Neal Morse – Jesus Christ The Exorcist (2019)

Titolo: Jesus Christ The Exorcist
Autore: Neal Morse
Genere: Prog Rock
Anno: 2019
Voto: 9

Visualizzazioni post:165

La Frontiers Records, oltre ad essere famosa nel recuperare e rispolverare band storiche degli anni ’80, è una label lungimirante, fatta di professionisti e intenditori di buona musica, perché puntando su questa monumentale opera creata dalla mente di Neal Morse (Neal Morse Band, Transatlantic, Flying Colours, ex Spock’s Beard) dà l’ennesima conferma sulle scelte azzeccate di produrre e pubblicare degli importanti capolavori musicali in ambito rock.
Quando ho letto il nome di questo nuovo lavoro discografico sono rimasto spiazzato e perplesso perché ho creduto che il bravissimo polistrumentista statunitense si fosse buttato su un progetto suicida in stile death metal ma poi, leggendo attentamente il sottotitolo del platter, ho compreso che l’opera si riferiva invece a un musical scritto sulla storia delle storie, in altre parole quella di Gesù Cristo, percorsa tante volte dai grandi della letteratura mondiale.
“Jesus Christ The Exorcist” è quindi il titolo scelto dal musicista americano perché della vita di Gesù l’ha colpito proprio il potere, tra i tanti, di cacciare i demoni dagli invasati e riportarli sulla via del bene. Questa è un’opera imponente nella già impressionante discografia di Neal Morse nell’ambito del rock progressivo ed è stata scritta e prodotta dall’americano includendo, oltre alla sua esibizione, anche quella di un cast stellare di cantanti e musicisti bravissimi come lo straordinario cantante Ted Leonard che non avrebbe mai immaginato di interpretare Gesù in un musical rock scritto dall’amico e collega Neal ma la vita, come sempre, presenta delle sorprese incredibili ed inimmaginabili.
Dopo la prima bozza di circa dieci anni fa, Morse ha finalmente ripreso la storia di Gesù e l’ha fatto in maniera esemplare, nel suo stile, con un doppio album pieno di tanti generi musicali, partendo dal prog, spostandosi al metal, alle ballate AOR, al blues, al rock e il tutto con atmosfere di altri tempi che formano dei brani corali e coinvolgenti.
Acclamato ma anche criticato per aver spostato la sua direzione artistica su nuovi progetti e abbracciato apertamente il cristianesimo dopo aver lasciato gli Spock’s Beard, l’artista a stelle e strisce non ha avuto una vita facile con i vecchi fans ma in questi diciotto anni dallo split con il vecchio gruppo è stato coraggioso nel perseverare nelle sue idee e nella sua fede cristiana.
Per fortuna nella vita contano i fatti e, nel tempo, la genuina sincerità di Morse ha conquistato una schiera di supporters meno superficiali e ora è seguito da tanta gente che non fa differenze tra religioni o ateismo, ma sa apprezzare solo l’ottima musica del californiano, che alla fine è la cosa che conta veramente.
Certo il tema trattato è religioso e questo ovviamente non sarà un buon punto di partenza per i fans che hanno difficoltà con la religione cristiana, ma la forza della composizione e delle esibizioni è tale che molti ameranno questo disco, indipendentemente dalle loro credenze spirituali o religiose.
L’idea del musical in pieno stile Broadway è nata, come ho scritto prima, dieci anni fa, ma si è concretizzata solo nel 2018 perché Morse è stato ispirato a rivisitare il progetto e ha iniziato il processo di riscrittura e di modifica dei brani. Pensando soltanto ad eseguire l’intero musical al suo festival annuale chiamato Morsefest a Nashville, una curiosa coincidenza nei tempi l’ha portato a firmare un contratto con la nostra italiana Frontiers, per il momento solo per questo materiale.
Il racconto storico è interpretato da un cast stellare con Neal Morse alla tastiera e alla chitarra, Paul Bielatowicz alla chitarra solista, Bill Hubauer alla tastiera, Randy George al basso ed Eric Gillette alla batteria. Tra i cantanti in evidenza ci sono: Ted Leonard (Spock’s Beard, Enchant), Nick D’Virgilio (Big, Big Train, Spock’s Beard), Jake Livgren (Proto-kaw), Matt Smith (Theocracy), Wil Morse, la bella scoperta femminile di Talon David, con l’aggiunta di John Schlitt (Petra) e Rick Florian (White Heart).
Con i Vangeli a disposizione, una narrazione musicale sulla vita di Gesù Cristo poteva essere epica e imponente, con il risultato di creare negli anni numerosi concept album. Per fortuna è prevalso l’aspetto religioso – rispetto a quello economico – del musicista statunitense, che ha scelto di esaminare alcuni punti salienti e importanti della vita terrena del Figlio di Dio, come il suo battesimo, la tentazione del diavolo, il suo ingresso a Gerusalemme, l’ultima cena, Ponzio Pilato, la sua crocifissione e soprattutto il punto essenziale della fede cristiana che è la risurrezione del Cristo.
“Padre, perché mi hai abbandonato?”: queste sono le prime parole che ascoltiamo mentre il primo cd inizia con Gesù sopra la croce, che ovviamente viene anche ripreso verso la fine dell’album. Nel mezzo ci sono molti racconti sulla vita di Gesù e possiamo capire l’ascesa e la caduta di quest’uomo divino anche leggendo i titoli delle canzoni. Grandiosa la strumentale Overture”, che vede esibirsi molti membri della Neal Morse Band, tra cui Randy George al basso e Bill Hubauer alle tastiere. Anche Eric Gillette è presente ma non nel suo solito ruolo di genio della chitarra ma come raggiante protagonista alla batteria in assenza di Mike Portnoy.
Le influenze sonore della Neal Morse Band sono evidenti ma la portata di questo progetto è molto più ampia e si sente in tutto il platter, poiché Morse non è, per sua umile scelta, uno dei principali attori del musical, si mette in disparte e lascia il campo ai suoi musicisti e ai suoi ospiti. Così Mark Pogue e Wil Morse (il figlio di Neal) sono i cantanti in “Getaway”, che descrive il controllo opprimente che Roma ha sulla terra di Israele. Entra in scena magnificamente anche Matt Smith (Theocracy) cantando e prendendo il ruolo del Battista. Ted Leonard è il protagonista della maggior parte dei brani ma la cantante Talon David, nella veste di Maria Maddalena, fa la sua bellissima figura nonostante sia sconosciuta alla maggior parte degli ascoltatori perché scoperta per caso da Neal, ma i suoi momenti nel musical sono incredibilmente esaltanti ed emozionanti.
Passando dalla sfacciata The Woman Of Seven Devils alla rivelazione finale dove scopre che il suo Maestro è resuscitato, la singer ci accompagna in questo viaggio emotivo con stile, sicurezza e capacità vocali strabilianti.
Quest’album è un tour-de-force nel vero senza della parola per la lunghissima durata di circa 110 minuti, che potrebbe sfiancare chiunque, ma la vicenda è eseguita nel grande stile del melodic rock progressivo, guidato dalle mani sapienti e dall’intelligenza di Neal Morse.
Non c’è solo prog ma vari stili che si alternano rendendo le composizioni espressive ed espansive, spostandosi dal rock melodico più pesante al rock sinfonico più leggero, verso orizzonti di drammaticità e sovrannaturalità.
Colpiscono alcuni punti salienti dell’opera, come la commovente trilogia di canzoni “Better Weather”, “The Keys To The Kingdom” e “Get Behind Me Satan”, dove l’apostolo Pietro, tentato da Lucifero, cerca di cambiare al Cristo il proprio destino segnato dalle scritture.
Nella finale “Jesus Before Pilate And The Crucifixion”, dove Morse recita il ruolo di Pilato, si realizza perfettamente il dramma umano e musicale di questo triste e tragico evento, il tutto appoggiandosi a robuste e fresche sinfonie con sottofondo una brillante chitarra solista.
Non descrivo tutti i brani perché sono tutti all’altezza ma invito ad ascoltare attentamente “Jesus Temptation”, dove il Messia è messo alla prova dalle tentazioni del Diavolo e dove ascoltiamo dei tecnicismi fantastici che in alcuni tratti nei suoni sembrano riportare ai mitici Savatage, questo per farvi capire come l’heavy metal sia presente e giochi un ruolo importante nel disco.
Se siete amanti dell’ottima musica – indipendentemente dal genere preferito – o amate i musical, potrete sicuramente apprezzare ciò che Neal e la sua band hanno realizzato per i fans e per l’umanità intera.
“Jesus Christ The Exorcist”, è semplicemente un’epica e originale presentazione musicale della vita di Gesù Cristo in versione rock alternativo ma anche tradizionale e melodico, che attira spiritualmente ma anche emotivamente suscitando interesse e voglia di partecipare alla vittoria dell’unico uomo che alla somma dei fatti è stato un vero e proprio rivoluzionario non soltanto verso gli ebrei ma nei confronti di tutti i popoli del mondo.
Sarebbe bellissimo vedere questo musical dal vivo in giro per il pianeta, ma la promozione e lo svolgimento dello spettacolo richiedono un investimento economico imponente che Neal non può permettersi. In futuro vedremo anche perché le vie del Signore sono infinite e la provvidenza potrebbe metterci lo zampino. Consigliatissimo!

Tracklist:

CD1:

1 – Introduction
2 – Overture
3 – Getaway
4 – Gather The People
5 – Jesus’ Baptism
6 – Jesus’ Temptation
7 – There’s A Highway
8 – The Woman Of Seven Devils
9 – Free At Last
10 – The Madman Of The Gadarenes
11 – Love Has Called My Name
12 – Better Weather
13 – The Keys To The Kingdom
14 – Get Behind Me Satan

CD2:

1 – He Must Go To The Cross
2 – Jerusalem
3 – Hearts Full Of Holes
4 – The Last Supper
5 – Gethsemane
6 – Jesus Before The Council And Peter’s Denial
7 – Judas’ Death
8 – Jesus Before Pilate And The Crucifixion
9 – Mary At The Tomb
10 – The Greatest Love Of All
11 – Love Has Called My Name (Reprise)

Full cast:

Ted Leonard – Jesus
Talon David – Mary Magdalene
Nick D’Virgilio – Judas Iscariot
Rick Florian – The Devil
Matt Smith – John the Baptist
Jake Livgren – Peter and Caiaphas
Neal Morse – Pilate, Demon 1, Disciple 1
Mark Pogue – Israelite 1, the Madman of the Gadarenes, Pharisee 2
Wil Morse – Israelite 2, Demon 3, Pharisee 1
Gabe Klein – Demon 2, Pharisee 4
Gideon Klein – Demon 4
Julie Harrison – Servant Girl

Sito ufficiale: http://www.nealmorse.com/
Facebook: https://www.facebook.com/nealmorse
Etichetta Frontiers Records – www.frontiers.it

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