Sacred Reich – Awakening (2019)

Titolo: Awakening
Autore: Sacred Reich
Genere: Thrash Metal
Anno: 2019
Voto: 8

Visualizzazioni post:897

Un risveglio atteso ventitré anni. Un ritorno all’azione volontaria anche sul fronte compositivo che si concretizza in un omaggio sincero alla nutrita schiera di sostenitori della vecchia scuola (siamo parecchi, eh?) che da sempre rispetta la banda di Phoenix. Un rispetto meritato, nonostante il lungo iato: delusi ed ignorati da una scena attenta unicamente a promuovere le sonorità “alternative” nel trambusto stilistico di metà anni novanta, si erano eclissati in silenzio ad inizio duemila, preservando coerenza ed integrità artistica. Un rispetto conquistato con onore, rendita diretta di una discografia imprescindibile, colma di talento e personalità, merci rare nell’empireo brulicante di cloni del thrash metal di fine anni ottanta.
Sull’onda di un revivalismo ciclico ed evidentemente inevitabile anche l’ingranaggio metallico del sacro Reich si riattiva, producendosi in un’intensa attività concertistica, culminata nel generoso “Live At Wacken” del 2012. Dopo un lustro di festival celebrativi ed attente valutazioni sul merito delle quali sarebbe futile indagare, un nuovo nucleo si compatta attorno a Rind ed Arnett. Fuori le infradito di Phil, qualche chilo di troppo, Hall e Rainey, dentro le Reebok alte, il cappellino nero di Wiley, il redivivo McClain ed il virgulto Radziwill. Un anno scarso di prove ed assestamenti frutta otto nuovi classici nei quali non un’oncia dell’antica gloria è andata perduta, anzi… l’abilità nel coniugare sagaci invettive sociali con un thrash denso di groove e richiami hardcore (“Revolution”) si perfeziona aprendosi a nuove sfumature melodiche (“Something To Believe”) e blues (“Death Valley”) e ad un’inedita vena positiva a livello lirico, effetto forse della raggiunta mezz’età.
Rizk, già in cabina con Power Trip e Cavalera Conspiracy, forgia con John Aquilino i suoni più adeguati ad un rinnovato sfoggio di prepotenza: le chitarre sono presse ad azione verticale, il basso di Phil una terna da cantiere, i tamburi di Dave dei rotopercussori fuorigiri. Al gusto solistico di Wiley si affianca la perizia esecutiva di Radziwill, il polistrumentista ventiduenne spaventa per naturalezza e competenza tecnica, che acquisto! Non disturba l’autoreferenzialità di alcune successioni ritmiche così come la nuance di grigio nel ringhio di Phil. “Be the change you want to see” proclama l’amico in “Manifest Reality”… E se invece non ci fosse bisogno di cambiare alcunchè? Bentornati ragazzi.

Tracklist:

1. Awakening
2. Divide & Conquer
3. Salvation
4. Manifest Reality
5. Killing Machine
6. Death Valley
7. Revolution
8. Something to Believe

Line-up:

Phil Rind: bass and vocals
Wiley Arnett: guitars
Joey Radziwill: guitars
Dave McClain: drums

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