Rammstein – Rammstein (2019)

Titolo: Rammstein
Autore: Rammstein
Genere: Industrial Techno Metal
Anno: 2019
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:390

Dopo dieci anni da “Liebe Ist Fuer Alle Da” tornano i Rammstein a esaltare il proprio amore-odio verso la madrepatria. La fine di una lunga attesa poteva essere sancita solo in chiave provocatoria: album untitled e un fiammifero in copertina pronto a trascinare con la sua fiamma l’ascoltatore nella forza effimera ma prorompente degli undici brani che accompagnano questo nuovo lavoro.
Il primo singolo “Deutschland” è supportato da un video iconico che ha destato come sempre polemiche: il combo tedesco ripercorre gli episodi più salienti della storia della Germania, compresa l’era nazista, accompagnati da una vergine fenice paradossalmente di colore. E devo dire che nel finale la figura alata ricorda oltretutto l’aquila effige dello stemma teutonico stesso. Rimanendo sempre su tematiche di impatto “Zeig Dich”, dall’intro canonico, affronta senza tanti compromessi il tema della pedofilia nel mondo cattolico mentre “Puppe” racconta la storia di una bambina che deve condividere la sua esistenza con la sorella prostituta.
A livello musicale l’impatto corale tipico dei Rammstein permane, così come la volontà di mantenere continuità con i lavori passati, si pensi a un brano heavy-techno come “Radio” che ricorda gli sfarzi di “Du Hast” e riflette sul tema della censura e dell’autodeterminazione. “Auslaender” rientra tra le canzoni più orecchiabili dell’album per il suo chorus e l’andamento dance che potrebbe non piacere a tutti i fans del gruppo, il video descrive sempre in maniera ironica il tema del patriarcato e del colonialismo.
Proseguendo l’ascolto si avverte però un indebolimento di fisicità e concretezza strutturale, mantenuta solo dalla vocalità di Lindemann, per lasciare spazio a brani melodico-romanticheggianti come “Weit Weg” e “Diamant”, la quale mantiene almeno la propria coerenza musicale di ballad.
Con il brano “Tattoo”, i Rammstein cercano di riprendere le redini con un brano più heavy sebbene monoritmatico per poi concludere almeno con “Hallomann” che insieme a “Puppe” dà carattere all’intero album.
Concludendo mi sento di affermare che l’aspetto iconico e testuale rappresenta in realtà il punto di forza dei Rammstein, mentre musicalmente la volontà di riprendere il glorioso passato intrecciando nuovi arrangiamenti snatura l’essenza del gruppo e non sempre convince. Una band ineccepibile dal vivo ma che sul piano discografico non raggiunge totalmente i propri obiettivi.

Tracklist:

1. Deutschland
2. Radio
3. Zeig Dich
4. Auslaender
5. Puppe
6. Was Ich Liebe
7. Diamant
8. Weit Weg
9. Tattoo
10. Hallomann

Line-up:

Christoph Schneider (Drums)
Richard Z. Kruspe (Guitar)
Paul Landers (Guitar)
Till Lindemann (Singer)
Oliver Riedel (Bass Guitar)
Flake Lorenz (Keyboards)

Sito ufficiale: https://www.rammstein.de/de/
Facebook: https://de-de.facebook.com/Rammstein
Etichetta Universal Music – https://www.universalmusic.it

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