Revolution Saints – Rise (2020)

Titolo: Rise
Autore: Revolution Saints
Genere: Hard Rock
Anno: 2020
Voto: 7/8

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I Revolution Saints sono tornati con il loro terzo album e con la classica formazione composta dall’ex membro dei Journey Deen Castronovo (The Dead Daisies, Bad English), così come Doug Aldrich (The Dead Daisies, Burning Rain, ex-Whitesnake, Dio) e Jack Blades (Night Ranger). Dopo la stupenda accoglienza dei primi due album, da parte del pubblico e della critica, i Rev Saints, così chiamati dai fans, stanno riportando ai fasti il classico rock melodico che ha elettrizzato e deliziato tantissimi supporter negli anni ’80 e ’90! Suonare in modo superbo la batteria e allo stesso tempo cantare da solista non è facile ma Castronovo ci riesce alla grande. Noto per Il suo immenso talento alle pelli e nei cori con i Journey e con i Bad English, Deen stupisce ancora una volta per la sua bravura e la sua classe. Al basso protagonista nella scrittura di alcune tracce, Jack Blades è ben conosciuto per il suo approccio melodico con la sua band principale dei Night Ranger, nonché con i Damn Yankees e i Shaw/Blades. Alla chitarra, non ha bisogno di presentazioni Doug Aldrich, che presta il suo bollente tocco di chitarra per completare questa magnifica rock band melodica. Il guitar hero ha lasciato i Whitesnake dopo un decennio fruttuoso e ha lavorato precedentemente con Dio costruendosi un infinito pedigree, e, diventando uno dei chitarristi rock più stimati al mondo. Il disco parte bene con il suo primo singolo, “When The Heartache Is Gone” perché di un livello generale superiore rispetto agli altri pezzi. La traccia mostra le migliori qualità del trio: voci corali, morbidezza e classe incontrastata, con la voce di Dean che brilla seguita dalla sua dirompente batteria, dal preciso basso di Blades e con la potenza e il virtuosismo di Aldrich in pieno stile Journey. Price We Pay” è ancora di più un rock emozionante con una distinta atmosfera tipica dei formidabili eighties, con grandi melodie, cori e un ritmo trascinante. Pezzi come la title track “Rise” e “Higher” hanno un sound più duro che soddisferà sicuramente i timpani dei fan dei primi due album (“Revolution Saints” del 2015 e Light In The Dark”del 2017), dove i pezzi metal uniti a quelli AOR avevano creato dei piccoli capolavori. Le tastiere di Del Vecchio aprono “Coming Home”, dove la melodia, il coro e la raffinatezza del suono sono ben supportati dalla chitarra. Il secondo video dell’opera, “Closer”, presenta in tono malinconico la tristezza per delle occasioni passate sfumate e compromesse. Forse autobiografico, ma molto credibile nel contesto e nello stile della band. Infatti, secondo gli artisti dopo aver toccato il fondo, è indispensabile alzarsi e volare in alto per sopravvivere almeno un altro giorno. L’atmosfera positiva di “Talk To Me” e gli effetti creati dal synth si uniscono all’ottima voce femminile della singer Lunakaire. La presenza, ancora una volta di celestiali tappeti di tastiera in “It’s Not The End (It’s Just The Beginning)”, rafforza l’idea che il nostro eccezionale Alessandro Del Vecchio è il quarto membro degli americani sebbene ufficialmente non lo è ancora. Dal vivo sarà indispensabile per il gruppo e forse quello sarà il momento in cui Del Vecchio entrerà ancora una volta a far parte dell’ennesima band rock. Fantastico pezzo, con riff azzeccati e un groove memorabile. La successiva e adrenalinica “Million Miles” è un brano AOR allo stato puro ed è ancora una volta supportata dalla tastiera, dalla graffiante chitarra di Doug e dalla rauca voce di Dean, che fa percorrere nell’immaginazione all’ascoltatore più romantico un milione di miglia per raggiungere l’amore della propria vita. Con la finale ballata “Eyes Of A Child” possiamo chiudere gli occhi e immaginare di essere bambini. Il pianoforte introduce la serena voce del vocalist e la chitarra classica di Aldrich, trasmettendo pace, innocenza e quell’amore incondizionato che solo un bimbo può offrire. Con un cast di musicisti di talento ed esperienza come questi, è facile andare a colpo sicuro nell’ascolto di questo nuovo platter. Le differenze tra gli statunitensi e gli altri super gruppi o presunti tali stanno nel fatto che il songwriting è sempre perfetto riportando l’uditore alle band preferite degli anni ’80 come, i Journey o i Night Ranger di cui il combo a stelle e strisce è naturalmente e giustamente influenzato. Con la supervisione della produzione nelle mani dell’uomo di fiducia della Frontiers, Alessandro Del Vecchio, il processo di registrazione ha avuto luogo a Milano e negli USA e il songwriting è stato sempre gestito dal nostro Del Vecchio, da Aldrich, da Blades e, con i contributi del collega Dan Rossall (Passion). Ottimo inizio per un 2020 che con la nuova fatica discografica dei Rev Saints si presenta di buon auspicio per tutto l’hard rock melodico internazionale. Adesso spetta a voi supportare questi magnifici artisti di grande talento.

Tracce:
1. When The Heartache Has Gone
2. Price To Pay
3. Rise
4. Coming Home
5. Closer
6. Higher
7. Talk To Me
8. It’s Not The End (It’s Just The Beginning)
9. Million Miles
10. Win Or Lose
11. Eyes Of A Child

Formazione:
Deen Castronovo – voce e batteria
Jack Blades – basso e voce
Doug Aldrich – chitarra

Ospiti:
Alessandro Del Vecchio – tastiera e cori
Lunakaire – voce in “Talk to Me”

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http://www.frontiers.it

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