23/10/2019 : Folkstone (Alcatraz, MI)

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23/10/2019 : Folkstone (Alcatraz, MI)

Ancora una volta con passo pesante, il tour d’addio

Terz’ultima tappa italiana del tour d’addio di una delle band che hanno attraversato gli ultimi tre lustri a colpi di Folk/Metal, genere che non solo hanno inventato e portato alla ribalta nel panorama musicale italiano con ottimi risultati ma che hanno pure sparso in lungo ed in largo per l’Europa.

Per capire cosa si nasconda dietro al fenomeno Folkstone ed a quello che rappresentano è sufficiente una parola: “Marmaglia”.

Anticamente questa parola serviva ad identificare un certo ambito di persone rumorose, disprezzabili, spesso disoneste…

Ma nel nostro, di ambito, significa Famiglia. Una Famiglia rumorosa certamente, ma per nulla disprezzabile nè tantomeno disonesta. Marmaglia è il nome della Famiglia Folkstone. Una Famiglia che si riunisce attorno alla band ogni volta che sia possibile. La serata all’Alcatraz dimostra ancora una volta che questa Famiglia è unita più che mai, anche ora che i nostri “eroi” ci stanno salutando con un lungo abbraccio che vedrà la sua morsa finale il 16 Novembre quando, per l’ultima volta, saranno di scena su di un palco.
Ma veniamo a questa serata: l trittico di apertura mette subito in chiaro una cosa… Siamo i Folkstone e siamo qui per fare casino insieme a tutti voi! Ed allora si parte con la potenza devastante di “Diario Di Un Ultimo”. Ed è fin da subito apoteosi. La sezione ritmica incalza senza sbagliare nulla, il groove è potente e preciso; Edo e Federico sono martelli che non sbagliano un colpo. La chitarra di Luca pompa e ricama dove serve, dando spessore e sostanza agli arrangiamenti curati per questa occasione. E la voce di Lore…

Lore merita un encomio solenne per come si presenta al proprio pubblico, con l’umiltà dei grandi. Chiede, il vocalist, più volte l’aiuto della Marmaglia, per sostenere la voce, più volte rotta dall’emozione. Dice, il Lore, di non poter cantare certi pezzi senza il sostegno della sua Famiglia. E la Famiglia, la Marmaglia, risponde presente. Come sempre, da sempre. Potente e rabbiosa la voce di Lore raggiunge ogni angolo della venue e la riempie, con tutto il fiato che ha nei polmoni.
Robi si spende tra cornamusa, bombarde, arpa celtica e il canto. “Escludimi” è la prima che interpreta e ci regala, lei pure, emozioni a iosa ricambiata dalla platea con entusiasmo ed affetto. Mauri si destreggia tra una marea di strumenti, confermandosi un polistrumentista coi controfiocchi e dotato di una carica esplosiva che trova nei live la giusta collocazione. Non da meno sono le due new entry della band Marco e Gianka che, dopo un breve periodo di apprendistato, hanno trovato le giuste corde per esser protagonisti sul palco ed entrare nei cuori di tutti coloro che amano i Folkstone ed il loro sound.
Converrete con me che sto parlando poco della serata in sè e molto delle emozioni che nascono e poi si portano a casa durante e dopo una serata in compagnia del combo bergamasco. Ma è così. Non c’è nulla da fare. Non c’è nulla di più vivo di un concerto dei Folkstone. “Scintilla”, “Astri”, “Mercanti Anonimi”, “Un’Altra Volta Ancora”e via via tutte le altre… ha senso parlare di questo o quel brano? Di come è stato suonato? Forse per una band normale sì. Ma stasera non ne avrebbe alcuno. Stasera si parla di sentimenti, veri, tangibili e contrastanti, si parla di gioia mista a tristezza, di entusiasmo e di malinconia… si parla di Folkstone e del fatto che dal 17 Novembre saranno storia e non più attualità. E ci mancheranno, ci mancheranno da morire.
Si arriva fino a “Rocce Nere”la band preannuncia che alle 23.30 bisogna chiudere baracca e burattini e quindi… e quindi non aspettano che il pubblico, il loro amato pubblico pronto a richiamarli sul palco. Risalgono a tempo zero e partono con i bis. Un pezzo? due? no. Ben sei! Fatti tutti d’un fiato per stare nell’orario.
“Omnia Fert Aetas” ha l’onore e l’onere di chiudere questa serata. Lore e tutti gli altri scendono dal palco, poi… poi Lore chiede l’ora… 23.21. Si fa dare una chiatta, il Lore, sale sul palco e… “Luna”. Brividi ci percorrono ogni cellula, la pelle si accappona, le lacrime scendono sui volti di giovani e meno giovani.

“S-ciarös de lüna, sberlüs de stele
S’encanta l’aria, se sliga ‘l vent
Sgörles le foìe, sömèa ca i löcia
Fregòi de éta, falìe d’arzent
“A s’va par ol senter, i pas arent al cör
S’engropa ‘po la us, s’entorcia fò i penser
Ma resta amò l’amur, l’amur al stanta a mör
I pas sopra ‘l senter, i pas arent al to cör”…

Line- Up:

Lorenzo Marchesi: Voce, Cornamuse. Bombarde, Chitarra acustica
Roberta Rota: Voce. Cornamuse, Bombarde, Arpa Celtica
Maurizio Cardullo: Cornamuse, Bombarde, Cittern, Bouzouki, Irish Whistles
Federico Maffei: Basso
Luca Bonometti: Chitarra
Edoardo Sala: Batteria
Marco Legnani: Ghironda, Strumenti a corda
Giancarlo “Gianka” Percopo: Cornamuse, Bombarde

Set-List:

Diario di un ultimo
I miei giorni
Nebbie
Frerì
Escludimi
Frammenti
In caduta libera
Astri
La maggioranza
Terra Santa
Scintilla
Respiro Avido
Le voci della sera
Mare dentro
Oltre il confine
Folkstone
Mercanti anonimi
Un’altra volta ancora
Rocce nere
Bis:
Nella mia fossa
Prua contro il nulla
Anime dannate
Non sarò mai
Con passo pesante (Feat. G.Mario Monzani)
Omnia fert aetas
Encore:
Luna: (Solo Lore, voce e chitarra acustica)

Foto di Gigi Fratus:

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