Lucifer – Lucifer III (2020)

Titolo: Lucifer III
Autore: Lucifer
Genere: Doom / rock 'n roll
Anno: 2020
Voto: 7+

Visualizzazioni post:255

Trattare l’ennesima pubblicazione discografica che vede coinvolto il fondamentale ed iper-attivo Nicke Andersson è sicuramente un onore. Andersson è di quelli che ti infondono idolatria. Fui sinceramente colpito quando, da ragazzino, mi resi conto che costui era sì il batterista di uno dei gruppi death metal più squassanti del pianeta, ma era anche responsabile di quasi tutti gli assoli su “Like An Ever Flowing Stream”, aveva dipinto il retro-copertina di “Clandestine”, aveva contribuito al basso su “Left Hand Path”, aveva disegnato il logo di uno dei gruppi loro cugini e, meraviglia delle meraviglie, era sua la tranciante voce principale di “Clandestine” stesso (voce al tempo criticatissima). Infine l’eresia definitiva: le foto promozionali di “Hollowman” e “Wolverine Blues” indossando una maglietta dei Kiss……. assolutamente pazzesco per l’epoca. Quella fu la sua dichiarazione pubblica di amore verso un certo tipo di rock e hard rock e la parabola di Nicke ha ad un certo punto colliso con quella dei Lucifer. Insomma, il gruppo dell’ex-voce dei The Oath aveva perso l’incommensurabile talento di quella perfetta macchina di morte che è Gary Jennings ma aveva guadagnato i servigi a tutto tondo del Sig. Imperial State Electric, ora impegnato con batteria, grafica, composizione e chitarre assortite.

Se il primo album, dichiarazione d’intenti già dal titolo, elargì manate di zolfo a destra e, soprattutto, a sinistra e “Lucifer II” mostrò un suono per molti versi ingentilito, iniziando a spianare un terreno altrimenti sassoso, la terza fatica pare proseguire questa scalata verso la luce, ripulendo ulteriormente la proposta. Tempi medî, chitarre rocciose, voce morbida e avvolgente, zampa d’elefante e tamburello: questo dovevano avere in mente i due luciferini compositori di questi nove brani ed il piatto che ci servono è difatti una miscela di doom e rock ‘n’ roll di strada.

Nel già singolo “Ghosts” un bluastro sabba si colora presto di fraseggi elettrici tipici del gruppo di maggior successo di Royale, prima che poche, cupe note di piano scandiscano un mortifero ponte e una pioggia di assoli. Altro giro, altro singolo: “Midnight Phantom” ammanta col suo passo nebbioso, più avanti addolcito da un ritornello ruffiano ed infine ingrigito da un breve, spettrale assolo dall’inconfondibile aroma di casa Sunlight. Un greve battere di pianoforte enfatizza il ritornello à la Ozzy di “Leather Demon” (l’effetto è garantito e tale trovata si ripeterà più di una volta lungo il lavoro) mentre la Sadonis canta di quella che si direbbe un’infatuazione verso un certo qual demone agghindato da rockettaro. La luce è vicina e quale titolo potrebbe rappresentare meglio il concetto se non “Lucifer”? Ritmicamente più movimentata, il suo testo è ora una dichiarazione di sudditanza all’angelo caduto nonché cuore di una prova vocale convincente. La seguente “Pacific Blues” è la prima battuta d’arresto di un LP che scorre e senza dubbio vi costringerà a mimare la chitarra mentre trangugiate qualche orribile pozione alcolica, ma dubito che, una volta consumati i primi sei o sette ascolti, non potrete più farne a meno. La cura negli arrangiamenti e la presenza di almeno due pezzi di buon rango (“Coffin Fever” e “Flanked By Snakes”) non bastano a portare davvero in alto la media.

Forse dovremo aspettare che il quintetto – benché la copertina mostri un quartetto – subisca nuova ispirazione ed i nuovi arrivati diano il proprio contributo ad una penna in possibile debito d’ossigeno. Lavoro parzialmente interlocutorio.

Tracce:

1. Ghosts
2. Midnight Phantom
3. Leather Demon
4. Lucifer
5. Pacific Blues
6. Coffin Fever
7. Flanked By Snakes
8. Stay Astray
9. Cemetery Eyes

Formazione

Linus Björklund: chitarra
Martin Nordin: chitarra
Harald Göthblad: basso
Johanna Platow Andersson: voce
Nicke Platow Andersson: batteria
Non dichiarato: organo, pianoforte e percussioni

www.lucifer.church
https://www.centurymedia.com/artist.aspx?IdArtist=1974

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.