01/04/2019 : Manowar (Copenaghen, DAN)

Pubblicato il 7/05/2019 da in Live report | 0 commenti


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01/04/2019 : Manowar (Valby Hallen, Copenaghen, DAN)

Anche questa sera mi trovo ad assistere all’ennesimo tour di addio di una band leggendaria. Sembra proprio che questa sia la tendenza degli ultimi anni. Mi ritrovo a salutare i Manowar, da quarant’anni paladini indiscussi del metal. Le loro cavalcate ed avventure epiche hanno accompagnato la mia infanzia. Chi, come me, ha giocato con He-Man e Skeletor usando la loro musica come colonna sonora capirà la nostalgia che sto provando mentre mi reco alla Valby Hallen.

Questo edificio di cemento costruito negli anni ’80 non è certo il posto migliore per i concerti, spesse volte rovinati da una acustica orribile. Non nascondo la mia preoccupazione mentre faccio la fila per entrare.

Eccoci arrivati, non c’è il pienone, e forse questo è dato dal fatto che il prezzo del biglietto è davvero alto (130 euro per il golden circle e 100 euro per i “popolari”). L’atmosfera è comunque buona e tutti si aspettano una grande performance per l’ultima battaglia di DeMaio e compagni.

In un monumentale palcoscenico fatto a forma di castello, adornato da uno schermo gigante ad altissima qualità posizionato proprio dietro le mura, inizia lo spettacolo. Dalle torrette un manipolo di guerrieri medievali armati di spada e scudo comincia a sfilare mettendosi in posizione di combattimento mentre armati di strumenti escono i beniamini del metallo epico.

Si inizia con il classico “Manowar” dal loro disco di debutto accolto con fragore da tutti i fan pervenuti dalla Danimarca e sud della Svezia. Purtroppo saranno pochi i pezzi storici che suoneranno stasera. Sinceramente, per un concerto di addio mi sarei aspettato una scaletta diversa.

La qualità del suono, che prima del concerto era una mia grande preoccupazione, è tuttavia sorprendente. Anche in una scatola di cemento i Manowar e il loro staff sono riusciti a dare ai loro fan un suono fantastico. Un’altra nota positiva è la decisione di proibire foto e filmati con gli smartphone, in questo modo si può davvero godere il concerto senza doverselo guardare dallo schermo del tipo piazzato davanti. Spero che più band seguano l’esempio. Criticabile, invece il fatto di non accreditare alcun fotografo professionista. La storia del rock è documentata anche grazie alle fotografie durante i concerti.

La band è comunque in piena forma, Eric Adams è pieno di energia, indossa una maglietta nera che gli disegna un six-pack con i lustrini. Roba da campionati mondiali di tamarraggine, ma lui, ovviamente, se la può permettere.

Il concerto è grosso e sbruffone, pieno di atmosfere epiche come ogni appassionato del genere si aspetta. L’immancabile performance solista di Joey DeMaio col volo del calabrone, in un mondo giusto sarebbe nominata patrimonio dell’umanità. Il picco si tocca senza ombra di dubbi durante la parata di bandiere fatta dai guerrieri sulle torrette durante “Warriors Of The World”. In quegli attimi si tocca con mano tutto il senso della fratellanza metallosa.

Dopo la pausa si riparte con Joey che fa il suo comizio sull’essere metal. Sarà l’età, saranno i toni, ma davvero mi sembra di assistere a quei discorsi fatti dallo zio appassionato di politica e sbronzo che normalmente mi tocca subire durante il pranzo di Natale.

Si riparte con “Hail And Kill” e lo show termina con “Black Wind, Fire And Steel”… certo se avessero fatto “Battle Hymn” al posto dei proclami di zio Joey sarebbe stato perfetto. Ma agli zii vogliamo bene comunque.

Addio guerrieri del metallo, spero che il vostro “Farewell Tour” vada avanti ancora per qualche anno.

Setlist:
1. Manowar
2. Call to Arms
3. Brothers of Metal Pt. 1
4. Thor (The Powerhead)
5. Blood of My Enemies
6. The Gods Made Heavy Metal
7. Hand of Doom
8. Sword in the Wind
9. House of Death
10. Sons of Odin
11. Bass Solo / Sting of the Bumblebee
12. Fighting the World
13. The Power of Thy Sword
14. Kings of Metal
15. Warriors of the World
Encore:
16. Joey’s Speech
17. Hail and Kill
18. Black Wind, Fire and Steel

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