STARDUST – Highway To Heartbreak

Titolo: Highway To Heartbreak
Autore: Stardust
Genere: AOR
Anno: 2020
Voto: 7

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Il 2020 può essere considerato un anno importante per la musica AOR: sono stati pubblicati diversi lavori interessanti che confermano come questa musica sia ancora più viva che mai. Gli ungheresi Stardust, in questo loro debutto, mantengono alto il livello del genere e, dopo il loro EP autoprodotto e pubblicato indipendentemente, firmano per l’attenta Frontiers, etichetta leader nel lanciare nuove band di hard rock melodico. Come scritto all’inizio, i magiari suonano un melodic rock con melodie orecchiabili e cariche di phatos, grazie anche all’apporto di Mark Spiro (Bad English, House Of Lords, Giant) e del chitarrista svedese Tommy Denander, che hanno aiutato i ragazzi con la scrittura e la produzione del loro primo album. La band è stata fondata nel 2015 da due amici, Adam Stewart alla voce e Tim Keeley alla batteria, a cui si sono aggiunti Facey alla chitarra, Dave Legrand alla tastiera e Ben Martin al basso. Lo stile del gruppo è un classico hard rock melodico mischiato al più soft AOR degli anni ‘80 con bei ritornelli, bellissime tastiere e ottime armonie vocali.

Le prime tracce di apertura hanno un inizio incerto: la normale “Runaway”, dal sound americano, ha un’introduzione tragica fatta di effetti fantascientifici ed è accompagnata da un coro classico, da una chitarra robusta e da tastiere usate con un grande effetto tale da sovrapporsi agli altri strumenti. La seconda è una cover mediocre di Pat Benatar che, nella nuova versione leggermente modificata dagli Stardust, non fa impazzire. Le enormi potenzialità degli ungheresi si notano, invece, con “Bullet To My Heart”, dove i suoni stratificati di puro AOR e la calda voce di Stewart sono la ciliegina sulla torta del brano: traccia carica di chitarre acustiche, dal suono rock tipicamente californiano con un ritornello orecchiabile e un coro fantastico, che portano in automatico l’ascoltatore indietro nei famosi eighties. Il capolavoro del platter è il lento “Perfect Obsession”, una canzone con un taglio acuto e commerciale che catapulta questi giovani rockers a paragoni con band statunitensi che hanno lasciato il segno come, ad esempio, i grandi Poison dei mitici anni ’80: qui il rock, il pop e l’AOR sono uniti diligentemente e astutamente per garantire l’ingresso in un mercato redditizio e competitivo come quello del rock commerciale. La successiva “2nd Hand Love”, creata dalla mente di Mark Spiro, possiede un piacevole e leggero assolo di chitarra iniziale che innesca i sintetizzatori di Dave Legrand e un ritornello di puro hair metal ottantiano; la song ricorda molto lo stile degli inarrivabili Def Leppard soprattutto nelle corde vocali che provano ad imitare la stupenda voce di Joe Elliot. Adorerete il refrain travolgente e allegro di “Shout It Out“, una song che sembra partorita negli anni d’oro dei famosi Warrant: hard rock mieloso, con un classico ritornello tipico della west coast americana e tastiere di grande successo per una canzone ben strutturata, per un AOR ben fatto e curato nei minimi particolari. Segnalo la ballata “Can’t Stop Loving You” con l’ugola del vocalist semplicemente stratosferica ed uno stile ancora molto vicino a quello dei Def Leppard e dei formidabili The Storm, per un’atmosfera eccezionale dove le chitarre svolgono un buon lavoro a livello melodico. La seguente “Eye To Eye”, a mio parere, è un po’ la nota stonata della raccolta perché, nonostante presenti un grande assolo di tastiera e di chitarra, è un brano rock più pesante e cupo rispetto a quelli sentiti prima: energica e possente, ma non allegra e divertente come invece mi sarei aspettato. Nella parte finale del disco spicca la bonus track “Blue Jeans Eyes” (dall’ EP del 2016), caratterizzata da una tagliente chitarra e da un buon ritornello in pieno stile Journey. “The River Is Rolling” è la perfetta chiusura dell’opera con un’atmosfera americana, per un meraviglioso pezzo di AOR con un ritornello assolutamente delizioso, un mid-tempo che colpisce la mente e il cuore al primo ascolto.

“Highway To Heartbreak” è un buon esordio per un combo che sicuramente crescerà con le prossime uscite discografiche: nonostante i magiari peschino dagli anni ’80 le loro ispirazioni, il suono è moderno grazie anche a un’ottima produzione. Consigliato ai fedelissimi amanti del genere a caccia di un nuovo gruppo che continui a farli sognare, tra melodie avvincenti e cori appassionanti.

Tracce:

1. Runaway
2. Heartbreaker
3. Bullet To My Heart
4. Perfect Obsession
5. 2Nd Hand Love
6. Shout It Out
7. Can’t Stop Loving You
8. Eye To Eye
9. Hey Mother
10. Blue Jeans Eyes (Bonus Track)
11. The River Is Rollin’

Formazione:
Adam Stewart – voce e chitarra ritmica
Ben Martin – basso
Dave Legrand – tastiera
Facey – chitarra
Tim Keeley – batteria

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