WINO- Forever Gone

Wino
Titolo: Forever Gone
Autore: Wino
Genere: Folk, Blues
Anno: 2020
Voto: 6/7

Visualizzazioni post:211

I dì sono lunghi. Troppo lunghi. Odiosi nella loro straziante placidità. Un grembo per ricordi di un dolore mai sopito; mai sazio. Le notti, malinconiche, donano a stento la forza per trascinarsi qualche ora di più. Cos’è la vita, se non un sogno grottesco, una fuga dal tormento, un terreno fertilizzato dalla pena, un contenitore di rimpianti che si gonfia giorno dopo giorno?
Lo stregone è tornato. L’algido salmodiare, le pause, la chitarra acustica, i silenzi. A quasi cinquantanove anni suonati, è assai probabile che o non si abbia mai avuto niente da dire o non si abbia più niente da dimostrare. Non possiamo sapere se Wino – più di quarant’anni trascorsi al servizio dell’hard rock doom – si sia mai soffermato a riflettere, sia pur distrattamente, su questioni di tal tipo; quello che sappiamo è che, ancora oggi, lui va avanti alle proprie regole, seguendo anima e ispirazione. Ispirazione che può scaturire dalla mancanza di persone care (“un tesoro che porto con me, una piccola parte di te. Mi conforta nelle ore prima dell’alba, sicura come la venuta del mattino„) o dall’esigenza di scongiurare le paure quotidiane (“come bambini continuiamo ad imparare, sul fondo incombe sempre un precipizio buio, quello che appare come un amico solare„ […] “lo supererò in volo, lo supererò in volo, supererò in volo questo freddo precipizio„) o, ancora, da amare ed intime riflessioni (“Luogo solitario dei sogni dove le ore sono diventate anni. Le vecchie mura hanno visto quando le risate si sono trasformate in lacrime„). Detto che cinque di questi pezzi – “Isolation”, “Dark Ravine”, “Dead Yesterday”, Forever Gone” e “Crystal Madonna” – sono reinterpretazioni di canzoni già pubblicate sui tre album con Conny Ochs e che in alcuni casi la versione precedente è più convincente della nuova, gli undici brani si alternano tra folk e blues pur senza rinunciare a sconfinamenti in territori limitrofi, come nel country di “No Wrong”.
Peccato che le registrazioni di chitarra e basso acustici siano non microfoniche (il sofferto ascolto su computer potrebbe tuttavia ingannare) bensì in linea, da pre-amplificazione. Rinunciando così ad un pizzico di naturalità e intimità.
In ultimo, non so quanti, in passato, abbiano osato avvicinarsi ad un pezzo dei Joy Division senza patire il fallimento in partenza; tutti concentrati nel tentativo di emulare un disagio che o si porta dentro o, spiacente, non si trova sugli scaffali del supermercato. Ebbene, per il motivo espresso in testa a questo stesso articolo – e rispettando al contempo la natura della canzone – l’approccio di Wino è assolutamente trasversale e sembra quasi gettare un guanto di sfida a dire “Ora provate a riconoscere questa!”. Per chi ha l’anima del colore giusto, questi quattro minuti e dodici secondi portano con sé l’apice lirico dell’album (non me ne voglia Wino): “Mamma, ci ho provato. Ti prego, credimi. Sto facendo del mio meglio. Mi vergogno delle cose che ho dovuto subire, Mi vergogno della persona che sono„.
Per chi possiede ed apprezza la sua passata produzione acustica o per chi vuole osare oltre l’obbligo del giro elettrico.

Tracce:
01. Forever Gone
02. Taken
03. The Song Is At The Bottom Of The Bottle
04. No Wrong
05. Dark Ravine
06. Dead Yesterday
07. So Fine
08. Crystal Madonna
09. Lavender And Sage
10. Was, Is, And Shall Be
11. Isolation

Formazione:
Wino: chitarra e voce
Alexandra Weinrich: voce aggiunta in “Lavender And Sage” e “Was, Is, And Shall Be” (ospite)
Brian Costantino: batteria in “Dark Ravine” ed “Isolation” (ospite)
Brian White: basso [acustico] in “Forever Gone”, “Dark Ravine”, “So Fine”, “Lavender And Sage” e “Isolation” (ospite)

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https://ripplemusic.bandcamp.com/album/forever-gone
https://www.youtube.com/watch?v=hEhttxBU24k

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