The Murder Of My Sweet – Brave Tin World (2019)

Titolo: Brave Tin World
Autore: The Murder Of My Sweet
Genere: Symphonic Metal
Anno: 2019
Voto: 7

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Angelica Rylin ha una grandissima voce che ancora una volta trascina i suoi The Murder Of My Sweet in questo nuovo e quinto album intitolato “Brave Tin World”, che rispetto ai dischi precedenti è migliore nel sonwriting e nelle potenti melodie sprigionate dalle canzoni. Oltre ad Angelica dietro al microfono, abbiamo il famoso produttore Daniel Flores alle tastiere e alla batteria, Christopher Vetter alla chitarra e Patrik Janson al basso.
Gli svedesi hanno fondato la loro carriera cercando di offrire album cinematografici che offrissero drammaticità oltre al tipico suono sinfonico delle band metal del nord dell’Europa, ma più che spettacolari occorre precisare che quello che si ascolta in quest’ultimo lavoro è fortemente e particolarmente influenzato dal genere synth-rock. In realtà, scrivere qualcosa che merita di essere orchestrato e registrarlo su disco è difficile e va oltre le capacità della maggior parte delle band metal.
Non voglio ridimensionare i The Murder Of My Sweet ma credo che la strada sia ancora lunga per arrivare a certe sonorità strumentali e da film, sebbene questa nuova fatica discografica contenga delle composizioni più pesanti e articolate rispetto alle opere precedenti, basti sentire il chitarrista Christopher Vetter che ha avuto più opportunità per sbizzarrirsi in assoli di chitarra lunghi e fulminanti.
La maggior parte dei pezzi è un AOR dalle forti melodie, con armonia e refrain interessanti, come la familiare, appassionata e coinvolgente “Tin Soldiers”, che con i mielosi e purtroppo freddi sintetizzatori catapulta in un mondo irreale e bellissimo, dove l’affascinante cantante corruga meravigliosamente la sua voce soave. Notevole l’assolo suonato divinamente e che crea un ottimo equilibrio tra le piacevoli melodie del pezzo e la veloce sezione ritmica. “My Religion” si allontana dal symphonic metal gettandosi su un hard rock melodico che mette in mostra i suoni delle sei corde di Vetter ma è anche un veicolo fantastico per Angelica che canta a suo agio cambiando tonalità e fornendo una grande performance. Nella successiva e ultra melodica “Head Of The Snake”, l’ascoltatore è rapito letteralmente dalle corde vocali della bella singer e dal groove del pezzo, che con il suo sound orchestrale affronta il tema delle multinazionali e del loro impatto ambientale sul pianeta.
Dopo un inizio scoppiettante “Reason To Live” precipita in un generico prog metal con sottili sfumature sinfoniche ma il suo ripetitivo refrain la porta ad essere una delle song più deboli del disco. Lo stesso discorso vale pure per “Safe In The Shadows” dove il suono non è all’altezza perché troppo leggero e commerciale per via di un’introduzione e ad alcuni momenti che sono troppo vicini alla pop music e al mondo del teatro musicale. Con le predominanti tastiere di “Everyone Wins” per fortuna si cambia registro tornando di nuovo al sound degli scandinavi con forti tamburi tribali, un accattivante coro accompagnato da riff convincenti e un groove rock molto incisivo.
Una grande atmosfera circonda la ballata sinfonica “Memento”, dove la solita voce piena di sentimento di Rylin e il piano di Flores riescono a trasmettere passioni oscure ed inquietanti. Un altro importante momento del cd è l’ultra melodica “Keeper Of The Flame”, che fornisce alcune invenzioni musicali perché fonde un forte suono di puro AOR con alcuni robusti riff metal. Ottima pure la conclusione con la romantica e ricca di phatos “Alchemy Of Sins”, che chiude bene un album a corrente alternata.
Dal mio punto di vista i vichinghi non sono ancora all’altezza dei giganti del genere come i Within Temptation, i Nemesea e i Delain, anche se in verità i The Murder Of My Sweet, rispetto a questi gruppi, vogliono proporre un rock più soft e diventare la valida risposta della Svezia a queste band olandesi. Questo nuovo album segue musicalmente le orme del precedente disco: “Echoes Of The Aftermath”, con un approccio più diretto al songwriting, ma meno ispirato, cercando di proporre degli elementi sinfonici e cinematografici per i quali la band è ormai nota, mettendo in mostra un collaudato e ritrito suono nordico a tratti già sentito in altre band europee.
“Brave Tin World” ha un’atmosfera da film noir, dove il male e il bene sono sempre in lotta, ma dove la speranza di un mondo migliore sembra prevalere. Il tutto è guidato da una buona produzione, anche se troppo limpida e pulita che rende però alla lunga l’ascolto un po’ deprimente e poco originale. I The Murder Of My Sweet si dimostrano ancora una band compatta, in continuo miglioramento, che cerca di distaccarsi dal classico symphonic metal ma ancora manca quel segno distintivo e personale che può far fare il grande salto a questi bravissimi musicisti.

Tracce:

1. Tin Soldiers
2. My Religion
3. Head Of The Snake
4. Reasons To Live
5. Safe In The Shadows
6. Hit The Ground
7. Everyone Wins
8. Memento
9. Keeper Of The Flame
1o. Worth Fighting For
11. Alchemy Of Sins

Formazione:

Angelica Rylin – voce
Daniel Flores – tastiere, arrangiamento per archi, coro e batteria
Christopher Vetter – chitarra
Patrik Janson – basso

https://themurderofmysweet.com/
https://www.facebook.com/tmomsband
http://www.frontiers.it

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