DEVILDRIVER – Dealing With Demons I

Devildriver
Titolo: Dealing With Demons I
Autore: DevilDriver
Genere: thrash metal americano moderno
Anno: 2020
Voto: 4/5

Visualizzazioni post:89

Ai DevilDriver va riconosciuta una qualità: la tenacia. Questo gruppo è un’irreprensibile dimostrazione che chi vuole a tutti i costi giocare all’iracondo tatuato vivacchiando in quell’immenso appezzamento di terreno incuneato tra il thrash ripartito nel ’96 dalla Svezia (macchiato di hardcore), i milioni di prodotti e sottoprodotti del noise-rock alternativo dei Korn e i nuovi thrash e death americani; chi vuole farlo, si diceva, troverà sempre qualcuno disposto a sorbirsi il loro luculliano banchetto di superfluità. Tra voglia di far colpo grazie ad una presunta violenza innescata da non si sa cosa, produzione volutamente pop e mancanza di talento, la mediocrità della loro passata proposta è praticamente il segreto di Pulcinella. La speranza adesso risiede in una loro qualche maturazione personal-musicale o magari nella presenza di Steve Evetts in cabina di regia. A conti fatti, il nuovo disco (in copertina campeggia Dealing With Demons Volume 1 ma tutte le altre fonti riportano Dealing With Demons I) getta una flebile fune di salvataggio che attenua l’urto dell’ennesima caduta a corpo morto.

Mike Spreitzer (anche fonico aggiunto) e Neal Tiemann si dannano l’anima per tirar fuori qualche idea che non contribuisca in maniera determinante all’espansione della fossa avidamente scavata da Fafara e le sue insopportabili timbrica, linee ed assillante presenza – per di più, esacerbate dal livello troppo alto nel mix. Al di là dei pochi passaggi fuori media (“Witches” e “Wishing”), costui non fa che ripetersi senza pietà, senza colore, senza nerbo, senza dinamica, senza amor proprio. Decine di tracce sovrapposte, cariche di filtri, e i versi incollati uno dopo l’altro non ne aumentano affatto la credibilità. Senza i saltuarî moti d’orgoglio delle due asce di cui sopra, non sopravviverebbe nulla: le loro parti, distinte ma complementari, raramente si accontentano di sdoppiarsi l’una con l’altra ed è questo che dovrebbe sempre significare avere più di un chitarrista in formazione.

La profonda “Keep Away From Me”, “Vengeance Is Clear”, “Wishing” – molto interessanti l’assolo di matrice hard rock e la voce recitata – e i giri freddi e taglienti di “Dealing With Demons” (eliminarne l’ultimo minuto sarebbe stata una scelta felice) meriterebbero una seconda possibilità, con un cantante capace e una produzione organica. In seconda linea si colloca “Witches”, la meno metallica delle cinque, corredata di un assolo breve e perversamente amorfo.

La copertina gioca sulla dualità della parola “demon” – in italiano “dèmone” ma anche “demonio” (o “demòne”): le passioni e i fardelli -i dèmoni- raccontati dai testi e i demònî antropomorfi accalcati ai piedi del Tristo Mietitore. Forse sono proprio i dieci di cui vediamo gli occhi brillare ad essere i dieci che Dez ha tentato di affrontare e scongiurare con le sue parole, donando senza dubbio qualcosa di più all’ottavo album di brani originali dei DevilDriver.

In grande sintesi, se queste sono le sonorità dalle quali iniziare un ipotetico viaggio di studio a ritroso del thrash, il consiglio è di volgere altrove la propria attenzione.

Tracce
01.  Keep Away From Me
02.  Vengeance Is Clear
03.  Nest Of Vipers
04.  Iona
05.  Wishing
06.  You Give Me A Reason To Drink
07.  Witches
08.  Dealing With Demons
09.  The Damned Don’t Cry
10.  Scars Me Forever
Formazione
Austin D’Amond: batteria
Dez Fafara: voce
Diego Ibarra: basso
Mike Spreitzer: chitarra
Neal Tiemann: chitarra
Simon Blade Fafara: voce aggiunta in “You Give Me A Reason To Drink” (ospite)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.