Dirty Shirley – Dirty Shirley (2020)

Titolo: Dirty Shirley
Autore: Dirty Shirley
Genere: Hard Rock
Anno: 2020
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:351

Sapere che la Frontiers Records avesse unito l’ex chitarrista dei Dokken George Lynch (Lynch Mob, KXM, The End Machine) con il cantante croato Dino Jelusick (Animal Drive) mi ha colpito e incuriosito nell’ascoltare il risultato finale di questa nuova collaborazione. Il progetto è poi completato da Trevor Roxx al basso e Will Hunt alla batteria. La scuderia Frontiers ha messo Dino nella possibilità di crescere artisticamente e mettersi in mostra al di fuori dal suo gruppo, cantando su un disegno musicale che abbracciasse il classico rock americano, grazie al mitico George Lynch.
I Dirty Shirley offrono quindi diverse influenze, dai suoni degli anni ’80 all’hard rock degli anni ’70 e ’90 e coprono un panorama sonoro che va dai riff metal alle parti blues più pulite e grintose, influenzate dai Lynch Mob. In questo disco George è molto stimolato e le corde vocali di Dino sono assolutamente performanti!
Il croato rappresenta il nuovo (28 anni di età) che avanza, mentre Lynch (65 anni di età) conserva il sound della vecchia generazione, regalando una performance totalmente ispirata, assumendosi anche i compiti di produzione, aiutato dall’onnipresente italiano Alessandro Del Vecchio al mix.
L’apertura con l’epica “Here Comes The King” è sicuramente un buon biglietto da visita per la band. È interessante notare che dopo quest’eroico pezzo alla Rainbow, le cose si allentano in “Dirty Blues” con un groove leggero stile Winger. La song sfoggia un piccolo tocco di funk e molta spavalderia, ma è sempre legata al classico rock and blues sporco e accattivante made in USA. L’ossessiva ed esotica “I Disappear” svolta verso sonorità moderne e con un approccio vocale leggermente diverso. E’ una canzone di quasi sette minuti, ma di nuovo diversa rispetto alle prime due in scaletta, dove si sente il suono vintage dei Queensryche, con un grande assolo di chitarra e con interessanti cambiamenti di tempo. “The Dying”, con la sua soave introduzione è una semi ballata di stile, sostenuta da una calda chitarra acustica, che dà la possibilità di riprendere fiato dopo i brani precedenti e colpisce anche per la voce del vocalist, ispirata a Dave Coverdale dei tempi migliori.
Credo che questo sia il lato più sensibile del combo ma non entusiasma più di tanto a livello compositivo. Piacevoli le tendenze metal melodiche di Siren Song” con il suo semplice e veloce ritmo di batteria, che racchiude ancora una volta una piccola quantità di funk, coperto da un sound tipicamente rock. Qui Jelusick è eccezionale nell’esecuzione e nell’interpretazione del pezzo, dimostrando che ha davanti a sè un futuro brillante. “The Voice Of A Soul” è una sporca traccia di rock blues piena zeppa di cuore e anima, che fonde il passato e il nuovo con risultati spettacolari, mentre la successiva “Cold” presenta una chitarra più nitida, dei bassi stridenti e un ritmo di batteria martellante. Il momento clou è comunque “Escalator”, pezzo molto tirato, dove tutti i musicisti contribuiscono a ricordare gli immortali Led Zeppelin e dove udiamo pure un distorto e pazzesco assolo di George. In conclusione segnalo le ultime due tracce “Higher” e “Grand Master” in contrasto tra di loro perché la prima è una canzone dal suono rock classicissimo, mentre la seconda è una song semi-acustica e con un’atmosfera orientaleggiante.
L’album purtroppo non è in lista per il miglior disco dell’anno ma per le migliori performance vocali e chitarristiche dei due artisti principali. Se da un lato i Dirty Shirley aiutano a mantenere la fiamma accesa del rock classico, dall’altro lato sembrano la fotocopia dei Dokken o dei Lynch Mob, non portando nulla di nuovo al genere, né tanto meno qualcosa d’innovativo. Dino Jelusick è la giovane promessa da guardare nei prossimi anni e George Lynch rimane il maestro da ascoltare in silenzio per la sua esemplare tecnica con le sei corde.

Tracce:

1. Here Comes The King
2. Dirty Blues
3. I Disappear
4. The Dying
5. Last Man Standing
6. Siren Song
7. The Voice Of A Soul
8. Cold
9. Escalator
10. Higher
11. Grand Master

Formazione:

Dino Jelusick – voce
George Lynch – chitarra
Will Hunt – batteria
Trevor Roxx – basso

https://www.facebook.com/DirtyShirleyRock
http://www.frontiers.it

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