Almanac – Rush Of Death (2020)

Titolo: Rush Of Death
Autore: Almanac
Genere: Heavy Metal
Anno: 2020
Voto: 7

Visualizzazioni post:577

Ritorna il guitar hero bielorusso Victor Smolski con il terzo lavoro targato Almanac, seguito del buon “Tsar” del 2016 e da “Kingslayer” del 2017. Lo stile chitarristico di Victor Smolski è il trademark delle composizioni della band ed è impossibile non incappare in riferimenti ai Rage di Peavy Wagner e alla militanza dello stesso Smolski nelle fila del trio per quindici anni.
Prima prova su disco per il nuovo cantante Patrick Sühl che, affiancato dalla potente voce di Jeanette Marchewka, mette in parola il lavoro chitarristico di Smolski su questo platter dal titolo roboante di “Rush Of Death”. Il tema automobilistico da corse folli (chi ha giocato nella sua infanzia al videogioco “Twisted metal”?!) si ripercuote subito sull’opener “Predator”, brano heavy metal dotato di un chorus molto graffiante. La title track “Rush Of Death” introduce da subito il bassista Tim Rashid con un riffing aggressivo facendo poi alternare tutta la canzone a cavallo fra parti molto groovy e pesanti a parti più vicine allo speed metal.
Al netto delle prime due tracce si evince come Smolski abbia voluto dare una sferzata di aggressività al sound rendendo “Rush Of Death” l’album più pesante della produzione targata Almanac. “Soiled Existence” (introdotta da una traccia vocale) resta sugli stessi canoni precedentemente dettati presentando qui un’ottima interpretazione del singer Patrick Sühl e un assolo molto ispirato di Smolski. “Bought and Sold” lascia spazio di interazione anche al nuovo batterista Kevin Kott, creando una canzone di power tedesco parecchio potente, smorzata solo dalle tastiere di sottofondo.
“Blink Of An Eye” presenta di nuovo uno stupendo lavoro ritmico di chitarra ad opera del mastermind che richiama molto i Rage del periodo “Soundchaser”.
Il duo “Can’t Hold Me Back” e “Like A Machine” chiude degnamente il lavoro, senza lasciare un attimo di respiro. A conti fatti l’album è un ottima prova del quintetto, prodotto in maniera egregia con un sound molto omogeneo. Mi sento solo di notare quanto la cantante Jeanette Marchewka sia stata messa in secondo piano rispetto al collega Patrick Sühl. Per il resto è un album consigliato ai fan dei Rage e dell’heavy classico e moderno.

Tracce:

01. Predator
02. Rush Of Death
03. Let The Show Begin
04. Soiled Existence
05. Bought And Sold
06. The Human Essence
07. Satisfied
08. Blink Of An Eye
09. Can’t Hold Me Back
10. Like A Machine

Formazione:

Patrick Sühl – voce
Jeannette Marchewka – voce
Victor Smolski – chitarra
Tim Rashid – basso
Kevin Kott – batteria

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