Spirits Of Fire – Spirits Of Fire (2019)

Titolo: Spirits Of Fire
Autore: Spirits Of Fire
Genere: Heavy Metal
Anno: 2019
Voto: 7

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Dopo lo split con i Primal Fear dell’anno scorso la Frontiers aveva bisogno nella sua scuderia di una formazione che suonasse del genuino e potente heavy metal ed ecco così l’occasione di mettere sotto contratto gli Spirits Of Fire che in verità sono un calderone di power, thrash metal e un pizzico di prog.
La label italiana è nota per la costruzione di nuovi progetti con musicisti di eccezionale qualità e provenienti da situazioni uniche. Anche questa volta, dopo una veloce intesa, è nato un super gruppo di famosi musicisti metal, tra cui Tim Ripper Owens (ex Judas Priest, Iced Earth), Chris Caffery (Savatage, Trans-Siberian Orchestra), Steve DiGiorgio (Testament, Death) e Mark Zonder (ex-Fates Warning, Warlord), costruito sotto la direzione del famoso produttore di Los Angeles Roy Z. (Bruce Dickinson, Halford, Tribe Of Gypsies).
Con il moniker di Spirits Of Fire (titolo preso da una delle loro canzoni), la band ha pubblicato il suo album di debutto con un sound che si può definire un incrocio tra i mitici Judas Priest e gli immortali Savatage. Le influenze artistiche sono date naturalmente dalle band di provenienza di questi bravissimi musicisti ma in buona parte del disco si nota uno sforzo nel cercare strade diverse più innovative, con una sufficiente freschezza creativa fatta di un heavy metal aggressivo e molto potente.
Con l’iniziale “Light Speed Marching” e con la seconda Temple Of The Soul”, i quattro gettano una tanica di benzina sul fuoco e creano velocemente un incendio che travolge almeno nei primi quattro pezzi. La prima traccia con i riff di chitarra di Chris Caffery e il costante cambio di ritmo di Zonder è uno dei migliori brani del platter, anche se sembra un pezzo rubato ai Judas Priest. L’abilità di Chris si adatta perfettamente a questo tracciato mentre Owens s’impone con la voce nell’Olimpo dei grandi cantanti perché la gamma del singer è incredibile e le sue tonalità sono impressionanti soprattutto nei momenti più difficili di alcune canzoni.
L’epica tracklist comprende un tempo di battuta che passa subito ad un ritmo rotatorio che circonda l’ascoltatore prima di tornare al maestoso riff principale. Grandi gli assoli del sottovalutato guitar hero che guida con eccellenza questi bei momenti metal ma l’incendio comincia a domarsi con la semplice “It’s Everywhere” dove le chitarre acustiche strizzano l’occhio ad un alternative rock modaiolo che non attrae più di tanto anche se ci sono degli interessanti cambi di tempo durante tutto il brano. “The Game” mischia troppi generi e spinge Zonder, DiGiorgio e Chris a scatenarsi con i propri strumenti in assoli memorabili e verso un prog di alta scuola.
Purtroppo l’album comincia a perdere forza, calore e coinvolgimento con i brani finali che sembrano figli di un altro disco. Non sono brutti ma distanti dall’heavy metal proposto inizialmente nell’opera facendo spegnere sul più bello il fuoco appiccato dai nostri dannati spiriti e raffreddando così l’animo bollente del sorpreso ascoltatore. Il cd chiude con alcune sperimentazioni metal che non si addicono ai quattro diavoli, basta ascoltare la carina e melodica “Never To Return” o la ballata finale “Alone In The Darkness” per svegliarsi dal sogno metallico che ci avevano promesso nei primi solchi dell’opera. Peccato perché questi veterani spiriti incendiari hanno il potenziale per suonare del raffinato metallo classico così come fu creato da principio senza perdersi nei labirinti di altri stili e generi sonori che sono lontani dalle loro radici.
Gli Spirits Of Fire sono una super band costruita senza pretese e l’inferno che i quattro dannati avevano promesso con quest’omonimo album di debutto spero possa ritornare con maestosità e cattiveria nella prossima fatica discografica. Certo, la prova e l’esibizione tecnica degli statunitensi sono straordinarie dall’inizio alla fine ma il mio giudizio è condizionato dal fatto che scarseggiano i memorabili e potenti inni metallici che avrebbero dato più qualità ed epicità ad un prodotto che si attesta nella media e che non fa gridare al miracolo.

Tracklist:

1 – Light Speed Marching

2 – Temple Of The Soul

3 – All Comes Together

4 – Spirits Of Fire

5 – It’s Everywhere

6 – A Game

7 – Stand And Fight

8 – Meet Your End

9 – Never To Return

10 – The Path

11 – Alone In The Darkness

Line–up:

Tim Owens – voce

Chris Caffery – chitarra e cori

Steve DiGiorgio – basso

Mark Zonder – batteria

Facebook: https://www.facebook.com/SpiritsOfFireBand/

Etichetta Frontiers Records – http://www.frontiers.it

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