28/01/2020 : Sabaton + Apocalyptica + Amaranthe (Alcatraz – Milano)

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28/01/2020 : Sabaton + Apocalyptica + Amaranthe (Alcatraz – Milano)

La macchina da guerra svedese dei Sabaton ritorna in Italia per promuovere la loro ultima conquista, “The Great War” dello scorso anno. Il nuovo ensemble di date si chiama The Great Tour e conferma i Sabaton come una delle band più colossali del panorama metal europeo, forse mondiale, vista l’imponenza della scenografia e tutto il comparto tecnico al seguito. Viste le ultime collaborazioni era quasi scontato vedere i loro connazionali Amaranthe – guidati dalla stupenda Elize Ryd – e i violoncellisti finlandesi Apocalyptica fare da apripista.

Purtroppo fare i conti con il traffico di Milano è sempre impossibile e causa anche un parcheggio inesistente arriviamo all’Alcatraz sulle ultime note degli Amaranthe. Ci scusiamo con il management, ma l’apertura porte alle ore 17.30 di un martedì feriale è stata una scelta killer, complice forse l’obbligo di fine show alle ore 23 per ordinanza (ormai consolidata) della città meneghina.

APOCALYPTICA

Seguono gli Apocalyptica. Tre violoncelli, con distorsione e effetti vari, da usare quasi come chitarre, accompagnati dalla batteria, promuovono il nuovissimo “Cell-0”. Lo show è decisamente fuori dagli schemi rispetto al normale concerto metal, il sound creato dai violoncelli distorti è molto particolare anche se c’è da ammettere che le canzoni strumentali tengono un pelo distaccato il pubblico.
Eicca Toppinen, Paavo Lötjönen, Perttu Kivilaakso insieme al batterista Mikko Sirén si dimostrano però dei musicisti sopraffini e nonostante lo strumento poco attinente al classico metal i tre violoncellisti compensano con un’attitudine live tutt’altro che “classica”. Fra una canzone e l’altra Toppinen parla con il pubblico e interagisce e sia gli astanti che la band sul palco sembrano divertirsi. Oltre a presentare brani del nuovo album appena uscito fra cui “Rise” e la coinvolgente e pesante “En Route To Mayhem” il quartetto di Helsinki si lancia anche in varie cover. In “Seeman” dei Rammstein possono contare sulla voce suadente di Elize Ryd che torna sul palco dopo il suo show con gli Amaranthe. La cantante svedese aiuterà gli Apocalyptica anche nella loro “I Don’t Care” tratta dall’album “World Collide” del 2008. Seguono le cover dei Metallica “Seek And Destroy” e la ballad “Nothing Else Matters” intervallate dal classico “Hall Of The Mountain King” del compositore norvegese Edvard Grieg.

SABATON
Un lungo intro strumentale e un grande telone con il logo della band a coprire il palco fomentano l’attesa dei presenti all’Alcatraz, quasi gremito di persone fino alla presentazione di “Ghost Division” ormai apertura rodata dei cinque militari svedesi. Cade il telone per lasciar vedere la trincea ricostruita come scenografia sul palco con la scritta “The Great War” a campeggiare sopra i sacchi di terra. Il pubblico, neanche a dirlo, subito si fionda in battaglia guidato dal comandante Brodén e anche nelle canzoni del nuovo album “The Great War” i cori si alzano in tutto il locale milanese. Tecnicamente parlando le prime canzoni sono servite a sistemare i suoni, soprattutto sulla batteria un po’ impastata e le basi di tastiera e i cori troppo alti.
A confermare i Sabaton come una macchina commerciale di grandi dimensioni è il maxischermo dietro la band che proietta filmati introduttivi e immagini live in diretta. Personalmente è la prima volta che vedo all’Alcatraz di Milano tanta “scenografia” e l’effetto è parecchio notevole sia dal punto di vista tecnico che anche di immedesimazione nel clima battagliero dei Sabaton.
Seguono due estratti dall’ultima fatica dei cinque di Falun: “The Attack Of The Dead Men” e “Seven Pillars Of Wisdom”. I due chitarristi Tommy Johansson e Chris Rörland (già noti nei Reinxeed e Majestica il primo e Nocturnal Rites il secondo) sono a loro agio, si scambiano di posto e armonizzano i soli quando serve, Pär Sundström e Hannes Van Dahl al basso e batteria fanno il loro lavoro, ma chiaramente è Joakim Brodén il vero mattatore della serata, occhiali a goccia e pettorina placcata di metallo sempre presenti. Prestazione vocale, carisma, interazione con il pubblico costante rendono Brodén un frontman di prima fila nel mondo metal e lo show di Milano non può che confermare il fatto.
lo show prosegue con “The Lost Battalion”, tratta dal precedente album “The Last Stand” da cui verrà estratta anche la title-track (che parla del Sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi), intermezzate da un siparietto gestito dal biondo Tommy Johansson che parlando un italiano quasi accettabile si siede al pianoforte e intona il ritornello di “Una Canzone d’amore” degli 883. Dopo una risata nervosa del pubblico metallaro e qualche accenno di coro si lascia spazio a “The Red Baron” sempre dall’ultima fatica “The Great War”. C’è spazio per “82nd All The Way” e “Night Witches” prima di una breve pausa.
Avere gli Apocalyptica come supporto e non utilizzarli sul palco degli headliner sarebbe uno spreco ed ecco un set di canzoni dei Sabaton accompagnate dai violoncelli dei musicisti finlandesi: “Angels Calling”, tratta da “Attero Dominatus” del 2006, “Fields Of Verdun”, la intensa “The Price Of A Mile” che viene ancor più enfatizzata dal sound dei violoncelli, contrastano con la potenza classicamente power metal di “Lion From The North” seguita a chiudere il set con gli Apocalyptica dal grande classico della band “Carolus Rex”.
l’ultimo encore introdotto da un filmato d’epoca (o quasi) introduce “Primo Victoria”, cantata e soprattutto “saltata” da tutto l’Alcatraz. Seguono la nuova “Bismark” e l’attesa “Swedish Pagans”, accompagnato da un epico filmato con le immagini dei Drakkar (le navi vichinghe, non la band power metal di Milano, che salutiamo). La chiusura è lasciata alla folk “To Hell And Back” con tanto di bandiera italiana dietro al logo dei Sabaton proiettata sul maxischermo e presente in forma fisica, sventolata da Brodén anche dopo i saluti di rito.

Ripetiamo che i Sabaton si confermano come una potenza sia live che come macchina da business nel campo metal, cosa rara oggigiorno, ma anche visitando il loro sito web pare chiaro come la musica sia il tema principale ma che i vari corollari a tema guerra siano altrettanto importanti per la band.
Sicuramente i fan sono stati accontentati nella loro calata italica!

Foto di Mario “72” Baldi

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