarra, un testo tenero e un coro magnifico. La finale title-track “New Eyes” chiude bene il disco con note di pianoforte commoventi, con chitarre e armonie vocali convincenti che riempiono tutti gli spazi vuoti dentro il nostro cuore bisognoso d’amore.
I film famosi degli anni ottanta hanno avuto come colonne sonore delle ballate che hanno contribuito al loro successo e ritrovare ancora nel 2019 brani come “New Eyes” e “Looking For Love”, che si adattano perfettamente a quel periodo, crea una certa emozione soprattutto per chi come me ha vissuto in pieno quei bellissimi anni. Certo, il limite di quest’album potrebbe essere quello di essere rimasto ancorato a un passato ormai superato ma per fortuna non dimenticato che difficilmente però troverà l’attenzione delle nuove generazioni.
I Magic Dance sono semplicemente il ricordo di un’epoca fantastica che ha lasciato fortemente il segno soprattutto a livello musicale e alla quale ancora tutt’oggi molti artisti s’ispirano. I nuovi occhi di questi cinque statunitensi si sono riaperti per ripresentarci un synth rock rivisitato ma non originale e reso, nei limiti del possibile, ancora vigoroso dopo quasi quarant’anni di onorata militanza.

Tracklist:

1 – You’re Holding Back
2 – Never Go Back
3 – These Four Walls
4 – Please Wake Me
5 – Cut Beneath The Skin
6 – When Nothing’s Real
7 – Better Things
8 – For A Time (The End Of My World)
9 – Looking For Love
10 – New Eyes

Line–up:

Jonathan Siejka – voce
Kevin Krug – basso
Jack Simchak – chitarra
Tim Mackey – chitarra
Mike Peniston – basso
Kevin McAdams – batteria

Facebook: https://www.facebook.com/magicdancemusic
Etichetta Frontiers Records – www.frontiers.it

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