Magnus Karlsson’s Free Fall – We Are The Night (2020)

Magnus Karlsson's Free Fall
Titolo: We Are The Night
Autore: Magnus Karlsson's Free Fall
Genere: Melodic Metal
Anno: 2020
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:110

Posso definire tranquillamente il virtuoso polistrumentista Magnus Karlsson (Primal Fear, Allen-Lande, The Ferrymen) un vero e proprio maniaco degli strumenti musicali perché artisticamente è impegnato in innumerevoli progetti e la Frontiers fa quasi sempre riferimento allo svedese quando deve realizzare un nuovo progetto artistico.
Nonostante il poco tempo Karlsson ha ripreso il progetto con i suoi Free Fall, dove in realtà suona tutto lui tranne che la batteria affidata a Anders Köllerfors (Starbreaker),  come nei due album precedenti, il debutto omonimo del 2013 e “Kingdom Of Rock” del 2015. La sensazione di aver scelto alcuni importanti cantanti per rendere il disco più appetibile balena nella mia mente perché nella prima e power “Hold Your Fire” si sente il povero Dino Jelusick andare in difficoltà perché spinge le sue corde vocali oltre i limiti del possibile e rischiando un grosso pasticcio vocale per raggiungere le alte note del pezzo. Nonostante tutto Dino riesce a portare a termine il compito ma su questo pezzo avrei preferito sentire un’altro singer perché la song è difficile da cantare ma è comunque  mostruosa soprattutto nel suono della chitarra, con dei riff sbalorditivi e impegnativi per le dita del nostro virtuoso vichingo. La stessa difficoltà è in “Kingdom Falls”, dove il bravo singer Renan Zonta (Electric Mob) fa un lavoro dignitoso, arrivando quasi a urlare per recuperare il ritmo del brano. Qui Magnus fa un uso più atmosferico del synth, prima di tagliare con un riff in realtà basato su una parte di chitarra molto coinvolgente. Nel successivo “We Are The night”, il biondo guitar hero sale in cattedra interpretando divinamente una delle migliori canzoni del platter. La vera sorpresa è l’esibizione di Noora Louhimo (Battle Beast) che canta celestialmente nel bellissimo pezzo chiamato “Queen Of Fire”; una specie di ballata che racconta di tradimenti, vendette d’amore e interpretata con pieno sentimento dalla vocalist. Da qui l’opera comincia a piacere sempre di più e ci troviamo di fronte ad un album completamente diverso. Dalla tracklist in poi è tutto un crescendo e in “Under The Black Star” il vocalist croato Jesulick recupera la sua precedente esibizione per un hard rock melodico, che sembra uscito dalla coppia Russell&Allen. Dino, degli Animal Drive è ormai il volto e la voce nuova dell’intera scena metal, per la sua bravura, la grande grinta e l’incredibile ecletticità che ricordano due mostri sacri come Ronnie James Dio o David Coverdale. Con “Dreams And Scars” ritorna dietro il microfono, il brasiliano Renan Zonta, che con la sua bella voce melodica fa decollare un brano ben arrangiato da un delicato adagio di chitarra neoclassica che poi esplode in dei riff di power travolgenti ed emozionanti. “All The Way To The Stars” introduce il connazionale e veterano del metal melodico Mike Andersson dei Cloudscape, ma l’eccezionale Ronnie Romero (ex Lords Of Black, Vandenberg, CoreLeoni, The Ferrymen, Destinia,  e Ritchie Blackmore’s Rainbow), con la sua ugola magica fa salire la qualità del disco nella super orecchiabile “One By One”, che è una canzone rock dal sound spettacolare, dove il cileno dimostra la sua classe senza alcuno sforzo. Il successivo pezzo vede ancora protagonista il giovanissimo Dino che ritorna prepotentemente alla guida del metal melodico di “Under The Black Star”, ancora una volta con tutto le sue potentissime corde vocali. Il ciclo degli ospiti è chiuso dal leggendario cantante Tony Martin (ex Black Sabbat) che è invitato per un paio di canzoni, come in “Temples And Towers”, ricca di robusti riff e strati di tastiera, dove si sente l’ex Sabbat gestire la song nel proprio inconfondibile stile.  Il resto dell’album presenta un ritorno vocale di Karlsson’s nella simpatica e altalenante “Don’t Walk Away”, insieme a una vera chicca strumentale intitolata, “On My Way Back To Earth”, che è un viaggio musicale attraverso gli stili di John Petrucci e Steve Morse, accompagnati dalla creatività del vichingo sempre abile con le sei corde. Tony Martin ritorna nel finale a chiudere bene l’album nella sublime e dolce “Far From Over”, grazie all’intonazione ancora distintiva di Martin e che nonostante il titolo porta con sé un velo di tristezza per la conclusione di un bel disco. Per “We Are The Night”, Magnus ha nuovamente arruolato una squadra di straordinari cantanti metal, dando ancora dimostrazione della sua bravura nel suonare quasi tutti gli strumenti e un’importante prova del suo genio creativo. Disco hard rock orecchiabile e adrenalinico, sfornato da uno degli ultimi cavalieri del melodic metal, che a causa delle stupide mode imperanti nel rock attuale è costretto a uscire di notte con il suo alato cavallo bianco per far valere il suo credo musicale e fare proseliti. Consigliato a tutti i metalheads amanti delle grandi melodie e che sognano di allontanare le tenebre che da molto tempo ormai avvolgono questo fantastico genere.

Tracce:
1. Hold Your Fire (Dino Jelusick)
2. Kingdom Falls (Renan Zonta)
3. We Are The Night (Magnus Karlsson)
4. Queen Of Fire (Noora  Louhimo)
5. Dreams And Scars (Renan Zonta)
6. All The Way To The Stars (Mike Andersson)
7. One By One (Ronnie Romero)
8. Under The Black Star (Dino Jelusick)
9. Temples And Towers (Tony Martin)
10. Don’t Walk Away (Magnus Karlsson)
11. On My Way Back To Earth (Instrumental)
12. Far From Over (Tony Martin)

Formazione:
Magnus Karlsson – chitarra, basso, tastiera e voce
Anders Köllerfors – batteria
Ronnie Romero – voce
Renan Zonta – voce
Noora Louhimo – voce
Mike Andersson – voce
Tony Martin – voce
Dino Jelusick – voce

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