Praying Mantis – Keep It Alive (2019)

Titolo: Keep It Alive
Autore: Praying Mantis
Genere: Hard Rock
Anno: 2019
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:311

Sempre guidato dalla metà degli anni ’70 dai fratelli Troy, il gruppo inglese dei Praying Mantis, leggenda della New Wave Of British Heavy Metal, pubblica dopo ventitré anni il suo terzo album dal vivo intitolato “Keep It Alive”!
A pochi anni dal loro cinquantesimo anniversario, da quando si sono formati a Londra nel 1973, gli hard rocker melodici londinesi dimostrano che sono ancora una forza da non sottovalutare. Lo fanno in questa esibizione dal vivo registrata al quinto Frontiers Rock Festival, il 28 aprile 2018 a Milano, durante il loro tour di supporto all’album “Gravity”, dove i nostri eroi propongono i classici del passato e i pezzi del nuovo lavoro.
Appena lo speaker del festival annuncia l’ingresso dei musicisti provenienti dalla Gran Bretagna, si eleva un urlo dalla folla in sala e parte un brevissimo intro di tastiera, seguito da riff affascinanti. Si parte con i primi due cavalli di battaglia: l’iniziale e robusta “Captured City” (inclusa nella leggendaria compilation “Metal For Muthas, Volume I”) e la tiratissima “Panic In The Streets”, dove alla fine si sente un “happy birthday to you” cantato in onore del chitarrista Tino, entrambi  estratti dallo straordinario album di debutto del 1981 “Time Tells No Lies”. Opera che ha influenzato profondamente il genere NWOBHM, con riff grintosi e sfavillanti voci di accompagnamento.
Anche se i Praying Mantis sono più melodici, quasi AOR rispetto ai gruppi contemporanei degli eighties, tuttavia sono ancora oggi rimasti solidi e continuano a registrare del materiale interessante. La band purtroppo non ha avuto la fortuna necessaria per gestire il successo dell’album di debutto e ha rimandato per vari motivi la seconda opera. Nel 1987, dopo la sostituzione della maggior parte della formazione originale, il combo prende una pausa fino a quando non ha la possibilità nel 1990 di suonare in Giappone con gli ex membri degli Iron Maiden Paul Di’Anno e Dennis Stratton. Ci sono voluti ben dieci anni prima che il disco “Predator In Disguise” del 1991, con l’ex chitarrista dei Maiden Stratton vedesse la luce.
I costanti cambi di line-up, specialmente dietro il microfono (adesso il singer è l’ottimo olandese John Cuijpers), non sono stati assolutamente utili per mantenere buoni risultati.
Accanto ai fratelli Troy e al cantante Cuijpers ci sono lo storico chitarrista ritmico Andy Burgess e il batterista Hans in Zandt. Questo nuovissimo live cd / DVD mostra al pubblico italiano un’esibizione superba che presenta la band nella sua forma migliore nonostante i tanti anni di attività, offrendo agli spettatori, come scritto prima, nuove canzoni e diversi brani classici.
La svolta positiva si è avuta quando, nel 2007, gli inglesi firmano con l’etichetta specializzata in rock melodico Frontiers Records, dando alle stampe, due anni dopo, l’ottimo album “Sanctuary”, considerato uno dei migliori del loro catalogo, ricevendo recensioni positive da tutto il mondo per la maestria nel fondere melodia e potenza nel loro originale sound.
Il concerto continua con la recente “Highway”, che ha un tocco di classe e di esaltazione nelle melodie, rifacendosi a quel puro AOR di cui il gruppo è un grande estimatore. La successiva “Believable”, dal disco “The Legacy” del 2015, vede un ingresso tastieristico, dei riff super melodici e dei cori massicci cantati dalla band, molto vicini ai connazionali Def Leppard. Il tour delle emozioni continua facendo riscaldare ancora di più gli spettatori con l’incisivo refrain della scanzonata hard rock “Keep It Alive” e con l’inno maestoso della power ballad “Mantis Anthem”, con un groove ricco di cori e un maestoso assolo di chitarra che invadono la calorosa platea del Live Club.
Segnalo la delicata ballata “Dream On”, canzone semi acustica con voci di sottofondo e con la potente voce di John Cuijpers che fa venire i brividi in tutto il corpo, con il singer che ringrazia in italiano la gente festante sotto il palco. Dall’album “Time Tells No Lies”, l’epica e geniale “Children Of The Earth” è la perfetta conclusione di un concerto memorabile, con un’esplosione di riff e di rullanti a pieno regime che fanno muovere, per tutta la durata del brano, la gente presente al concerto.
Un incredibile finale per una scaletta e un repertorio artistico immortale, che porta i Praying Mantis a essere una delle band britanniche di hard rock più coerenti in circolazione. Il passato e il presente del combo inglese sono impeccabili per un gruppo che mostra come dovrebbe essere suonato il solido hard rock dell’old school.
Grande spettacolo e tanta gioia per chi come me era presente al Frontiers Rock Festival, ma anche una grande occasione, per chi ama queste sonorità, di conoscere ed apprezzare questo mitico gruppo. Nella speranza che gli eccezionali uomini della label italiana riescano a ripresentare già dal 2021 il festival, dato che quest’anno non verrà proposto, godiamoci questa bellissima raccolta dal vivo di una band senza segni di cedimento e ancora molto creativa.

Tracce:

1. Captured City
2. Panic In The Streets
3. Highway
4. Believable
5. Keep It Alive
6. Mantis Anthem
7. Dream On
8. Fight For Your Honour
9. Time Slipping Away
10. Children Of The Earth

Formazione:

John ‘Jaycee’ Cuijpers – voce
Tino Troy – chitarra
Andy Burgess – chitarra
Chris Troy – basso
Hans In ‘tZandt – batteria

www.prayingmantis.rocks
https://www.facebook.com
www.frontiers.it

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