03/12/19 : Cult Of Luna + Brutus + A.A Williams (Milano)

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03/12/19 : Cult Of Luna + Brutus + A.A Williams (Alcatraz – MI)

Cult of Luna – Brutus – A.A Williams

Paladini del Post-metal, gli svedesi Cult of Luna sono in tour per l’Europa per promuovere l’ultimo album “A Dawn to Fear” e questa sera fanno tappa all’Alcatraz di Milano; a supportare la band, Brutus e la cantante A.A Williams, una serata omogenea nelle sonorità ed eterogenea nel pubblico.

A.A Williams

A suonare si inizia presto, alle 19 si è già pronti per partire e come spesso accade, per l’orario o per la mancanza di curiosità, le presenze in sala sono scarse. A.A Williams è una cantante londinese che ha debuttato da poco con il suo omonimo primo EP. Le atmosfere della sua musica che ci avvolgono sono oscure e malinconiche, la sua voce è psichedelica; lei e la sua chitarra, accompagnate da basso e batteria, sono magnetiche, è difficile staccarle gli occhi di dosso e farsi distrarre da ciò che succede intorno.

Brutus

Anche i Brutus, a seguire, fanno perno su una figura femminile, lei è Stefanie Mannaerts e oltre a cantare, suona anche la batteria. Le riesce bene sia cantare che suonare, nonostante quello che si possa pensare: ha una grinta incredibile e una voce dolce e potente. A completare il sound una chitarra dai riff semplici che entrano in testa, ma indispensabili e un basso distorto caratteristico, tutto in perfetto stile post-rock. La band ha due album all’attivo ed esegue da “Nest” (uscito quest’anno) brani come “War”, “Space” e “Sugar Dragon”, mentre dall’album di debutto “Burst” brani come “Horde II” e “Baby Seal”; è tutto estremamente orecchiabile, ma non scontato. Tre ragazzi giovani, una piacevole sorpresa per chi come me non li conosceva.

Culf Of Luna

Fortunatamente le band di apertura non erano particolarmente numerose perché i Culf Of Luna sono sette e gran parte dello spazio sul palco è occupato dalla loro attrezzatura: due batterie, synth, tre chitarre e un basso. È difficile avere una buona resa live di questo genere con così tanti membri: singolarmente la resa è buona, ma l’insieme ne risente un po’. Nonostante ciò la folla è totalmente rapita, la mente viaggia per un’ora e più, perdendo la cognizione del tempo e dello spazio, guidata dai riff morbosi di chitarra, dal contrasto tra il muro di suono e i vuoti atmosferici da cui emergono il growl di Johannes Persson e la voce pulita e profonda di Fredrik Kihlberg. Poche luci sul palco e tante luci dal palco che catturano la platea all’interno di questo universo parallelo. I tre chitarristi interpretano perfettamente la musica che fanno, lasciandosi trasportare dalle emozioni. Non si può definire esattamente una band socievole, ma il pubblico si scioglie in applausi sinceri. Dal nuovo album suonano tra le altre “The Silent Man” e l’infinita “The Fall”, propongono anche “I: The Weapon” e “In Awe Of Da Vertikal” e “And With Her Came The Birds” da “Somewhere Along The Highway”. Alle 22:30 la band smette di suonare e non accenna a tornare sul palco per l’encore, con grande delusione del pubblico, forse qualcosa è andato storto con le luci perché lasciavano proprio intendere che sarebbero tornati.

Non è un genere per tutti, un po’ per gente che magari di Metal ascolta poco e un po’ per gente che ha voglia di impegnarsi nell’ascolto o di passare una serata diversa a lasciarsi sorprendere. Penso che l’evento non abbia ricevuto la risposta attesa o meritata, peccato perché non sono band che arrivano in Italia tutti i giorni.

Foto di Chiara Mascetti:

AA Williams:

Brutus:

Cult Of Luna:

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