07/02/2019 : Kiko Loureiro (Milano)

Pubblicato il 22/02/2019 da in Live report | 0 commenti


Visualizzazioni post:373

07/02/2019 : Kiko Loureiro + Chronosfear + Gatecloser (Legend Club, Milano)

Ormai il Legend Club di Milano ci ha abituato a grandi serate all’insegna di hard rock and heavy metal: è il posto dove devi venire se vuoi sentire il suono cattivo di chitarre affilate come lame o il tuono potente della batteria; qui ho visto Doyle, Adam Bomb, Be The Wolf e quest’anno il programma ci riserva non uno, ma ben due membri dei Megadeth!

Kiko Loureiro non è uno che ha bisogno di grandi presentazioni, classe 1972, bimbo prodigio della chitarra, a diciannove anni fonda gli Angra, gruppo power metal con cui ancora oggi suona in giro per il mondo, alternando la sua attività con il gruppo brasiliano a quella con i leggendari Megadeth di Dave Mustaine.

Gatecloser

Chronosfear

Giovedì 7 febbraio è passato proprio dal Legend per il suo tour nei club italici, facendosi accompagnare da Felipe Andreoli al basso e Bruno Valverde alla batteria; l’apertura è affidata a un giovane gruppo di Forlì, i Gatecloser, agguerriti quel tanto da scaldare a puntino l’atmosfera, seguono i bresciani Chronosfear che, giocando quasi in casa, sono accompagnati da una nutrita folla di sostenitori e, galvanizzati, rispondono con una padronanza del palco da rockstar navigate, con quell’aria da musicisti hair metal che fa tanto anni ’80.

Kiko Loureiro

L’attesa dopo di loro si fa febbricitante, c’è il pubblico delle grandi occasioni e, del resto, Kiko è tra i guitar hero più apprezzati al mondo, alla pari di Steve Vai, Malmsteen o Joe Satriani.

La scaletta si apre con “Pau De Arara” e sono subito applausi scroscianti per lui e i suoi compagni di avventura, alla fine saranno sedici brani con la sua inseparabile Ibanez, marchio di cui è anche endorser, che abbandona solo per un brano in acustica, alternando i ritmi velocissimi del metal alle note esotiche della samba brasiliana. Impressionante la versatilità di questo chitarrista, capace di passare dall’heavy al jazz  e ai ritmi latini con una pulizia di esecuzione che in pochi hanno, alternando riff taglienti, arpeggi, tapping e sweep picking come se nulla fosse, supportato oltretutto da una sezione ritmica devastante: bellissimo l’assolo di batteria eseguito da Bruno Valverde verso metà concerto.

In più il ragazzo è pure simpatico, parla in un italiano ben sciolto e ha un fisico da paura: sarà stato per questo che la quota rosa era ben rappresentata in sala!

Per gli appassionati delle sei corde una serata indimenticabile… ora non resta che aspettare il 19 marzo per vedere anche David Ellefson e sentire gli aneddoti della sua lunghissima carriera.

Setlist completa:

Pau de Arara
Reflective
Escaping
Grey Stone Gateway
No Gravity
El Quajiro
Feijao de Corda
Camino a Casa
Drum solo
The Hymn
Samba da Elisa
Conquier or Die
Angels and Demons
Ray of Life
Dilemma
Enfermo

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dalla nostra Stefania D’Egidio.

Gatecloser:

Chronosfear:

Kiko Loureiro:

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.