Last In Line – II (2019)

Titolo: II
Autore: Last In Line
Genere: Hard Rock
Anno: 2019
Voto: 7,5

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L’esperienza e la bravura dei Last In Line sono la base per la riuscita di questo secondo nuovo lavoro discografico degli americani in questo interessantissimo inizio d’anno. Nel 2010, gli ex compagni del compianto Ronnie James Dio, in altre parole Vivian Campbell, Jimmy Bain e Vinny Appice, si sono riuniti per suonare ancora insieme ricordando amorevolmente e nostalgicamente i vecchi tempi ma in modo intimo senza fare troppa pubblicità all’evento. Il risultato finale è stato però molto sorprendente perché quello che è iniziato come una semplice riunione in una sala prove di Los Angeles tra ex compagni è diventato un gruppo a pieno titolo che ha preso vita da solo.
I fondatori dei Last In Line, Vinny Appice, Jimmy Bain e Vivian Campbell, sono stati i protagonisti con Dio dei successi di “Holy Diver”, “ The Last In Line” (l’album dal quale hanno preso il loro nome) e “Sacred Heart”, che sono dei capolavori diventati delle pietre miliari del metal. Dopo ventisette anni, l’emotività generata da questa rimpatriata ha portato a una seconda sessione in cui questa volta gli statunitensi hanno chiamato l’acclamato cantante Andrew Freeman che ha ottimamente interpretato le canzoni originali della band di Dio, ispirando così questi artisti per andare avanti su questo nuovo progetto.
Dopo vari concerti nei locali degli Stati Uniti e addirittura in Giappone arriva un’offerta dalla puntuale Frontiers Records per registrare un album con del nuovo materiale. L’opera di debutto dei Last In Line, “Heavy Crown” è rilasciata nel febbraio 2016 e presenta uno spavaldo groove di metal classico, con bei singoli quali “Devil In Me” e “Starmaker” ma l’uscita è purtroppo preceduta dalla morte per malattia del bassista Jimmy Bain.
L’album ha un buon riscontro e la formazione dopo aver arruolato il bassista Phil Soussan (conosciuto per la sua militanza nella band di Ozzy Osbourne, con Jake E. Lee e Randy Castillo), continua a suonare nel tour promozionale nonostante la perdita dell’indimenticabile amico.
Nel 2019, sempre per la Frontiers e ancora sotto la direzione del produttore Jeff Pilson, esce questa nuova fatica discografica, che possiede un songwriting immediatamente riconoscibile grazie agli inconfondibili ritmi di Vinny Appice, al fragoroso basso di Soussa, alle chitarre possenti di Campbell e, soprattutto, alla magnifica voce di Freeman.
Dopo l’introduzione per pochi secondi di una tastiera stile anni ’80 la canzone “Black Out The Sun”, apre le danze con dei riff altalenanti dove il timbro blues del vocalist prende giustamente il centro della scena. La sensibilità del singer è tale che interpreta tutti i brani con abilità e convinzione, dandogli un tocco più moderno e metal. In un disco più oscuro e più attuale del predecessore, il brano malinconico “Landslide”, con il suo coro orecchiabile, mette in risalto le capacità tecniche di questi musicisti e indirizza il disco in acque più scure e profonde. “Gods And Tyrants”, con il suo vivace riff, aggiunge alcuni elementi progressivi ad un rock cattivo e sporco, dove l’inconfondibile e tecnico Vivian Campbell mostra di essere a suo agio con questo sound rispetto a quello proposto nei famosi Def Leppard.
Amerete al primo ascolto la seducente “The Unknown”, caratterizzata da uno degli arrangiamenti più insoliti del disco e la trascinante super energetica “Electrified” che rappresenta l’hard rock classico suonato in tutto il suo splendore. Interessante la chiusura del platter con il devastante e aggressivo pezzo “False Flag” dove il vocalist e il batterista Appice danno il loro meglio. Freeman canta con una voce rauca pazzesca e un’attitudine completamente diversa rispetto a quella proposta nelle canzoni precedenti, semplicemente straordinario! Finalmente i quattro paladini a stelle e strisce, con questo nuovo lavoro, si sono liberati una volte per tutte di un passato illustre e dalle attese ereditate dal sound del mitico Dio. Questo è un disco più forte e vario rispetto al suo predecessore e ammirevole perché i Last In Line riescono a costruire qualcosa di diverso nonostante le loro fondamenta siano ancora legate al classico hard rock degli eighties da dove effettivamente provengono. Certo, sarebbe stato facile diventare una tribute band di Ronnie James Dio, ma per fortuna l’intelligenza e la creatività di questi veterani hanno prevalso sul lato economico del progetto regalandoci un’altra perla di intramontabile e sempre longevo hard and heavy.

Tracklist:

1 – Intro
2 – Blackout The Sun
3 – Landslide
4 – Gods And Tyrants
5 – Year Of The Gun
6 – Give Up The Ghost
7 – The Unknown
8 – Sword From The Stone
9 – Electrified
10 – Love And War
11 – False Flag
12 – The Light

Line–up:

Andrew Freeman – voce
Vivian Campbell – chitarra
Vinny Appice – batteria
Phil Soussan – basso

Sito ufficiale: http://www.lastinlineofficial.com
Facebook: https://www.facebook.com/LastInLine
Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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