NIRNAETH – Anthropocene

Nirnaeth
Titolo: Anthropocene
Autore: Nirnaeth
Genere: heavy metal
Anno: 2020
Voto: 8 -

Visualizzazioni post:535

Attrazione improvvisa. In crescita, perfino. Primo passaggio: la musica mi ha trascinato immediatamente, nonostante il suono tirato un po’ troppo a lucido. Secondo passaggio: dopo ripetuti ascolti parziali, riesco a schivare ulteriori interruzioni casalinghe e rendermi conto che il nono brano ha titolo e versi liberi dall’insensato cliché anglomane. Terzo passaggio: il libretto, indi la formazione: il batterista è anche il cantante. Solo io forse adoro Deceased, Exciter, tutti i gruppi di Chris Reifert e di Mike Browning? (Certo, anche Titta Tani…). Quarto passaggio: il tema lirico, largamente votato ad esporre il quotidiano disprezzo umano verso il resto della Natura (la porzione minore è anch’essa impegnata in tematiche tutt’altro che triviali, non temiate); idem la grafica.
È fatta! Onorevolissimo Della Cioppa, Le chiedo ufficialmente la loro mano!

Non solo per via del grande sdoganamento tolkeniano in atto da inizio secolo, ma Nirnaeth è il classico nome che gira e rigira nella testa e al quale si rimane convinti di poter dare, prima o poi, un volto più definito. A proposito di ere geologiche, insomma – quando si dice « i casi della vita » – finalmente ci si incontra.

A dispetto del passato più smaccatamente thrash degli orobici, Anthropocene è decisamente incline ad ambientazioni oscure e più classiche – qualcuno azzarda thrash progressivo. Comunque la si voglia mettere, almeno metà album è da incorniciare e, no, nessuno qui è stato pagato per scriverlo. Anthropocene – Part 1″, “Tender Brutality”, “The Slow Creeping Greed”, “Heavy Metal” sono, in una parola, entusiasmanti. E non è tutto: c’è anche un preziosissimo gioiello a nome “Those Days Of Our Youth” – canzone da urlo, strepitosa, adornata con raro gusto.

Dal doom metal – o dovremmo dire horror metal? – saltuariamente epico fino alla maniera un po’ priestiana di affrontare certi giri di chitarra; dal cantato di “La Maledizione Dell’Umanità” che mi fa tanto Biglietto Per L’Inferno (non so ben dire il perché) fino a quel piglio overkillesco che fa capolino qua e là. Ma basta così. Al lettore il piacere della scoperta.

Se mai vi avesse affascinati l’idea di supportare la scena nazionale, non per territorialismo in sé bensì per fatti un po’ più concreti, i contatti dell’etichetta sono riportati in fondo all’articolo.

Tracce:
01.  Anthropocene – Part 1
02.  Heavy Metal
03.  Those Days Of Our Youth
04.  The Slow Creeping Greed
05.  Searching For Walhalla
06.  Tender Brutality
07.  Warriors Of The Rainbow
08.  Hammer
09.  La Maledizione Dell’Umanità
10.  Anthropocene – Part 2

Formazione:
Simone Fumagalli: chitarra elettrica ritmica, chitarra elettrica solista
Marco Lippe: voce principale, batteria, tastiere
Marco “Grey” Tombini: chitarra elettrica ritmica, chitarra acustica, cori
Leonardo Rocchetti: basso elettrico, cori (turnista)

https://it-it.facebook.com/nirnaethrash
https://www.youtube.com/channel/UCbLZQsT3zqq46Rm-uO7kNNQ
http://www.andromedarelix.com/site/index.php?lingua=ita

2 commenti su “NIRNAETH – Anthropocene”

  1. Band in giro davvero da tanti anni, pur se con pochi dischi all’attivo; possiedo i due album precedenti (il primo è praticamente una lunga suite strumentale, davvero particolare) e ho conosciuto il batterista e cantante Marco giusto un anno fa ad una fiera del disco nella bergamasca, dove ha gentilmente scambiato qualcuno dei suoi cd con me… sono contento che sia uscito il nuovo album, avevo letto qualcosa in merito dall’Andromeda Relix, e le tue parole mi fanno ben sperare per il contenuto!

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