Smackbound – 20/20 (2020)

Titolo: 20/20
Autore: Smackbound
Genere: Melodic Metal
Anno: 2020
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:77

Gli Smackbound hanno il grosso vantaggio di essere guidati da una star del cinema finlandese. Ho scoperto che la bella cantante Netta Laurenne, fondatrice della band finnica, è un’attrice molto conosciuta in Finlandia ed ha alle spalle una formazione musicale classica ma anche folk, pop e perfino jazz. A questo va aggiunto che nel combo ci sono anche degli ottimi artisti come il chitarrista dei Wintersun Teemu Mäntysaari, il batterista Rolf Pilve (Stratovarius, The Dark Element), il tastierista Vili Itäpelto e il bassista Tuomas Yli-Jaskari entrambi dei Tracedawn.

La band ha iniziato a scrivere le proprie canzoni nel 2015 e ha fondato anche una cover band chiamata “Run For Cover” per poter suonare da subito insieme e prepararsi così al lancio di questa nuova creatura degli  Smackbound. Lo scopo dei ragazzi scandinavi è quello di unire e mescolare il metal con tutti i generi amati da ogni membro della band, come il blues, il folk o la musica classica e contemporanea. L’apripista dell’album è il singolo energico “Wall Of Silence”, che esplode con ritmi vorticosi guidati dalla voce ghiaiosa e grintosa di Laurenne.

La canzone è orecchiabile, con un coro melodioso e un assolo di tastiera di Itäpelto, che ricorda gli anni ’80 in pieno stile Rainbow. Il successivo singolo “Drive It Like You Stole It” ha invece un groove spavaldo che vede l’affascinante cantante offrire la sua voce in modo selvaggio e aggressivo. L’assolo di Mäntysaari è semplicemente memorabile e il brano rimane in testa come un tormento continuo con un ritornello di tendenza di robusto hard rock.

L’album cambia poi direzione a cominciare dalla toccante introduzione di “Close To Sober”, che nel suono assomiglia allo stile dei famosi Within Temptation. Le corde vocali della singer scandinava, i tappeti di tastiera di Itäpelto e il grande coro malinconico, con sfumature di metal sinfonico, sono i protagonisti della canzone, mettendo in luce un suono più soave rispetto alle prime due tracce. Nei testi si parla della lotta alla schiavitù dell’alcool e quanto sia difficile uscirne. Subito dopo passiamo, dalle forti emozioni sentite in precedenza, a un rock più robusto e intenso, come nella tirata “Run”. Le abilità di Rolf Pilve dietro le pelli sono in primo piano, così come quelle del bassista Tuomas Yli-Jaskari, senza contare la sagace ugola di Netta che accompagna un sound pop mescolato con il metal.

Giunti a metà dell’opera la band mostra il momento più bello e oscuro con “The Game”. La song è un lento straziante che mette in vetrina, ancora una volta, la capacità della stupenda Laurenne di creare un sentimento triste e opprimente. Una ballata, dove gli scandinavi dimostrano di essere in grado di creare atmosfere emozionanti che toccano nel profondo l’anima e che sembra adatta come colonna sonora di un film con il suo gigante ritornello e un assolo vibrante di keyboard.

Per la cronaca ma anche per curiosità ho appreso che il suono del ticchettio alla fine del pezzo è l’orologio da cucina del tastierista Vili Itäpel. Niente male! I successivi solchi mettono in luce “Those Who Burn” con protagonista Teemu alla chitarra, che crea un suono aggressivo e spavaldo, sostenuto dalla bravissima vocalist. Con un’introduzione di puro power metal, la traccia segue uno schema simile alle canzoni precedenti, ma è più orientata verso l’heavy metal.

Di seguito con “Hey Motherfucker”, i nordici si addentrano in un territorio sonoro più fosco ma anche sensuale e divertente da cantare, soprattutto nel coro, con una sound semplice ma focalizzato principalmente sui riff di chitarra. Al contrario, “Troublemaker” ha più di una frenesia punk e thrash e addirittura sembra uscita dalla mente dei redivivi Megadeth.  In conclusione segnalo la finale e emotiva ballata, “The Wind And Water” che si apre con un delicato passaggio di pianoforte che ricorda le melodie emotive del piano del nostro Einaudi e con la voce della bella finlandese che assomiglia a quella della nostra brava Christina Scabbia dei Lacuna Coil. Il coro gotico lascia una sensazione di malinconica e dolore ed evidenzia come Laurenne sia una cantante versatile che mette in mostra anche le diverse sfaccettature della formazione vichinga.

La parte finale di “20/20” è meno ispirata  perché all’inizio in scaletta, logicamente, sono stati inseriti i brani più piacevoli e forti del debutto discografico. Ogni canzone ha un’atmosfera diversa, ma ciò che piace è l’adrenalina che si percepisce, con influenze stilistiche varie che vanno dall’hard rock degli anni ’80, all’heavy metal, al power sinfonico e al melodic metal.

Buona la prima per gli Smackbound che debuttano con un disco fresco ed energico  che, sebbene è condizionato da importanti gruppi metal, compensa la mancanza di originalità con un compatto songwriting e una grande voglia di sfondare. Le influenze sembrano variare molto dall’hard rock degli anni ’80, dall’heavy metal, al metal melodico, e alcune hanno persino un assaggio di power metal sinfonico. Sentiremo a lungo parlare di questa band.

Tracce:
1. Wall Of Silence
2. Drive It Like You Stole It
3. Close To Sober
4. Run
5. The Game
6. Those Who Burn
7. Hey Motherfuckers
8. Troublemaker
9. Date With The Devil
10. Wind And Water

Formazione:
Netta Laurenne – voce
Teemu Mäntysaari – chitarra
Rolf Pilve – batteria
Vili Itäpelto – tastiera
Tuomas Yli-Jaskari – basso

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