Witches of Doom – Funeral Radio (2020)

Titolo: Funeral Radio
Autore: Witches of Doom
Genere: Gothic Doom Metal
Anno: 2020
Voto: 8

Visualizzazioni post:168

Proprio un bel disco! Spesso, quando veniamo incaricati di scrivere una recensione, alla curiosità subentra anche un certo “timore” per quello che andremo ad ascoltare. Devo essere sincero: non avevo mai sentito parlare dei Witches of Doom – e per questo faccio un grande mea culpa –  ma devo ammettere di esserne rimasto subito colpito, già dai primi ascolti.

I romani Witches of Doom raggiungono con questo Funeral Radio il traguardo del loro terzo full lenght. Rispetto al precedente e interessante Deadlights,  la band capitolina abbandona quasi totalmente l’utilizzo dei synth per presentare un prodotto più diretto, aggressivo ma melodico al tempo stesso, che prende a piene mani dall’hard rock – particolarmente quello degli anni ’70 – il tutto arricchito da forti influenze gothic, stoner e, ovviamente, doom.

Un bel disco, senza punti deboli, con 8 tracce tutte molto godibili, ad alto livello, caratterizzate da ritornelli accattivanti, riff rocciosi e sonorità coinvolgenti e spesso ipnotiche.

La sonorità della band paga sicuramente pegno a band quali i Black Sabbath o i Paradise Lost, come nella opener “Master of Depression” (un ottimo biglietto da visita), in “Coma Moonlight”, “Queen of Suburbia” (la cui intro mi ha ricordato fra l’altro alcune sonorità di Draconian Time, disco che ho sempre amato), o “Sister Fire”(con un intermezzo da acido) , senza mai mancare però di personalità. Si pensi ad esempio al misto di emozioni che suscita una canzone ritmata e catchy come la title track “Funeral Radio”: una intro caratterizzata da atmosfere quasi sulfuree che mi ha trasportato mentalmente nel profondo Sud degli States con la sua passione, il suo calore afoso, la sua passione. Sensazione che viene ripresa anche nella intima “Ghost train”, di gran lunga il mio pezzo preferito insieme alla già citata “Coma Moonlight”, dove la presenza dell’organo è tanto discreta quanto incisiva (così come in “Sister Fire”). L’album si chiude con l’ottimo “Hotel Paranoia”, pezzo vario e completo che riassume sia questo album che la band

Sopra le righe la prestazione del singer Danilo “Groova” Piludu: aggressiva  e quasi esasperata (come nelle urla di “November Flames” o “Hotel Paranoia” fra Manson e Patton), ma anche melodica, delicata, particolare e in certi passaggi così profonda da (farmi) ricordare addirittura quella intensità (parlo di sensazioni, non di timbri vocali!) che solo pochi pezzi come una “Melancholy” degli Iced Earth mi hanno saputo dare.

Buona la produzione, ben bilanciata e nella quale si distacca un basso importante, piacevolmente presente. Sicuramente nulla di nuovo ma questo Funeral Radio è ben fatto e soprattutto è un prodotto “made in Italy” che ci deve rendere orgogliosi. Consigliato!

 

 

Tracce:
1. Master Of Depression
2. Coma Moonlight
3. Queen Of Suburbia
4. Funeral Radio
5. Sister Fire
6. Ghost Train
7. November Flames
8. Hotel Paranoia

 

Formazione:
Danilo “Groova” Piludu – vocals
Federico “Fed” Venditti – guitars
Saiax – bass
Francesco Ciacciarelli – drums

Guest musicians
Fabio “Reeks” Recchia – keyboards
Jacopo Cartelli – bass (session)
Luca Iovieno – drums (session)

 

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http://mykingdommusic.net/

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