Paralydium – Worlds Beyond (2020)

Titolo: Worlds Beyond
Autore: Paralydium
Genere: Prog Metal
Anno: 2020
Voto: 7,5

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Gli ex The Paralydium Project, dopo aver pubblicato l’omonimo EP nel 2015, si ripresentano in questo promettente 2020 con il nuovo moniker di Paralydium e con la pubblicazione del primo album in studio.  Fondati dal chitarrista John Berg, noto per il suo passato nei Dynazty, la band è una formazione metal progressiva con la visione di creare una miscela innovativa di riff pesanti e potenti, per creare nell’ascoltatore un’esperienza oltre i confini della mente. Il combo svedese è poi formato da Jonathan Olsson (Dynazty) al basso, Mikael Blanc (Degreed), Georg Härnsten Egg (Dynazty) alla batteria e Mikael Sehlin al microfono. I vichinghi mescolano un metal epico progressivo, con riff massicci, robusti ritmi e grandi melodie. Con “Worlds Beyond ” gli scandinavi hanno trovato il punto giusto tra virtuosismo e commerciabilità, un po’ come stanno facendo i nostri italiani DGM o i connazionali Seventh Wonder, e con un sound tipico del progressive europeo.

Questo è un concept che racconta la storia di un uomo alla ricerca di poteri extraterrestri. Tuttavia, ciò che scopre durante il suo viaggio non è esattamente quello che si aspetta e, come tale, deve ripensare allo scopo della sua vita. La musica non è tenebrosa o malinconica ma in realtà è piuttosto melodica e groovy, con molte melodie e armonie provenienti dalla fantastica tastiera di Mikael Blanc, che bilancia la pesantezza della chitarra di John Berg dagli altri strumenti. Le note eufoniche di Blanc e l’ugola di Sehlin conferiscono profondità e consistenza all’album, con Olsson e Härnsten Egg, che riescono con il loro precisissimo ritmo a fondere i micidiali riff della chitarra e portare la musica del gruppo a un livello completamente nuovo e molto equilibrato. Molto vicini ai conterranei Dynazty questa nuova band opera su un territorio progressive, fondato su schemi non del tutto convenzionali.

L’inizio del disco è affidato a “Enter Paralydium”, un pezzo quasi cinematografico in cui i cinque musicisti mostrano tutte la loro tecnica. La successiva “Within The Sphere”, con i suoi tamburi martellanti, le vigorose chitarre e le importanti linee di basso, ha un’atmosfera molto oscura ed è proprio da qui che il protagonista comincia il suo prepotente viaggio. Si nota subito la bravura degli artisti ma la song è anche uno dei momenti più semplici di questo disco: un antipasto prima dell’inizio del succulento e ricco pranzo. La soave tastiera di Blanc accompagnata da alcune dolci melodie di chitarra apre “Synergy”, dove ascoltiamo la vera partenza dei cinque artisti in un connubio tra i ritmi cadenzati dei Symphony X e la melodia AOR rock dei sempre svedesi H.E.A.T..

L’atmosfera serena di questa epica traccia esalta le corde vocali eclettiche e profonde del singer, che si riconfermano nel duro e pesante singolo Finding The Paragon“, che è un vero gioiello, con un tappeto di tastiere leggerissime, un groove spaventoso e ricco di pura energia come quello dei maestri Dream Theater. “Crystal Of Infinity” ripete l’espediente, ma con maggiore contenimento; quattro minuti di classico metal prog, ma continuamente sovvertiti con eleganti tocchi melodici e un’inconfondibile luminosità futuristica.

Il processo di scrittura di quest’album è partito dopo la prima uscita del 2015 e soltanto adesso dopo cinque anni di lavoro e con una maggiore intesa tra i membri del combo è nata quest’interessante opera, mettendo alla fine tutti i pezzi del puzzle insieme. La strumentale e ambientale “Awakening” fa da interludio tra la prima e la seconda parte dell’album ed è un brano dalle grandi atmosfere celestiali che ci porta a “The Source”. Questa è una song melodica di puro progressive che scorre tra passaggi più lievi e momenti più incisivi, senza perdere mai il suo grande refrain. Con il teatrale e commerciale “Into Divinity” si raggiunge l’apice della storia perché il protagonista trova la “chiave” e finalmente il senso del suo viaggio e della sua vita.

Questa è una traccia dalla grande energia trasmessa dalle note della tastiera e dalle quattro corde di Olsson. Il cerchio poi si chiude con il sound tranquillo e orchestrale di “Seeker Of The Light”, che porta alla conclusione del cammino il nostro superbo protagonista. La song è una semi ballata dal gusto ottantiano e uno dei numerosi momenti profondamente soddisfacenti in un disco che ci consegna una nuova band dal grande potenziale artistico.

Potrebbe essere questa la nascita di un altro grande gruppo di prog metal europeo o siamo di fronte ad un’altra falsa illusione? La risposta non è facile perché la bravura degli scandinavi non si discute e per quanto “Worlds Beyond” sia a tratti complesso perché richiede molti ascolti per essere ben apprezzarlo, è comunque molto consigliato! Nel platter c’è tutto per attirare gli amanti del prog metal del nuovo millennio, anche se ancora manca un pizzico di personalità in più in fase creativa.

Tracce:
1. Enter Paralydium
2. Within The Sphere
3. Synergy
4. Finding The Paragon
5. Crystal Of Infinity
6. Awakening
7. The Source
8. Into Divinity
9. Seeker Of The Light

Formazione:
John Berg – chitarra
Georg Härnsten Egg – batteria
Jonathan Olsson – basso
Mikael Blanc – tastiera
Mikael Sehlin – voce

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