Batushka – Hospodi (2019)

Titolo: Hospodi
Autore: Batushka
Genere: Black Metal
Anno: 2019
Voto: 7

Visualizzazioni post:467

Il Grande Scisma. I proclami e le controversie sul controllo del nome “Batushka- Батюшка” hanno avuto, nel corso degli ultimi mesi, un duplice (voluto?) effetto. Hanno alimentato l’interesse sulle uscite quasi parallele dei due litiganti, Drabikowski da una parte, Krysiuk dall’altra, ma hanno anche ribadito, se mai ce ne fosse bisogno, la pretenziosità e l’inutilità di alcune dispute “dogmatiche”: abbracciare una fede implica sempre e comunque l’accettazione e la comprensione di criptiche argomentazioni dottrinarie? Oppure è sufficiente sentire, nel profondo dell’animo, un’innata tensione verso l’assoluto e l’ignoto ed assecondarla, privando le ridondanti architetture teologiche di tutta la loro presunta importanza?
Chi tra i due ha veramente incarnato l’essenza, la fede del gruppo polacco, così osannate ai tempi di “Litourgiya- Литоургиiа”, un cupo abbinamento di black metal ferale ma strutturato e canti liturgici tradizionali della Chiesa Ortodossa slava?
Ascoltando questo “Hospodi” ed evidenziandone le scelte compositive e di produzione, il vero “Padre” parrebbe Drabikowski: il suo “Panihida- Панихида” uscito lo scorso maggio è concettualmente più vicino allo spirito del primo album, pur segnando una sorta di ritorno alla purezza, intesa come epurazione da eccessivi orpelli melodici e ritorno a sonorità più ruvide, come se ne fosse il predecessore e non il successore. Ma, come spesso accade, la separazione di forze complementari non ha giovato, rendendo parzialmente più deboli entrambe le parti in gioco.
La Metal Blade però decide di seguire i Batushka di Krysiuk, intenzionato a non replicare pedissequamente il debutto, pubblicando questo concept basato (con grande fantasia) sulle liturgie della morte e sui rituali funerari ortodossi.
L’introduzione declamatoria “Wozglas” avvolge d’incenso l’inizio del rito, affidato a “Dziewiatyj Czas” ed ecco le prime, solide differenze rispetto al passato: tempi medi, chitarre decisamente più basse e pastose, strutture meno complesse, riffing meno prolisso, tutto risulta più quadrato e potente, anche i suoni sono più crudi, meno processati. “Wieczernia” ribadisce ed aggiorna le coordinate: le parti corali che così fortemente caratterizzavano il debutto hanno qui un ruolo più atmosferico, la doppia cassa sostiene con vigore ma ancora niente blast. “Powieczerje” abbina cori sacri e screaming in modo magistrale, Bart è un interprete di grande esperienza; il brano sembra dover esplodere all’improvviso, ma la deflagrazione nella parte centrale è controllata, nessuna scheggia impazzita, i danni sono contenuti e si resta sospesi in attesa della tempesta di detriti che solitamente segue il boato…“Polunosznica” si palesa con una melodia mistica, poi finalmente travolge con un blast beat devastante, le chitarre urlano le loro litanie funebri fino alla sublimazione finale, una parte corale di grande potenza evocativa, accompagnata dallo scream di Bart. “Utrenia” ha una struttura quasi rock, rallentamenti e parti cadenzate geometriche nelle quali trovano ampio spazio i fraseggi corali. “Pierwij Czas” e “Tertij Czas” proseguono la marcia sacra senza troppi scossoni, sembra che il sentiero che si snoda verso l’oscurità non sia poi così buio e spaventoso e s’insinua nell’ascoltatore una sensazione di déjà vu.
Le atmosfere plumbee e solenni dell’album creano una compattezza notevole, la minor carica di aggressività rispetto all’esordio rende l’ascolto più ostico e le lunghe parti strumentali rituali, per quanto cariche di fascino, sono inevitabilmente piuttosto simili tra loro. “Liturgiya” (sic) chiude il cerchio con una processione doom arcana, svelando un versante onirico che meritava forse un maggior approfondimento.
Lo Scisma ha quindi prodotto due confessioni distinte ma ancora fortemente legate tra loro, due dottrine che potrebbero nuovamente compenetrarsi o, al contrario, assumere posizioni più radicali e separare per sempre il loro destino. Solo il futuro potrà rivelarci la verità. Per quanto invece riguarda voi, fedeli cultori, la scelta su chi premiare o seguire è totalmente libera. Io continuerò a non dare importanza a sterili dogmatismi e a seguire il talento e la creatività, qualsiasi credo abbraccino.

Tracklist:

01 Wozglas
02 Dziewiatyj Czas
03 Wieczernia
04 Powieczerje
05 Polunosznica
06 Utrenia
07 Pierwyj Czas
08 Tretij Czas
09 Szestoj Czas
10 Liturgiya

Line-up:

Paweł Jaroszewicz – batteria
Варфоломей (krisiuk) – voce

Links:
https://www.facebook.com/Batushkaband/
https://batushkaofficial.com/
https://www.indiemerch.com/metalbladerecords

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.