Hammerfall (Joacim Cans)

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HAMMERFALL – Let the hammer fall!

Siamo ancora in piena estate, tempo di Festival estivi e tra i tanti concerti ci prendiamo il tempo di una telefonata poco prima di pranzo con Joacim Cans. Il cantante degli Hammerfall si trova a casa in Svezia e si accinge a presentarci, in questa intervista, “Dominion”, il nuovo disco, a suo dire potente ed energico come non mai (il nostro voto e la nostra recensione non sono poi così entusiasmanti ma sono punti di vista). Il cantante è molto sicuro di sè nel parlare del nuovo lavoro, ma si parlerà anche di una curiosa data mai avvenuta a Roma, e quindi andiamo per ordine…

Ciao Joacim, dove ti trovi, in Svezia?

Si. Sono in Svezia a casa. Un po’ di promozione e si torna in tour.

Bene, allora partiamo subito con “Dominion”, il vostro nuovo disco. Puoi paragonarlo al precedente “Built To Last”?

Oh, beh! Direi che c’è una grande differenza. “Dominion” è molto forte ed energico e penso di poter dire che siamo arrivati ad un nuovo livello. Nell’ultimo tour ci siamo divertiti molto con la band e abbiamo creato musica sul bus, siamo stati capaci di catturare quel momento sul palco che ti porta tanta energia e trasferirlo nella nostra musica componendo subito dopo la doccia ancora pieni di adrenalina. Per questo suona così potente. Spero che chi lo ascolti sia coinvolto pienamente da questa nostra energia.

Ora avete un solido batterista in line-up, David Wallin, in sostituzione di Anders Johansson. Cosa è andato storto con Anders dopo così tanti anni e come vi siete trovati con David?

Anders si è confrontato con la realtà familiare per la quale aveva necessità di passare più tempo con i figli (con i quali ora ha una band, i Tungsten, nda) e non aveva più la forza e la voglia di andare in tour. Ci ha scosso molto la sua uscita. Eravamo in contatto con alcuni ragazzi, poi abbiamo ricevuto l’offerta di David che ci ha chiesto una chance. Sapevamo che aveva suonato nei Pain e nonostante fosse un genere poco affine con il nostro abbiamo deciso di provare ed è andata benissimo. Ora abbiamo un batterista heavy molto potente che ha dato una vera mano alla forza del nostro nuovo sound. David ha lo stesso sound di Patrick, il nostro primo batterista, ma con una energia davvero spaventosa.

Molti membri degli Hammerfall in passato sono passati a fare musica death metal. Pensi ci sia una connessione nel vostro Paese tra power e death metal?

Assolutamente sì. Il death metal negli anni ’90 è cresciuto in seguito al successo dell’heavy metal ed è per questo che si sono sviluppate band melodiche come noi. Tuttavia anche nella scena di Goteborg il sound è più melodico rispetto alla scena americana. E qui da noi non sei considerato poser se ascolti un genere di metal piuttosto che un altro e non ci si fa problemi a suonare in band di generi diversi; l’importante è tenere viva la musica heavy!

Che rapporto hai con i vecchi membri della formazione?

Qualcuno lo vedo ancora di tanto in tanto, altri non suonano più. Patrick ad esempio non lo vedo da molto tempo, ma non abbiamo screzi. A volte vediamo in tour alcuni dei ragazzi che hanno suonato con noi come Niklas Sundin e Mikael Stanne (Dark Tranquillity) o Jesper Stromblad (ex-In Flames).

“Dominion” è il titolo del nuovo disco. Puoi dirmi qualcosa in più di questa scelta?

E’ un titolo immediato e potente, una sola parola e la canzone parla di PANDEMONIUM, la capitale dell’Inferno, che è poi il luogo raffigurato nell’artwork. Semplice e diretto, un po’ più moderno rispetto ai classici titoli standard degli ultimi lavori. Volevamo anche rimodernare il nostro “Hector” (la mascotte raffigurata nelle copertine della band nda). Con la parola dominio ci riferiamo alla musica naturalmente e non alla conquista del mondo!

Quanto sono cambiati i testi invece? Hai cominciato a scrivere musica molto giovane. Quanto sono cambiati gli Hammerfall nelle parole dal 1996 ad oggi?

Abbiamo iniziato a scrivere musica 23 anni fa e non siamo le stesse persone. Siamo cresciuti e anche il mondo è cambiato. All’inizio si scrivevano testi più heavy metal, che era quello che le persone si aspettavano da noi. Ora invece affronto argomenti più personali, non più improntati sull’immaginazione di una volta. Oggi rifletto su un documentario visto in tv o su un articolo letto sul giornale. Ho scritto sulla Guerra del Vietnam, su libri letti. Metto le parole sulla musica a seconda di cosa mi comunica la melodia. All’inizio invece parlavo molto di mitologia vichinga. Direi che è cambiato molto.

Come riesci a mantenere una voce così alta e squillante a quasi 50 anni? Qualche segreto? Suggerimenti?

Bisogna rispettare il proprio corpo e stare in forma. Bisogna correre, perdere peso se necessario. Soprattutto in tour. E’ difficile avere una buona performance se si abusa di cibo e alcool tutte le sere. E’ giusto cercare di mantenere dignità e rispettare il proprio corpo. Io sono vegetariano e salutare al 100%. Non bevo mai sul palco, solo qualcosa dopo il concerto. E solo cose di qualità. Oggi mi permetto di bere meno e meglio per non avere problemi di hangover!

Cosa mi dici del progetto “Cans” nato e fermo al 2004?

In questo momento mi sento di dovermi dedicare completamente agli Hammerfall. Mi porta via una gran parte della mia vita e richiede molta energia. Non vedo necessità di un nuovo disco solista. Tengo le idee per gli Hammerfall. Oscar scrive con me e non abbiamo bisogno di nuove band per consumare le nostre idee.

Avete un nuovo singolo dal titolo “We Make (Sweden Rock)”, un vero e proprio inno e tributo al metal svedese…

Assolutamente sì. Il nostro modo di omaggiare il movimento svedese. Ci sono gruppi che hanno fatto la storia e che ci hanno influenzato in un modo o nell’altro e nel video li evidenziamo tutti. Adoro questo brano e vuol dire molto per me. Ci sono molti gruppi svedesi che all’estero non hanno avuto molto successo, ma noi ci siamo cresciuti e siamo orgogliosi di tutti questi nomi, da Malmsteen ai Dissection, Europe, In Flames… così tanti!

E invece conosci anche qualche bel gruppetto italiano?

Beh certamente i Rhapsody e Lacuna Coil. Sono sicuro che ne avrete molti anche voi non tanto conosciuti all’estero.

Credimi davvero tanti. E invece che tipo di tour dovremo aspettarci per la promozione del disco?

Preparatevi ad un grande tour. Stiamo preparando qualcosa di speciale.

Un po’ come il Valhalla del vostro DVD in Svezia?

Eheh qualcosa di simile. Quello è stato speciale, ma è stato strano suonare sull’acqua lontani dal pubblico. E’ comunque una location particolare in Svezia ed è stato un grande onore per noi suonare in un’arena mainstream. Ci ha suonato Iggy Pop, giusto per capirci e quindi per una band heavy metal è davvero incredibile.

Hai qualche ricordo bello o brutto dei vostri tour in Italia?

Fammi pensare… dunque forse il più divertente è stato nel 1997. Eravamo in tour con i Gamma Ray e avremmo dovuto suonare a Roma, ma quando siamo arrivati la location era ancora in costruzione e ci hanno detto di tornare il mercoledì dopo! Siamo stati così sul tour bus a fare foto e parlare con i fan, ma non abbiamo suonato! Forse è ora di riprovarci con Roma. Per noi è più facile suonare al Nord, Milano, Biella, Firenze, Bologna, ma non ci precludiamo nulla.

Vuoi dire qualcosa per chiudere? Qualche ringraziamento?

Sì vorrei dire che sono molto orgoglioso di aver lavorato con James Michael (Motley Crue e Sixx Am) e penso che abbia avuto un forte impatto sul mio cantato. Mi ha spronato davvero molto e ha avuto un ruolo molto importante per la riuscita di questo album…

Bene allora grazie per la chiacchierata. Direi che ci vediamo in Italia!

Assolutamente sì. Grazie a te e a tutti i fan italiani. Ci vediamo dalle vostre parti.. prima o poi magari a Roma!

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