20/07/2019 : Ambria Metal Festival (Ambria – BG)

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AMBRIA METAL FESTIVAL: Grave Digger – Domine – White Skull – Lionsoul – Heroes Of Forgotten Kingdoms – Ambria (BG) – sabato 20 luglio 2019

Carissimi amici di Heavy Metal Webzine eccomi pronto a darVi conto di ciò che è accaduto durante la giornata dedicata al Metal della XVII edizione del grandioso Ambria Music Festival, kermesse musicale completamente gratuita che si è tenuta in quel luogo meraviglioso che risponde al nome della Val Brembana. Come al solito bisogna fare i complimenti al titanico lavoro organizzativo fatto dalla Cerberus Booking che ha allestito un palco con una resa sonora che definire grandiosa è un puro eufemismo e, grazie all’ottima organizzazione, ha ridotto praticamente a zero i tempi morti garantendo uno spettacolo magistrale ai tantissimi metallari provenienti da tutta Italia che hanno potuto scatenarsi fino alla fine senza dare mai l’impressione di essere stanchi.

Heroes Of Forgotten Kingdoms

L’ingrato compito di aprire le danze è spettato ai power metallers viterbesi Heroes Of Forgotten Kingdoms, un ottimo quintetto nato nel 2017 che, sin dagli esordi, si è votato alla ricerca ed allo sviluppo di tematiche fantasy e che, durante il set incentrato sul cd di debutto intitolato “Dragonslayer”, ha letteralmente travolto il pubblico con sonorità dirette e travolgenti condite da tematiche fantasy dando vita ad uno spettacolo molto coinvolgente che è stato gradito praticamente da tutti i presenti che hanno, letteralmente, cantato a squarciagola ogni brano.
Il gruppo ha dimostrato di essere pronto e di avere le carte in regola per spiccare il volo e ritagliarsi un posto di tutto rispetto nel panorama metal tricolore ed europeo. Il loro show è stato un concentrato di energia allo stato puro, grazie ai riff ed ai duelli sciorinati dalle asce del gruppo Cerra e Mammola, sapientemente miscelato con elementi folk resi ancora più accattivanti dagli intermezzi del violino di Simone Borghetto che mi hanno fatto ricordare molto i Folkstone e gli Elvenking. Alla quadratura del cerchio ci ha pensato quella macchina da guerra dietro le pelli che risponde al nome di Manuele Di Ascenzo.
Nonostante il breve tempo a disposizione il gruppo ci ha affascinato con le sue storie di maghi, elfi e filtri magici prima di invitare tutti i presenti ad unirsi a loro per l’assalto conclusivo al temibile e terribile “Drago” durante la strabiliante esecuzione di “Dragonslayer”, una grandiosa conclusione per uno show che ha lasciato il segno ed ha riscaldato, se mai ce ne fosse stato bisogno, tutti i presenti.
Non resta che fare nuovamente i complimenti alla band ed attendere di poterli rivedere, magari con uno show tutto loro in cui potranno mostrare tutto il loro carisma.

Setlist:

01 – Intro / The Last Knight
02 – Power Of Magic
03 – Lord Of The Seas
04 – Path To Glory
05 – The Ancient Will Of The Profecy
06 – Dragon’s Awakening
07 – Dragonslayer

Line-up:

Gennaro Cerra – Guitar
Alessandro Mammola – Guitar
Simone Borghetto – Violin
Saylor Manca – Vocals
Manuele Di Ascenzo – Drums

Facebook: https://www.facebook.com/heroesofforgottenkingdoms

LionSoul

Dopo un rapidissimo cambio ecco salire sul palco i bergamaschi LionSoul, un altro talentuoso quintetto nato nel 2009. Grazie alla gavetta fatta in questi anni che li ha resi compatti, granitici e carismatici, hanno dato un tocco di classe ed alzato ancora più in alto l’asticella della qualità della kermesse. Il loro set è un concentrato di power ed heavy energico, diretto e potente impreziosito dalla indubbia capacità e tecnica strumentale per un mix che è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica del gruppo.
Il loro assalto frontale si apre sulle note, manco a dirlo, di “Welcome Storm”, titletrack del nuovo album, un vero e proprio uragano sonoro che, grazie all’ottima prova vocale del singer Ivan Castelli – egregiamente sorretto dalle asce Aurelio Parise e Francesco Pedrini e dalla sezione ritmica titanicamente orchestrata dal basso di Giuseppe Lombardo e dai ritmi forsennati del batterista Nicolò Bernini – ha spazzato via tutti i residui dubbi sul talento di questo combo che ha letteralmente fatto scatenare tutti i presenti durante le magistrali esecuzioni di “Lion’s Throne”, un’autentica marcia in pieno stile heavy power che ha fatto impazzire tutti ed ha anche fatto sorgere un accenno di pogo che non guasta mai.
Ciò che dispiace è che il gruppo ha avuto dei tempi strettissimi che li ha costretti a tagliare gran parte della loro scaletta. Nonostante ciò sono riusciti a regalarci uno show ad alto tasso adrenalinico che si è concluso in modo veramente devastante sulle note di “Shadow Of The Black Horse”, una splendida ed accattivante calvalcata heavy che ha strappato applausi a scena aperta da tutti i presenti. Anche loro hanno lasciato il segno e sono prontissimi per spiccare il volo ed entrare, a pieno titolo, nell’olimpo dei grandi.

Setlist:

01 – Welcome Storm (Eternal Quest)
02 – Lion’s Throne
03 – Next Genesis
04 – Iron Whispers
05 – Shadow Of The Black Horse

Line-up:

Nicolò Bernini – Drums
Aurelio Parise – Guitars
Ivan Castelli – Vocals
Francesco Pedrini – Guitars
Giuseppe Lombardo – Bass

Sito Internet: http://www.lionsoul.it
Facebook: https://www.facebook.com/lionsoulband

White Skull

Ormai l’atmosfera è calda abbastanza per dare il benvenuto ad una delle band più attese della serata: i veneti  White Skull, una delle leggende del metal italiano che, guidati dall’inossidabile Tony “Mad” Fontò, sono pronti a fare terra bruciata con il loro show ad altissimo tasso adrenalinico.
L’assalto comincia sulle note di “Embittered”, un pezzo aggressivo, tagliente, travolgente e devastante impreziosito, manco a dirlo, dalla titanica prova vocale della graffiante Federica “Sister”. Siamo dinanzi a delle autentiche icone del metal che hanno oltre trent’anni di carriera e sanno perfettamente come far esaltare i presenti.
La band non concede tregua proponendo delle autentiche mazzate sonore del calibro di “The Killing Queen”, “Will Of The Strong” senza dimenticare la splendida e devastante “Asgard” che chiude degnamente uno show meraviglioso in cui abbiamo potuto ammirare la presenza di Alessio Lombardi al posto della storica e virtuosa ascia del gruppo Danilo Bar che, dopo 15 anni di militanza, ha deciso di separarsi dalla band.
Ormai la goduria ha superato i livelli di guardia ed il pubblico non perde occasione per osannare la band e cantare a squarciagola ogni parola di ogni singolo pezzo. Il combo veneto non si è per nulla risparmiato e ci ha regalato uno spettacolo formidabile che rimarrà fisso ed indelebile nelle menti di tutti i presenti.

Setlist:

01 – Embittered
02 – The Killing Queen
03 – Tales From The North
04 – I Am Your Queen
05 – Will Of The Strong
06 – Kriemhild Story
07 – High Treason
08 – Red Devil
09 – Asgard

Line-up:

Tony Mad Fontò – Rhythm Guitar
Federica Sister – Vocals
Alessio Lombardi – Lead Guitar
Alex Mantiero – Drums
Jo Raddi – Bass
Alessandro Muscio – Keyboards

Sito Internet: http://whiteskull.band
Facebook: https://www.facebook.com/whiteskullofficial

Domine

Solo il tempo di riprendersi dal ciclone White Skull ed ecco giungere il momento degli iconici Domine, la storica band toscana capeggiata dall’istrionico, simpaticissimo e carismatico Morby. Il loro set si apre sulle note dell’epica e trionfale “Hymn” che funge da tappeto sonoro per la devastante “Thunderstorm”, una vera e propria ondata di power heavy che non fa prigionieri e fa letteralmente impazzire i presenti.
La band ha deciso di saccheggiare tutta la propria produzione regalandoci degli autentici capolavori del calibro di “The Hurricane Master”, “The Aquilonia Suite”, “The Prince In The Scarlet Robe” e “Dragonlord”. I Domine sono in piena forma e concedono ai presenti uno show meraviglioso grazie alla splendida prova vocale – manco a dirlo – di Morby, splendidamente assistito dai riff tessuti dal carismatico e geniale Enrico Paoli e dalla mastodontica sezione ritmica capitanata dal basso di Riccardo Paoli e dalla batteria di sua maestà Stefano Bonini. Ma dato che uno show come questo non può non avere una chiusura trionfale, ecco giungere, per la gioia di tutti i presenti, le splendide e devastanti “The Ride Of The Valkyries” e “Defenders”. Non ci sono parole per descrivere l’energia e la potenza che i Domine hanno regalato ai presenti che hanno risposto cantando ogni singolo brano fino alla fine.

Setlist:

01 – Hymn / Thunderstorm
02 – The Hurricane Master
03 – The Aquilonia Suite
04 – The Prince In The Scarlet Robe
05 – Dragonlord (The Grand Master Of The Mightiest Beasts)
06 – The Ride Of The Valkyries
07 – Defenders

Line-up:

Morby – Vocals
Riccardo Paoli – Bass
Enrico Paoli – Guitar
Riccardo Iacono – Keyboards
Stefano Bonini – Drums

Facebook: https://www.facebook.com/domineofficial

Grave Digger

Ormai i tantissimi presenti attendono solamente l’ingresso degli headliner della serata: i becchini tedeschi Grave Digger. Il gruppo non si fa attendere e comincia il proprio show con il buio totale sul palco ma i più attenti hanno potuto notare una sinistra presenza che percorre tutto lo stage e prepara l’ingresso trionfale della band che, sulle note di “Fear Of The Living Dead” comincia un vero e proprio excursus della propria produzione regalandoci delle perle del calibro di “The Dark Of The Sun”, “The Clans Will Rise Again”, “Lionheart”, “The Bruce”, “Circle Of Witches” ed “Excalibur”.
Il gruppo si diverte sul palco ed il pubblico risponde alla grande ogni volta che il simpaticissimo, istrionico e carismatico Chris Bolthendal, dominando letteralmente lo stage, chiede un po’ di aiuto. Ma non bisogna dimenticare i suoi preziosi compagni di viaggio: Jens Becker al basso, Axel Ritt alla chitarra e Markus Kniep alla batteria.
Per l’apoteosi finale i becchini decidono di concedere una triade da paura: si parte con la classicissima “Rebellion”, durante la quale si è innalzato il coro dell’intera platea, “Healed By Metal”, un vero e proprio inno che è la vera quintessenza del metal e l’immortale “Heavy Metal Breakdown” che è stata prolungata all’inverosimile per la gioia immensa dell’intero pubblico osannante.
E così si conclude questa splendida serata dedicata al metal che, possiamo dire, ha avuto il suo battesimo durante l’Ambria Music Festival. Dico questo perchè è il primo anno in cui viene inserito il genere in questa manifestazione. Bisogna solo sperare che il successo visto oggi faccia decidere all’organizzazione di inserire il nostro amato genere anche nelle prossime edizioni, se così sarà sarò lieto ed onorato di darvene nuovamente conto!

Setlist:

01 – Fear Of The Living Dead
02 – Tattooed Rider
03 – The Clans Will Rise Again
04 – Lionheart
05 – Lawbreaker
06 – The Bruce
07 – The Dark Of The Sun
08 – Call For War
09 – The Curse Of Jacques
10 – Season Of The Witch
11 – Highland Farewell
12 – Circle Of Witches
13 – Excalibur
14 – Rebellion (The Clans Are Marching)
15 – Healed By Metal
16 – Heavy Metal Breakdown

Line-up:

Chris “Reaper” Boltendahl – Vocals
Marcus Kniep – Drums
Jens Becker – Bass
Axel “Ironfinger” Ritt – Guitars

Sito Internet: https://www.grave-digger-clan.de
Facebook: https://www.facebook.com/gravediggerofficial

Foto di Donato Tripoli

Heroes of Forgotten Kingdoms:

Lion Soul:

White Skull:

Domine:

Grave Digger:

 

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