14/12/2019 : Jinjer+The Agonist+Khroma+Space of Variation (Magazzini Generali MI).

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14/12/2019 : Jinjer+The Agonist+Khroma+Space of Variation

E venne il tempo dello status di Headliner per gli ucraini Jinjer e la splendida Tetiana Shmailyuk. Calatisi per la terza volta quest’anno in Italia danno vita ad uno show scoppiettante ed adrenalinico condito da una precisione e carica emotiva di grandissimo livello ed impatto. E sarà proprio l’impatto sonoro a rendere questa performance qualcosa di indimenticabile.

Ma procediamo per gradi… Come detto è la prima volta che la band ucraina si presenta da headliner e, ad accompagnarla ci sono ben tre band a supporto. Il cambio di venue ha fruttato, in poche ore il secondo sold-out ( il concerto era previsto, in un primo momento, al Legend Club di Milano, andato esaurito nello spazio di un battito di ciglia); in tutto questo entusiasmo mostrato verso la band, stona un poco il fatto che molte persone si sia attardate all’ingresso non supportando i gruppi che avevano il compito di intrattenere e riscaldare pubblico ed atmosfera per Tetiana e soci. Un atteggiamento tipico del pubblico italiano, che, purtroppo, ancora una volta si dimostra di serie B rispetto a quello europeo in genere dove il rispetto per le band di apertura è molto più marcato. Un peccato, questo, che si perpetua (e continuerà a farlo ancora ed ancora…) praticamente da sempre. ma veniamo alle note liete.

Il live si apre con la performance degli ucraini Space Of Variations, band dotata di un suono metalcore potente e di, nonostante la giovane età, presenza scenica da vendere. Un set di trenta minuti che ha lasciato sicuramente il segno ai pochi presenti in platea. Flo, cantante e leader della band ha tenuto il palco con grande energia e i suoi compagni non hanno sbagliato una nota dimostrandosi più di una promessa per il metal prossimo futuro.

Space of variations Space of variations Space of variations

A seguire, dalla Finlandia, i Khroma, band dedita al metal industriale che, pur amando il genere, non sono riusciti a smuovere granchè il mio interesse verso le loro composizioni. Onesti, con una buona energia ma nulla di più. Le liriche presentate, a mio avviso, ad oggi non tolgono ma nemmeno aggiungono nulla al genere da loro proposto. La risposta del pubblico, nel mentre aumentato fino a riempire circa un terzo della location ha risposto in maniera timida alla proposta scandinava, che sicuramente ha delle potenzialità, ma che oggi fatica ancora ad esprimere.

Si va oltreoceano, nelle lande canadesi, dove nel 2004, nacquero The Agonist band che vede oggi alla voce la poliedrica Vicky Psarakis e la sua facilità nel passare dal canto pulito allo scream ed al growl. Impressionano, i canadesi, per la pulizia del suono e la costanza che, per quasi un’ora ( il loro set dura cinquanta minuti) mantengono senza alcun cedimento. Uno dei punti di forza della band è sicuramente la grande coesione che si è venuta a creare nei quindici anni di carriera nonchè la presenza dal 2014 di Vicky (in sostituzione di Alissa White-Gluz passata agli Arch Enemy) che con grande personalità e padronanza tiene in pugno la platea. Ottima performance per una band che si conferma essere di buon livello.

     

Dopo il set di Vicky e dei suoi compagni parte l’ultimo cambio palco, quindi si spengono le luci e sullo sfondo appare un gigantesco orologio a led, che scandisce il tempo con un countdown che preannuncia l’imminente arrivo sulle assi dei Magazzini generali della Best Ukraine Metal Band… Insieme al countdown a riempire l’aria è l’adrenalina che permea il locale, pieno come un uovo, e l’attesa sale, cresce, si fa, attimo dopo attimo, sempre più palpabile. Il conto alla rovescia prosegue scandendo, secondo dopo secondo, il tempo che, sempre meno, manca all’inizio dello show più atteso. Le note di LainnereP ci accompagnano verso l’ingresso della band e l’inizio del live. 3…2…1… ” Teacher Teacher” ha il compito di rompere gli indugi, e lo fa alla grande. Tetiana,  si palesa con un outfit black da paura. E, da brividi, è il suo attacco vocale. ”

 

“Good evening, kids, take your seats, open up your Bibles
I’m gonna chastise some rivals so keep your eyes wide open
The young soul lost control, made her first foul
This is my duty to set the bounds…”

  

la scaletta è un continuo andirivieni tra le vecchie e le nuove hits.  Il sound è compatto. Il groove potente. La voce… la voce di Tetiana è da paura. Il growl ti inchioda. Oltre al sound a contribuire alla perfetta riuscita dello show ci sono le luci che, studiate su ogni brano rendono l’esperienza visiva degna di nota. Esattamente ad un terzo del set arriva il primo brano tratto da “Macro”, ovvero quella “Judgement (& Punishment)” che col suo giro reggae ci riporta agli anni in cui Bob Marley imperversava nei nostri stereo. Ma sono solo frammenti, attimi, brevi intervalli di tempo dove poi si insinua il riff pesante del refrain. Un pezzo che è un capolavoro! Un brano che dimostra come la musica non soffra di differenze di genere quando ti colpisce al cuore. E si prosegue, senza soluzione di continuità… spediti come un treno che avendo le rotaie che lo guida non ha bisogno di nulla se non di proseguire nel suo incedere, inesorabile e senza indugio. E qui mi domando se Tetiana sia umana oppure no. Se abbia stretto un qualche patto con qualche forza sovrannaturale, per non avere alcun cedimento tra un growl e l’altro. Front-woman di un altro pianeta. Per non parlare della performance di Roman, Eugene e Vladislav. La chitarra del primo sciorina riff dopo riff un livello esecutivo di prim’ordine, mentre la potenza del groove della sezione ritmica fa il resto. Non sbagliano un colpo i ragazzi di Donetsk… ed è una vera goduria sentirli dal vivo. A chiusura della serata i due bis che finiscono con l’infiammare ulteriormente i fans. “Pisces”, ad oggi il loro brano più conosciuto e “Captain Clock” che ha l’onore e l’onere di chiudere una serata perfetta.

Gigi Fratus

Setlist Jinjer:
LainnereP
Teacher, Teacher
Sit Stay Roll Over
Ape
Judgement (& Punishment)
I Speak Astronomy
Dreadful Moments
Who’s Gonna Be the One
Retrospection Perennial
On the Top
Pit of Consciousness
Just Another
Words of Wisdom

Encore:
Pisces

Captain Clock

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