KXM – Circle Of Dolls (2019)

Titolo: Circle Of Dolls
Autore: KXM
Genere: Hard Rock
Anno: 2019
Voto: 7/8

Visualizzazioni post:245

Per chi non conoscesse i KXM, combo che prende il nome dalle band principali di questi magnifici artisti (K di Korn, X di King’s X e M di Lynch Mob) e che comprende il batterista Ray Luzier (Korn), il bassista e cantante dUg Pinnick (King’s X) e il chitarrista George Lynch (Lynch Mob, Sweet & Lynch, ex Dokken), faccio brevemente un riassunto della loro storia artistica.
La band si è formata all’inizio del 2013 quando dUg e George si sono incontrati a casa di Ray alla festa di compleanno del figlio e parlando del più e del meno hanno pensato di fare qualcosa di artistico insieme. Dopo due anni dal secondo album “Scatterbrain”, che a sua volta aveva preceduto l’omonimo disco del 2014, esce il loro terzo disco in studio. Con questa nuova uscita chiamata “Circle Of Dolls”, si sente un’altra opera di sconvolgente e robusto rock, sempre ben prodotto da Chris “The Wizard” Collier, che questa volta mette in risalto più la sezione ritmica rispetto alla chitarra.
L’album è potente e con un sound influenzato da parecchi generi rispetto alle prime due uscite. La magia sonora e la tecnica sono evidenti perché tra i tre artisti si sente una grande intesa, le canzoni sono autorevoli, ma molto spigolose nell’immediato ascolto. Evitando la pre-produzione, i tre americani seguono la formula collaudata di riunirsi in studio nel corso di due settimane e scrivere così una canzone al giorno con un buon risultato finale, fatto di brani diversi e interessanti.
Quello che è iniziato come un semplice progetto collaterale (l’ennesimo per Pinnick) si è trasformato in una vera e propria rock band. dUg è ancora  più possente nella voce e molto preciso con il suo basso, ma i suoi due amici non scherzano perché suonano in modo autorevole.
Questo platter è più oscuro del suo predecessore e più malinconico dell’omonimo debutto, ma è interessante notare che è anche un album che accompagna l’ascoltatore verso un viaggio diverso dal solito. Basta lasciarsi andare e ascoltare attentamente l’iniziale grunge nevrotico di “War Of Words”, traccia con una struttura non tradizionale che si contrappone all’apertura jazz di “Mind Swamp”, che possiede un’introduzione nebbiosa di chitarre, dei bassi pulsanti e dei forti rullanti di tamburo che trasformano, grazie anche a dei riff cadenzati, il brano su una strada più piacevole e rilassante. La title track è più semplice, con un rimescolamento lento di melodie tipiche dei famosi Stone Temple Pilots. La melodia è trascinata dal coro e dalla voce del bravissimo singer, su cui si muovono un modello di chitarra fresco e una batteria in gran spolvero.
Man mano che l’album avanza, il flusso è semplicemente sublime; il ritmo frenetico dell‘orientale “Lightning” si rifà al tipico sound dei King’s X, con in evidenza il grande lavoro di chitarra, che trova l’apice nel drastico assolo del superlativo e talentuoso Lynch. In “Big As The Sun”, gli assoli veloci e tecnici del guitar hero prendono il sopravvento con una melodia guidata dall’incisivo basso, che mette in risalto i suoni vari e unici che questi tre professionisti possono trasmettere. In “Vessel Of Destruction” è esaltata la sezione ritmica, dove svettano le pelli di Luzier mentre Lynch si esibisce senza freni con i suoi riff diabolici e blueseggianti. Qui Pinnick suona in modo enigmatico, sia in termini di timbro sia di contenuto aiutato dal fido Lynch che riesce a creare un sound dall’umore cupo e oscuro. Nel blues di “A Day Without Me”, l’inizio acustico è sovrastato dopo un minuto dalla potente chitarra elettrica e il pezzo viene trascinato abilmente dalla voce rauca e graffiante di Dug. La traccia è una delle punte di diamante di questo nuovo corso sonoro, con l’assolo di chitarra di Lynch devastante e superbo.
Le canzoni più belle del disco però sono le ultime tre: “Shadow Lover” che si adatta benissimo per la sua melodia ad essere una colonna sonora di un film giallo, dove la voce tacita e carica di riverbero del bravissimo vocalist aggiunge una certa aria di mistero; la rock “Cold Sweats”, che offre invece un viaggio denso e sbarazzino, pieno di sonorità crescenti, mentre l’ultima psichedelica e moderna “The Border” è un brano rock malinconico e allo stesso tempo ipnotico adatto per essere suonato dal vivo.
I KXM nonostante abbiano alle spalle dei gruppi importanti si sono ritagliati un loro spazio musicale fresco, particolare e molto creativo, che al primo ascolto può spiazzare per il background musicale articolato, a tratti grezzo e difficilmente catalogabile in un genere ben preciso ma che alla lunga, dopo vari ascolti, trasporta fuori dai comuni schemi ai quali siamo abituati. L’unica pecca è che la grande tecnica dei tre fuoriclasse sovrasta il concetto classico di canzone facendo sì che la maggior parte dei pezzi si trasformi in vere proprie sperimentazioni in cerca di qualcosa di personale non sempre trovato.

Tracklist:

1. War Of Worlds
2. Mind Swamp
3. Circle Of Dools
4. Lighting
5. Time Flies
6. Twice
7. Big As The Sun
8. Vessel Of Destruction
9. A Day without Me
10. Wide Awake
11. Shadow Lover
12. Cold Sweats
13. The Border

Line-up:

dUg Pinnick – voce e basso
Ray Luzier – batteria
George Lynch – chitarra

Links:
https://www.facebook.com/KXMofficial
www.frontiers.it

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.