Archon Angel – Fallen (2020)

Titolo: Fallen
Autore: Archon Angel
Genere: Heavy Metal
Anno: 2020
Voto: 7,5

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I Savatage sono stati una band assolutamente cult, una formazione mitica i cui dischi hanno fatto la storia del metal grazie anche al vocalist, Zak Stevens che ha cantato con il gruppo nel periodo che va dal 1993 al 1998. La mancanza sulle scene dei celebri americani si è sentita e ha portato negli anni a vari progetti che nascono dai membri della band, come i Pain e i Doctor Butcher di Jon Oliva, l’album solista di Chris Caffery, i Circle II Circle dello stesso Zak Stevens e la famosa Trans Siberian Orchestra. Tuttavia, potrebbe esserci potenzialmente una nuova formazione a quell’elenco di gruppi prima elencati, come il nuovissimo progetto chiamato Archon Angel con l’album di debutto intitolato “Fallen”. La Frontiers Records per San Valentino pubblica quindi questo platter dedicato proprio ai tanti innamorati dei mai dimenticati Savatage, ormai fermi dal 2001 con l’ultima stampa del disco “Poets And Madmen”. Proporre da parte della casa discografica italiana un ritorno alle sonorità del combo statunitense, coinvolgendo proprio il singer Stevens nella nascita di questo nuovo gruppo, è un’arma a doppio taglio perché crea enormi attese e parecchi paragoni. Da un parte questo debutto si rivolge ai tantissimi fan dei Savatage, desiderosi di ascoltare qualcosa che li avvicini ai loro mitici beniamini, dall’altra parte questo nuovo disegno musicale è poco originale e porta a facili critiche.
Gli Archon Angel prendono il pesante stile sinfonico dei Savatage ma non riescono a eguagliarli né tanto meno si possono permettere di copiarli per non sembrare una loro brutta copia. In realtà lo spirito compositivo è sincero perché l’italiano Lonobile (Death SS) fonde il suo bagaglio artistico, maturato con i suoi Secret Sphere, con quello di Stevens. I due musicisti sono poi accompagnati in questa nuova avventura dal basso di Yves Campion (Nightmare), dalla batteria di Marco Lazzarini (Secret Sphere), dall’ottima produzione svolta da Simone Mularoni (DGM e Sweet Oblivion) e dall’immancabile Alessandro del Vecchio (Edge Of Forever, Jorn, Hardline). Le canzoni funzionano bene, la voce di Zac è sempre buona ma l’opera manca di un pizzico d’identità. Il platter è un concept basato su un personaggio chiamato “Archon”, che è un angelo moderno proveniente dal movimento cristiano dello gnosticismo e catapultato nei tempi attuali. L’Angelo è un essere mitologico, che porta messaggi a Dio (Demiurgo) dal popolo della Terra ed è chiamato a proteggere il pianeta da tempi spaventosi e turbolenti. Nei nostri giorni può essere rappresentato da un uomo d’affari, che rimpiange il suo passato di eccessi ed egoismo e decide di cambiare vita, dedicandosi a salvare il mondo da un’incombente autodistruzione.
L’angelo protettore appare subito nella prima traccia, “Fallen”, dove la melodia dark della tastiera prepara il palcoscenico per un accordo potentissimo sprigionato dalla chitarra elettrica del nostro bravissimo Aldo. È una formula questa spesso utilizzata e ricorda addirittura l’intro del disco “Edge Of Thorns” dei Savatage. “The Serpent” è la seconda traccia dove la possente batteria e la voce del singer sono in primo piano, ma inseguite da dei riff di chitarra minacciosi e accattivanti. Nonostante quest’ultima sia la migliore song del disco, ci sono molte grandi canzoni, come la speed “Rise” e il metal melodico di “Under The Spell”, che ci allontanano per un attimo dal sound della band di Oliva per entrare nel melodic metal europeo e nello specifico in gruppi come i DGM, i Secret Sphere o i Primal Fear. Con “Twilight” la chitarra di Lonobile ritorna al primo amore per gli indimenticabili Savatage e Zac sembra ancora cantare con loro. Colpiscono in positivo e al primo ascolto “Hit The Wall”, canzone robusta, con i rullanti di Marco Lazzarini e i riff scatenati di Lonobile in gran spolvero e “Who’s In The Mirror”, dove la chitarra meno impetuosa è accompagnata in sottofondo dall’ottima tastiera di Antonio Agate, che accentua maggiormente questa sensazione.
Ottima la ballata di turno, intitolata: “Brought To The Edge”, con la convincente voce del vocalist, la calda chitarra acustica di Aldo e la soft tastiera di Antonio, che spezzano il ritmo forsennato dei pezzi precedenti, dando tranquillità e serenità all’ascoltatore.
Il nostro angelo giunge alla fine della sua missione in “Return To The Storm”, che è la traccia conclusiva e la più lunga del cd. Canzone epica, che inizia con il gioco vocale caratteristico dei Savatage, dove alcune frasi si mescolano ad altre, aggiungendo sempre più voci al coro. È veramente emozionante risentire Zak Stevens in gran forma e in compagnia di questi eccezionali artisti perché “Fallen” sembra la continuazione del sound tipico dei mitici Savatage. Che giudizio si può dare a questo platter, nonostante la poca originalità del combo? Non siamo di fronte ad un capolavoro ma in generale questa è una buona opera di heavy metal sinfonico, con una delle migliori voci al mondo che peraltro ha ancora molto da offrire ai suoi fan. Le attese sono state in parte mantenute e gli “Archon Angel”, in questa lunga pausa della band di Oliva, hanno riempito provvisoriamente questo enorme vuoto pur non raggiungendo gli standard qualitativi degli insostituibili Savatage. Godetevi comunque l’album per l’energia che sprigiona, per il suo stile sinfonico e progressivo, pensando sempre al ritorno, un giorno, dei mitici e leggendari statunitensi, magari ripescati dall’imprevedibile e sorprendente Presidente della Frontiers, Serafino Perugino.

Tracce:

1. Fallen
2. The Serpent
3. Rise
4. Under The Spell
5. Twilight
6. Faces Of Innocence
7. Hit The Wall
8. Who’s In The Mirror
9. Brought To The Edge
10. Return Of The Storm

Formazione:

Zak Stevens – voce
Aldo Lonobile – chitarra
Yves Campion – basso
Marco Lazzarini – batteria
Antonio Agate – tastiera e piano

https://www.facebook.com/ArchonAngelBand/
http://www.frontiers.it

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