Alan Parsons – The Secret (2019)

Titolo: The Secret
Autore: Alan Parsons
Genere: AOR
Anno: 2019
Voto: 8

Visualizzazioni post:346

Finalmente un ritorno gradito e all’altezza delle attese quello del grande e innovativo Alan Parsons, che pubblica la sua nuova opera con la Frontiers Records, dopo quindici anni dall’ultimo lavoro in sala di registrazione. La penultima fatica discografica in studio, “A Valid Path”, risale al 2004 e da allora il grande artista inglese ha pubblicato diversi album live e ha anche supervisionato la ristampa dei classici dischi del suo vecchio progetto Alan Parsons Project. Questo è stato uno dei più grandi disegni musicali al mondo di rock progressive, con un gruppo formato nel 1975 dallo stesso Alan Parsons (tastiere, chitarra) e dall’amico Eric Woolfson (pianoforte, tastiere e voce). Nella loro unione decennale, il duo ha pubblicato undici album in studio, partendo dal 1976 con “Tales Of Mystery And Imagination”, per finire al live del 2014 “The Sicilian Defense”, dai quali sono stati lanciati numerosi singoli di successo, come le famosissime ballate “Time” e “Eye In The Sky”. Quando la coppia artistica si è divisa, nel lontano 1993, il londinese Parsons ha intrapreso una carriera da solista ed è tornato a produrre opere di altri musicisti così come aveva fatto agli esordi della sua carriera.
Ora, dopo tanti anni dal suo ultimo sforzo solitario, il musicista torna con un nuovo album intitolato “The Secret”, che è forse sicuramente una delle sue ultime opere, data l’età (70 anni), che risplende ancora di un luminoso pop e di un rock in verità poco progressive ma addolcito da un efficace e puro AOR.
L’album si apre con la cover strumentale “The Sorcerer’s Apprentice”, del compositore francese Paul Dukas, pezzo forte del capolavoro disneyano “Fantasia”, dove suona alla chitarra, come ospite, uno straordinario Steve Hackett. Le canzoni e i ritornelli son ben fatti, come il leggero lento di “Miracle”, con Jason Mraz alla voce; la commemorativa “As Light Falls”, che trasporta l’ascoltatore in un luogo speciale chiamato nostalgia perché la ballata s’ispira allo stile e ai sentimenti di molte opere del mago britannico, create nei lontani Eighties.
Questo è un album che il cantautore rende geniale perché collabora con vari cantanti e ci sono alcune gradite sorprese, come ad esempio il vocalist Lou Gramm che canta nel soave lento di “Sometimes”, rendendo così l’opera ingegnosa e sempre innovativa. Lo stesso Alan fornisce la sua voce su due tracce, confermando una tonalità piacevole e perfetta per questo stile musicale.
Il disco è veramente ben fatto musicalmente, liricamente e in termini di produzione perché l’artista è un professionista che sa produrre e mixare in modo che la canzone abbia il massimo impatto sull’ascoltatore. Con Todd Cooper alla voce, nell’orchestrale “One Note Symphony”, Alan dimostra la sua sensibilità innovativa che è rimasta quasi intatta dopo tutti questi anni. Il pezzo “Sometimes”, accompagnato dal pianoforte, è un viaggio verso i sentimenti più puri e verso uno stile che strizza l’occhio al genere AOR, dove la perfetta voce del singer Lou Gramm è la ciliegina sulla torta. Portare il bravo PJ Olsson a cantare in “Beyond The Years Of Glory” è un’altra vittoria e dimostra come l’orchestra sia fondamentale per supportare i brani del platter. La penultima traccia, “The Limelight Fades Away” è un midtempo pop rock molto coinvolgente e con un bel coro, ma la finale e romantica “I Can Not Get There From Here” racchiude in un colpo solo tutta l’atmosfera malinconica e nostalgica di cui è intriso il disco e che fa presagire il termine di una carriera musicale fatta di successi incredibili e fantastici.
La storia di Alan nel mondo della musica è unica perché ha avuto la fortuna di lavorare come assistente tecnico negli ultimi due album dei mitici Beatles e dopo essere diventato un ingegnere di registrazione a pieno titolo, ha lavorato con Paul McCartney e ha dato il suo contributo come ingegnere all’opera classica dei Pink Floyd “The Dark Side Of The Moon”, che gli ha davvero attirato l’attenzione del mondo intero.
Il segreto di questo bel disco è di essere magico, creato da un uomo intelligente, creativo, capace e anche favorito dalla sorte (senza la dea bendata nella vita si fa ben poco), ma non è purtroppo il capolavoro che ci si aspettava, anche se dal suo cilindro sono usciti dei brani belli e indirizzati a un sound pop rock più orientato all’AOR con interludi sinfonici e progressivi che il bravissimo musicista inglese aveva già sperimentato in passato. Ottima la recente performance live in Italia alla sesta edizione del Frontiers Rock Festival, dove  l’illusionista Parsons si è presentato con dei musicisti eccezionali che hanno entusiasmato il pubblico del Live Club di Trezzo sull’Adda lasciando ai presenti un bellissimo ricordo.
Se amate l’AOR, la musica di qualità e non conoscete bene la bravura di questo fenomenale artista, questa è l’occasione di sentirlo e di recuperare i suoi vecchi successi perché i suoi dischi sono dei concept, dove le canzoni si incastrano tutte insieme come un puzzle, grazie alla grande capacità di usare il suono e la melodia al massimo effetto possibile.

Tracklist:

1 – The Sorcerer’s Apprentice (instrumental)*
2 – Miracle (lead vocal: jason mraz)
3 – As Lights Fall (lead vocal: Alan Parsons)
4 – One note symphony (lead vocal: Todd Cooper)
5 – Sometimes (lead vocal: Lou Gramm)
6 – Soirée fantastique (lead vocal: Todd Cooper, Alan Parsons)
7 – Fly to me (lead vocal: Mark Mikel)
8 – Requiem (lead vocal: Todd Cooper)
9 – Beyond The Years Of Glory (lead vocal: PJ Olsson)§
10 – The Limelight Fades Away (lead vocal: Jordan Huffman)
11 – I Can’t Get There From Here (lead vocal: Jared Mahone)§ featured in motion picture “5-25-77”

Line–up:

Chitarre: Steve Hackett (in *), Jeff Kollmann, Dan Tracey, Tony Rosacci, Ian Bairnson (solo in §), Alan Parsons
Synth, Tastiere: Andy Ellis, Tom Brooks, Dan Tracey, Alan Parsons
Piano: Pat Caddick, Angelo Pizzaro
Basso: Nathan East (in *), Guy Erez, Jeff Peterson
Batteria: Vinnie Colaiuta (in *), Danny Thompson, Carl Sorensen
Sax: Todd Cooper
Violoncello: Michael Fitzpatrick
Percussioni: Alan Parsons
Ukulele: Jake Shimabukuro
Trombones: Oscar Utterström
Trumpets: Vinnie Ciesielski
Orchestral Arrangements Tom Brooks / Strings Conducted by Alan Parsons except on * Tom Brooks
Orchestra The CMG Music Recording Orchestra of Hollywood

Sito ufficiale: http://alanparsons.com/
Facebook: https://www.facebook.com/alanparsons
Etichetta Frontiers Records – www.frontiers.it

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.