Seven Spires – Emerald Seas (2020)

Titolo: Emerald Seas
Autore: Seven Spires
Genere: Heavy Metal
Anno: 2020
Voto: 8

Visualizzazioni post:364

Questi bravissimi musicisti si sono incontrati, mentre studiavano, al famoso Berklee College Of Music di Boston, formando una nuova forza, chiamata Seven Spires, che è giunta prepotentemente nel 2017, con l’album di debutto “Solveig”, nell’oceano metal sinfonico e con una grande tradizione heavy alle spalle.
Oggi gli americani pubblicano un nuovo capitolo intitolato “Emerald Seas”, che batte il suo predecessore su tutti i livelli perché i quattro artisti inseriscono più profondità nella fusione dei generi che compongono il sound del platter. C’è molta teatralità nel suono degli statunitensi, che farciscono l’opera di fantasie oscure, poetiche ed epiche gesta di puro metallo, con tanta melodia, con forti legami con la scena power metal e deviazioni inaspettate in territori estremi, come il black e il death metal.
La versatile e carismatica Adrienne Cowan (Sascha Paeth’s Master Of Ceremony) insieme a un giovane e talentuoso chitarrista, Jack Kosto, sono l’anima d’acciaio di questo interessantissimo gruppo, fatto di romantici musicisti che propongono canzoni fuori da ogni schema o inchiodate ad un solo genere.
“Seven Spires” è un concept album che è il continuo del loro debutto, dove i ragazzi usano il potere della narrazione per portare l’uditore in un viaggio esaltante e ricco di grazia poetica. Racconto fantastico che ritrae, nell’artwork, il protagonista di questa storia, “Emerald Seas”, un solitario capitano di mare alla ricerca della vita eterna, cacciato da un mostro marino e alle prese con la solitudine, il sacrificio, l’alcolismo e il peso che deriva dal raggiungimento dei propri obiettivi.
La raggiunta immortalità sarà pagata a caro prezzo, con la perdita della propria umanità, dei sentimenti e la trasformazione in un demonio. La musica quindi oscilla tra la malinconia, con parti di pianoforte in stile jazz, leggere parti vocali e la rabbia dell’affascinante vocalist, accompagnati dai micidiali riff del chitarrista Kosto. La bella Adrienne è un vero talento, con le sue corde vocali angeliche e demoniache al tempo stesso. L’opera è molto emotiva, cupa e teatrale, con la produzione affidata alle mani sapienti ed esperte di Sascha Paeth (Sascha Paeth’s Master Of Ceremony, Avantasia, Kamelot, Epica), che oltre a mixare l’album ha scelto, per i suoi Masters Of Ceremony, la stupenda Cowan, che è anche una delle cantanti dei famosi Avantasia.
Dopo l’introduzione corale di “Igne Defendit”, si è trasportati in un altro mondo in “Ghost Of A Dream”, brano sfarzoso e con uno stile melodic metal che sprigiona chitarre energiche e ritmi orientali. L’inno memorabile di “No Words Exchange” è il primo momento clou della scaletta con voci bisbigliate che aggiungono intensità e drammaticità alla melodia della chitarra, con un’atmosfera molto misteriosa. Il power metal è presente su “Every Crest” con un coro molto seducente e una voce magica che si trasforma in modo rabbioso, mentre “Unmapped Darkness” è il secondo momento importante del cd: un melodramma con un grande ritornello orecchiabile, dove si nota la capacità della singer di passare da un bel canto pulito a un ringhio profondo e pesante, fornendo prova di una grande abilità artistica.
Il primo singolo “Succumb” è un vivace pezzo sinfonico e anche un piccolo capolavoro perché il modo in cui la Cowan canta colpisce già dalle prime note. Questa traccia, con meravigliose orchestrazioni di supporto, invita a far canticchiare anche lo spettatore più freddo e triste. Il filo conduttore di questa traccia continua nell’epica song di chiusura, “Emerald Seas”, dove i momenti salienti dell’album trovano il loro rilancio, mettendo fine a una storia di proporzioni epiche. Qui Kosto da il meglio di sè dimostrando, nella complessità della traccia, di aver trovato un gusto emotivamente elegante e tecnicamente valido.
Segnalo le death e black metal “Drowner Of Worlds” e “Fearless”, che sono le tracce più aggressive e crude dell’intero album con la mostruosa e irriconoscibile voce di Adrienne. Nella successiva “With Love From The Other Side” il combo concede un minuto di tregua con un pezzo leggerissimo e con la dolce ammaliante voce della cantante, che colpisce ancora in positivo. Le finali “The Trouble With Eternal Life” e “Emerald Seas”, terminano benissimo un interessantissimo disco, dove la prima ha un incredibile assolo che aggiunge melodia alla canzone, mentre la seconda chiude il lavoro discografico con un suono molto cinematografico e leggendario.
“Emerald Seas” è un disco che copre diversi generi musicali, come il symphonic, il death, il power metal e stati d’animo opposti: emotivi, allegri e positivi ma anche tenebrosi e disumani specialmente quando le liriche trattano di temi legati alla possibilità di perdere la paura dell’incomprensibile “morte”. Un altro grande colpo, firmato Frontiers Records!

Tracce:
1. Igne Defendit
2. Ghost Of A Dream
3. No Words Exchanged
4. Every Crest
5. Unmapped Darkness
6. Succumb
7. Drowner Of Worlds
8. Silvery Moon
9. Bury You
10. Fearless
11. With Love From The Other Side
12. The Trouble With Eternal Life
13. Emerald Seas

Formazione:
Adrienne Cowan – voce e tastiera
Jack Kosto – chitarra
Peter De Reyna – basso
Chris Dovas – batteria

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http://www.frontiers.it

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