Work Of Art – Exhibits (2019)

Titolo: Exhibits
Autore: Work Of Art
Genere: AOR
Anno: 2019
Voto: 9+

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Dopo tre album molto apprezzati – “Artwork” del 2008, “In Progress” del 2011 e “Framework” del 2014 – gli svedesi Work Of Art formati da Lars Safsund alla voce, Robert Säll alla chitarra/tastiera e Herman Furin alla batteria, pubblicano la quarta fatica discografica di puro AOR, rispettando in pieno la tradizione di questo stile musicale. Un classico disco con degli ospiti importanti, come l’attuale bassista dei Toto, Shem Von Schroeck e il compositore / tastierista Vince DiCola (autore della famosa musica del film “Rocky IV”), che suonano su alcuni brani di questa nuova opera intitolata “Exhibits”.
Che si tratti di black metal, symphonic metal, hair metal e hard rock melodico, la Svezia per ogni genere musicale ha il suo asso nella manica e in questo caso possiamo parlare di una vera e propria opera d’arte vivente, capitanata dall’artista Robert Säll. Questo nuovo lavoro è un ritorno di gloria ai mitici Toto e ai leggendari  Journey, con un pizzico di modernità  e sensibilità compositiva che ne fa un prodotto al passo con i tempi.
Dopo aver provato diversi cantanti negli anni iniziali, la band è sempre tornata all’eccezionale singer Lars Safsund, supportato dal precisissimo Herman Furin alla batteria e al chitarrista e compositore Robert Säll. Quest’ultimo, per non farsi mancare niente è entrato pure nel progetto dei W.E.T. con Jeff Scott Soto ed Erik Martensson degli Eclipse, ottenendo un successo improvviso e inaspettato.
La collezione artistica del platter offre un gruppo di canzoni indimenticabili con melodie strabilianti e una straordinaria abilità strumentale. La visita guidata al museo comincia dall’ascolto breve ma potente dei tamburi di  Furin, che introduce il brano d’apertura in stile quasi fusion-funk e il secondo singolo “Misguided Love”. La canzone ha anche un’atmosfera pop-rock con un contagioso ritornello di chitarra ed è interpretata perfettamente dalla voce fenomenale di Lars. Nel brano successivo e primo singolo, “Be The Believer”, abbiamo Shem Von Schroeck (Toto), come ospite al basso. Questa è una traccia positiva ed esemplare con un suono di tastiera che sfocia in un robusto assolo di chitarra, il tutto accompagnato dallo stile degli americani Toto. Carina la ballata romantica “Another Night”, che con la sua chitarra ritmica e con uno strato sdolcinato di tastiera avrebbe avuto un enorme successo nelle radio di mezzo mondo alla fine degli anni ’80. Nella quarta traccia “This Isn’t Love” si sente da subito un’introduzione da tastiera che catapulta i timpani nei famosi eighties, grazie anche all’assolo con la tastiera dell’ospite e compositore Vince DiCola. Von Schroeck è di nuovo ospite al basso, ma è sicuramente qui che la tastiera ha la possibilità di brillare di più rispetto al resto del programma. Dopo un inizio frenetico, “Gotta Get Out” riprende il ritmo, aiutato da un buon sintetizzatore e da un ritornello di vecchia scuola AOR, che Robert voleva fortemente in questa nuova fatica, mostrando anche il suo innato talento con un assolo di chitarra breve ma fulminante. “Destined To Survive” attinge il suo suono dal rock progressivo con un basso che guida, insieme alle tastiere, prepotentemente la song. Unica eccezione gli assoli metal che riportano la canzone nei binari corretti.
La forza dei vichinghi continua pure nella parte conclusiva del disco con i riff stravaganti di “Scars To Prove It”, che porta la band ad assomigliare ai connazionali Europe dei tempi d’oro e con il funk ultra melodico dell’accattivante “What You Want From Me”, che inizia con un piccolo e intricato riff di chitarra alla Eddie Van Halen, per poi trasformarsi in un traccia vera e propria di celestiale AOR. La finale “Let Me Dream” è uno dei brani più belli del cd ed è sulla stessa linea sonora delle ultime due tracce, dove il cantato di Lars Safsund assomiglia incredibilmente a quello del superlativo Lou Gramm (ex Foreigner ).
Questo è uno dei migliori album di AOR dell’anno in corso che abbia mai ascoltato, con una rotazione di talentuosi tastieristi come ospiti, che con la loro classe rendono questo disco una vera e propria opera d’arte d’altri tempi. Un altro grande lavoro dei fantastici Work Of Art che rispecchia fedelmente la tradizione genuina dell’AOR e che aggiunge degli elementi prog molto interessanti e moderni.
Robert Säll voleva un suono particolare da questo platter e ci è riuscito alla grande proponendo fondamentalmente il classico suono AOR della vecchia scuola anni ’80, fatto di cori orecchiabili, sontuosi assoli di chitarra, tappeti mozzafiato di tastiere e una chiarissima voce.
Naturalmente ci sono degli elementi che riportano ai maestri del genere come i Toto, i Journey o i Foreigner ma c’è anche un suono caratteristico e originale di questi formidabili musicisti svedesi che ci consegnano un’altra opera d’arte di infinita bellezza da custodire gelosamente nel museo dei nostri sentimenti per poi lasciarla in eredità alle future e nuove generazioni di rockers.

Tracklist:

1. Misguided Love
2. Be The Believer
3. Another Night
4. This Isn’t Love (feat. Vince Dicola)
5. Gotta Get Out
6. Come Home
7. If I Could Fly
8. Destined To Survive
9. Scars To Prove It
10. What You Want From Me
11. Let Me Dream

Line–up:

Lars Safsund – voce
Robert Säll – chitarra, tastiera e cori
Herman Furin – batteria

Links:
https://www.facebook.com/musicofworkofart
http://www.frontiers.it

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