Toxic Youth : aggiornamenti dalla band milanese

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TOXIC YOUTH

Tornano sulla scena i milanesi Toxic Youth, che hanno infuocato i palchi italiani negli anni ’90.
Attualmente in studio per registrare il loro secondo album dopo il debutto “Real Attitudes”del 1995.

La band sta lavorando sotto la supervisione di Carlo Altobelli al Toxicbasement studio (Raw Power, Wehrmacht, Cripple Bastards, Cryptic Slaughter), per il nuovo materiale che vedrà la luce nei primi mesi del 2020.

www.facebook.com/toxicyouthmilano/

BIOGRAFIA
La band si forma nel 90 da un’idea di Cristian e Max, rispettivamente chitarra e batteria, ai quale si aggiunge poco dopo Ale (Boo Ya): la passione è l’hardcore in tutte le sue sfumature. Dopo qualche cambio di bassista arriva Novo e il progetto Toxic prende vita, iniziano a suonare live nei circuiti dei centri sociali con ottimi riscontri di pubblico.

Nel ‘93 registrano il primo demo omonimo al Jungle Sound di Milano con Fabio Magistrali (Ritmo Tribale, Afterhours) 8 tracce di feroce hardcore con influenze thrash, il quale vende 500 copie e li porta ad un’intensa attività live, affiancando band italiane e non, tra i quali RKL, D.O.A., Beastie Boys, Franky Hi-Nrg.

Negli stessi anni partecipano alla storica compilation cd di band emergenti italiane “Noise Of Bolgia”, prodotto da Alberto Cutolo (Massive Art) e Underground Promotion. Il brano è “Lady Yamu” registrato da Marco Trentacoste (Abnegate, Lacuna Coil, Extrema, Le Vibrazioni). Il disco viene supportato da un live festival al Factory e vende 1000 copie.

Nel ‘95 la band firma con NoWayRec. ed entrano i studio con Paolo Mauri (Casino Royale, Afterhours, Prozac+) per registrare il disco di debutto. Dopo varie vicessitudini la band opta per l’autoproduzione e pubblica “Real Attitudes Not words!!” che vende oltre 1000 copie, e da il via ad un tour con band come Extrema, Insidia, Lacuna Coil, Sadist e li fa partecipare ad importanti festival tra i quali il Beach Bum Festival con Faith No More, Tiamat e altri.
I live sono infuocati carichi di energia e sudore, la band raccoglie un buon numero di fan, show dopo show.

Nel ‘96 pubblicano un brano sulla compilation “Revelation” prodotta e registrata da Roberto Cabrini (Bulldozer), ma da li a poco lo storico istrione cantante Boo Ya lascia la band, la quale prosegue con Andrea pubblicando uno split cd con Calibro 9 su Bloddy Tears Collective dal quale viene girato il video “No way Out” passato insieme a un’esibizione live su Rock TV.

La band continua a suonare molto live ma nel 2007 si scioglie.  I Toxic Youth sono presenti sul libro “9707 dieci anni di Hardcore a Milano” e vengono citati sul romanzo di Matteo Di Giulio “Quello che brucia non ritorna”.

Nel 2018 la band si riunisce con un nuovo batterista per riprendere da dove si erano fermati, chissà cosa succederà…

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