Blue Oyster Cult – Curse Of The Hidden Mirror (2020)

Titolo: Curse Of The Hidden Mirror
Autore: Blue Oyster Cult
Genere: Hard Rock
Anno: 2020
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:156

La Frontiers Music prosegue nel suo lavoro di ristampe, e questa volta è il turno dell’album “Curse Of The Hidden Mirror” dei leggendari Blue Oyster Cult, quattordicesimo studio album della band pubblicato nel lontano 2001 e che sarà disponibile per la prima volta assoluta anche in vinile. Il titolo del disco deriva da una canzone dell’opera inedita incisa nel 1970 da parte degli Stalk-Forrest Group, il gruppo che poi sarebbe diventato proprio quello dei Blue Oyster Cult. Grazie allo scomparso Sandy Pearlman, il loro inventore, produttore e compositore, il combo divenne il portabandiera di un heavy metal settantiano, meno schematico ma più geniale rispetto alle band di quel periodo. Questo disco del nuovo millennio, fa ancora riflettere, a distanza di quasi vent’anni, sul significato e sui misteri del gruppo perché seppur tenebroso e ignoto nei testi, nel suono è divertente e allegro. Le liriche, per la maggior parte sono state scritte da John Shirley, autore di Fantascienza Cyberpunk, mentre musicalmente l’album offre uno stile che potrebbe essere descritto come classic Blue Oyster Cult. La musica dei newyorkesi non è mai stata mainstream e pur avendo successo nei seventies, con uno strano prog-rock, si è sempre basata proprio su un rock privo di schemi ben definiti. In quest’occasione il nucleo della formazione originale è composto da Eric Bloom (voce, chitarre, tastiere), Donald “Buck Dharma” Roeser (voce, chitarre, tastiere) e dallo scomparso  Allen Lanier (chitarre, tastiere). I nuovi interpreti che si aggiungono in questo platter sono Danny Miranda (basso, voce e tastiere) e Bobby Rondinelli (batteria), che sostituiscono i fratelli Albert Bouchard alla batteria e Joe Bouchard al basso. “Curse Of The Hidden Mirror” soddisfa i fan dell’ultimo corso che bazzicano tra l’hard rock e il metal classico, con un pizzico di pop-rock, dove gli americani dimostrano di essere ancora abbastanza intelligenti introducendo i suoni classici degli anni ’70. La traccia di apertura è “Dance On Stilts”, un vero pezzo rock e dal ritmo irresistibile, vivace e un po’ filosofico. La chitarra di Dharma è sempre fenomenale e la sua voce è perfetta. Credo che la band si identifichi di più proprio con la voce di Dharma rispetto a quella di Bloom, che non si arrende mai nemmeno con le sei corde. In quattro canzoni  di “Curse Of The Hidden Mirror” il microfono viene ceduto al chitarrista Roeser ma Bloom lo troviamo in primo piano nell’autobiografico “The Old Gods Return” in pieno stile Megadeth e in “Showtime” dove il fascino della band prende il sopravvento, con la voce acida del coraggioso Eric, tutte in pieno stile BOC. Quest’ultima song è stata scritta in realtà durante le sessioni di “Cultosaurus Erectus” degli anni ’80. Segnalo la bella “Pocket”, dove il ritornello è puro godimento. Poi la melodica “Here Comes That Feeling”, che è invece una gemma pop-rock dal ritmo frenetico e con una svolta sorprendente come nella mistica “Stone love”. Colpisce Roeser che non ha perso la sua ottima voce e il suo estro chitarristico mentre le canzoni eseguite da Eric sono diverse perché qui la voce è in parte scomparsa e il suo aspro modo di cantare richiede un po’ di tempo per carburare e farsi apprezzare. Non mancano però l’abilità e l’aggressività necessarie come nella già descritta e sconvolgente “The Old Gods Return” o nel sinistro “One Step Ahead Of The Devil”, dove il rock duro paranoico di Bloom è proiettato dalla sua particolare voce e dal drummer Rondinelli che è lasciato libero di esprimere tutta la propria fantasia e la sua voglia di protagonismo. Purtroppo in queste ultime tracce le liriche e i cori hanno comunque il difetto di essere monotoni. Addirittura nel lontano 2001, a causa di un livello di vendite senza successo, la precedente label interruppe il contatto con i Blue Oyster Cult, lasciando l’opera senza nessuna promozione e decretandone il fallimento commerciale. Oggi i Blue Oyster Cult con la nostra italiana Frontiers cercano il riscatto nella ristampa del loro catalogo e le giuste condizioni per stampare una nuova raccolta di inediti, rimanendo una band sperimentale che non ha mai perso del tutto il suo sound hard rock, una melodia orecchiabile e un encomiabile groove. Adesso aspettiamo con trepidazione il nuovo disco che a distanza di diciannove anni ci dirà in che stato di salute sono i cinque artisti di Long Island: “Non ci sono sorprese né direzioni diverse prese musicalmente in questo nuovo album. Sai cosa otterrai con BOC. È subito rock and roll con un tema mistico di fantascienza”.(Eric Bloom)

Tracce:
1. Dance On Stilts
2. Showtime
3. The Old Gods Return
4. Pocket
5. One Step Ahead Of The Devil
6. I Just Like To Be Bad
7. Here Comes That Feeling
8. Out Of The Darkness
9. Stone Of Love
10. Eye Of The Hurricane
11. Good To Feel Hungry

Formazione:
Eric Bloom – voce e chitarra
Buck Dharma – chitarra e voce
Allen Lanier – chitarra e tastiera
Danny Miranda – basso
Bob Rondinelli – batteria

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