The End Machine – The End Machine (2019)

Titolo: The End Machine
Autore: The End Machine
Genere: Hard Rock
Anno: 2019
Voto: 7,5

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L’anno scorso i Dokken hanno pubblicato il modesto live Return To The East Live 2016”, dove dopo un breve armistizio i membri storici del gruppo si sono ripresentati ai fans e in particolare al pubblico giapponese per un concerto che doveva rimanere nella storia ma che in realtà è sembrato una vera e propria operazione commerciale. In quell’occasione Don Dokken non ha cantato bene dal vivo a differenza degli altri artisti che sicuramente hanno dato qualcosa di più. E anche se è stato bello risentirli e rivederli in una specie di tentativo di falsa reunion, la sentenza finale è stata quella che i Dokken sono finiti. Oggi con un nuovo progetto e un nuovo cantante, molto più capace di Don, i tre quarti della band ricomincia da dove aveva lasciato.
I titani dell’hard rock si ritrovano così con il moniker The End Machine; un nuovissimo gruppo che presenta i membri dei Dokken dell’era classica: George Lynch, Jeff Pilson e Mick Brown e l’attuale cantante dei Warrant, Robert Mason.
The End Machine è il nome più appropriato che potevano scegliere i quattro americani perché credo che questa sia l’ultima auto per rimanere nei circuiti mondiali che contano. La band suona alla grande e scrive degli ottimi testi e la stessa cosa si nota nel nuovo dei Last In Line, dove l’amico bassista Jeff Pilson ha prodotto il disco lasciando così la sua magnifica impronta. Un altro aspetto importante è che i tre reduci hanno suonato insieme per circa quarant’anni e non sorprende che ci sia un’ottima intesa tra di loro. Il singer Robert Mason invece è stato membro dei Lynch Mob insieme a George Lynch, con Pilson e Brown che hanno comunque dato una mano ai tempi della formazione del nuovo combo. A questo punto tutto quadra e quindi non siamo di fronte ad una nuova macchina, ma siamo al cospetto di un usato sicuro che ha percorso tanti km ma che ha ancora molta strada da fare!
In verità il platter non parte molto bene ma alla fine dell’opera questi veterani ci rinfrescano la memoria, ricordandoci come si fa a suonare un hard rock fantastico, orecchiabile e allo stesso tempo farci saltare in aria di gioia. Le iniziali “Leap Of Faith” e “Hold Me Down” non hanno mordente perché troppo semplici e prevedibili ma sono ben eseguite e raggiungono la sufficienza. “No Game” è nella stessa direzione ma è ancora più cadenzata e presenta una chitarra con un sound stile anni ’70, che soddisfa i fan più classici del rock and roll. I cori sono buoni, enormi, orecchiabili e si ascoltano piacevolmente.
Il singolo dell’album, l’acustica ed elettrica “Burn The Truth”, è una delle due canzoni più lunghe ed ha una sfumatura desertica che evoca immagini di canyon e oasi immaginarie. Sembra un miscuglio di stili tra i Warrant e i Lynch Mob. “Line Of Division” suona come una rara gemma dei tempi d’oro dei vecchi Dokken. Ottima qui la performance vocale di  Mason che ci scuote con emozioni sincere, tanta sicurezza, bravura ed è da applauso anche il duo Pilson-Brown, che ci mostra ancora una volta perché sono ed erano una delle migliori sezioni ritmiche della scena rock degli eighties. Segnalo il pezzo migliore del disco, la potente traccia “Ride It”, che è un’esibizione impressionante e ribelle di maestria hard and heavy, che solo il virtuoso guitar hero Lynch può eseguire con le sue fantastiche qualità tecniche. Il ritmo del basso e della batteria sono micidiali, con l’assolo di chitarra di George che non ha bisogno di commenti, ma in realtà nella traccia è il vocalist che emerge con la sua sicura e possente voce.
Con il pezzo “Alive Today” i californiani lasciano indietro le sonorità degli anni ’70 e ’80 per buttarsi nelle sonorità dei primi anni ’90, così come nel brano “Sleeping Voices”, che si può definire una classica semi-ballata alla Skid Row dei tempi di Sebastian Back. La tradizionale e rock “Life Is Love Is Music” chiude un disco non memorabile ma sincero e ricco di classe.
George Lynch e i suoi compagni di viaggio sono maestri nella creazione di un accattivante hard rock, orecchiabile, melodico e riescono a mettere su strada un lavoro discografico classico, interessante e senza sorprese di stili. Purtroppo, nel 2019, la richiesta per questo tipo di musica non è più quella di una volta sia negli USA e sia nel resto del mondo ma se amate i Dokken, i Warrant, i Lynch Mob, i Lynch & Sweet e gli storici Badlands, questo lavoro discografico fa per voi!
Grazie alla caparbietà della scuderia Frontiers ci troviamo ancora una volta di fronte alla creazione di un super team che, grazie alla bravura e all’affidabilità dei suoi elementi, porta a livello mondiale un buon hard rock melodico, affidabile e grintoso che merita di essere ascoltato e apprezzato anche se non più di moda.

Tracklist:

1 – Leap Of Faith
2 – Hold Me Down
3 – No Game
4 – Bulletproof
5 – Ride It
6 – Burn The Truth
7 – Hard Road
8 – Alive Today
9 – Line Of Division
10 – Sleeping Voices
11 – Life Is Love Is Music

Line–up:

Robert Mason – voce
George Lynch – chitarra
Jeff Pilson – basso
Mick Brown – batteria

Facebook: https://www.facebook.com/TheEndMachine/
Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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