Alphakill – Degrees Of Manipulation (2018)

Titolo: Degrees Of Manipulation
Autore: Alphakill
Genere: Prog Thrash
Anno: 2018
Voto del redattore HMW: 7
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Tornano a distanza di sei anni dal debutto “Unmitigated Disaster” i canadesi Alphakill, una band che nel suo piccolo ha fatto parlare in toni positivi, avendo dimostrato di poter lasciare la propria impronta nel circuito thrash underground mondiale. Se il debutto, già recensito da chi vi scrive per Heavy Metal Webzine (leggi la recensione qui), aveva lasciato un’ottima impressione, questo “Degrees Of Manipulation“, vuoi per il tempo ed i ritardi accumulati (purtroppo non voluti dalla band), vuoi perché non sembra di primo acchito aggiungere nulla di nuovo al percorso musicale intrapreso dal quartetto, non ha esaltato e non ha esaudito tutte le aspettative. Servono infatti più ascolti per entrare nel mood del disco, che a conti fatti resta comunque un ulteriore tassello nel panorama del thrash metal più tecnico e progressivo. Intendiamoci, anche questo capitolo mette in mostra una band che sa il fatto suo, che ha raggiunto un livello di composizione ed arrangiamento al di sopra della media e i brani parlano per sè. Risulta però meno ispirato rispetto ad “Unmitigated Disaster”, che nella sua spontaneità e senza inventare nè apportare molto al genere, ha un tiro micidiale.
Ancora un lavoro corposo a livello di minutaggio, con brani lunghi ed articolati, pieni di riff diretti e taglienti così come di intrecci fra le due chitarre di Justin Stear e Jon Warren e pregno di assoli di ottimo gusto e fattura. Ancora una volta la produzione ricorda molto quella del seminale “… And Justice For All”, con la differenza che in questo album il basso è ben presente e non differisce particolarmente dalla precedente, che a suo tempo era stata curata dalla stessa band. Ancora una volta i numi tutelari sono Metallica, Megadeth, Forbidden, Heathen e Testament, udibili in ognuna delle dieci canzoni qui presenti.
Fra i brani migliori del lotto troviamo “Thrashbringer”, esplicativa sin dal titolo, ovviamente nella sua accezione più articolata, “Morality Blurred”, frenetica e al contempo calma e ragionata (vedi le twin guitars che costellano il brano), la bordata di “Insomnia” e le sue variegate strutture e sfumature, seguita da uno dei migliori episodi che risponde al nome di “Monumental Hypocrisy”, non fosse che i Nostri la diluiscono troppo, trasformando riff complessi e vincenti in ripetitivi e prolissi. Discorso completamente diverso per la successiva “Deadly Inaction”, molto varia nel suo assalto frontale, mentre la successiva “In Hell”, per quanto interessante e con svariate idee, sembra un estratto dall’album precedente. “Dominion” mostra il lato più heavy (e neoclassico, ascoltare l’incipit per credere), non fosse per i tempi di batteria sempre tirati, di certo un grande brano, ricco di cambi di traiettoria molto graditi, l’esempio più calzante delle tante possibilità degli Alphakill di distinguersi dalla massa.
Una personalissima osservazione deriva dal fatto che in “Degrees Of Manipulation” i ragazzi inseriscono continuamente le classiche partiture ritmiche in levare (per usare un gergo definitivamente tecnico, il fatidico tupa tupa), particolare notato dalle orecchie del sottoscritto in quanto il debutto ne era decisamente sprovvisto, con tempi in battere a scandire l’incedere… ma ribadisco, osservazione esplicitamente personale che non va ad inficiare il risultato finale.
In conclusione, se l’esordio dei Nostri vi è piaciuto, anche “Degrees Of Manipulation” saprà accontentarvi; resta un pizzico d’amaro in bocca perché, dato l’elevato potenziale, si poteva davvero sperare nel disco della consacrazione, anche se certamente questa continuità non sarà vista da tutti come un deficit, ma accolta con favore dai tanti che nel thrash metal non cercano a tutti i costi innovazione.
Pur potendomi rispecchiare in quest’ultima cerchia, resto dell’idea che certe band abbiano più da dire rispetto ad altre e gli Alphakill sono una di quelle; da ciò nasce una non piena soddisfazione per questo secondo album, ciò non toglie che la band resti da supportare per il suo valore ineccepibile!

Tracklist:

1. The Straw Man
2. Thrashbringer
3. Bow To No Man
4. Morality Blurred
5. Insomnia
6. Monumental Hypocrisy
7. Deadly Inaction
8. In Hell
9. Dominion
10. Ghost

Line-up:

Justin Stear – Chitarra, Voce, Basso
Jon Warren – Chitarra
Derrick Kroll – Batteria

Facebook: https://www.facebook.com/alphakillthrash

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