CRO-MAGS – 2020

Cro-Mags
Titolo: 2020
Autore: Cro-Mags
Genere: Hardcore Metallizzato
Anno: 2020
Voto del redattore HMW: 6
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Dov’eravamo rimasti?                Ah, sì… già: fine giugno con In The Beginning, l’ultimo album (recensito, al tempo, su queste pagine). D’accordo allora.           Riprendiamo un attimo le fila.    Intanto la formazione: invariata rispetto ad ITB. Qui ci mettiamo un bel “mi piace”. Bene bene. Vero è che, insomma, senza tournée per litigare è più facile. Ma non è solo quello, sapete? Tante volte funziona esattamente come nella vita privata – per chi riesce a scinderla dalla carriera musicale, beninteso: ovvero si fanno un po’ di tentativi, si litiga con questo e con quell’altro, si perde un amico o due per strada e bla bla bla. E chi siamo noi dunque per non augurare un minimo di stabilità tra Harley Flanagan, Gabby Abularach, Rocky George e Garry Sullivan?

Procediamo.

Il tema. Ancora con la storia dell’annus horribilis, l’epidemia, il fermo e tutto il resto? E va be’. Flanagan avverte che il titolo deriva dal casuale ammontare del minutaggio totale dei pezzi una volta registrati – venti minuti e sedici secondi – al quale hanno poi aggiunto qualche secondo di campioni per far cifra tonda (20:20) e dunque coppia col numero dell’ultimo anno del decennio. Nessun problema a crederci; ci mancherebbe altro. Anzi, a noi queste cose piacciono pure.

Adesso la musica. In ordine sparso.

Prima le critiche. Troppa casualità, innanzitutto. La mancanza di un vero e proprio sviluppo delle composizioni è, ironicamente, il leit motiv del disco; non di una direzione, badate bene – perché non c’è niente di male a non aver direzione – piuttosto di uno sviluppamento che non sottostia ad un imprevedibile istante in cui venga pigiato il tasto “stop” del registratore durante l’improvvisazione. Sensazione disturbante, che sull’album era dietro un angolo lontano e qui, invece, esattamente tra i piedi.
Tangenti, le lodi: la solita voglia (necessità?) di sperimentare e, più che contaminare, affiancare.

Prendiamo “Chaos In The Streets“: pigna hardcore che ha già detto e dato tutto ad almeno un quarto dalla fine – quarto che ne esce stancante e ripetitivo. Non tutti si chiamano Discharge. Oh… che poi sotto il palco non se ne accorgerà nessuno, tra una gomitata alla tempia e un’anfibiata nello stinco.
2020“: due minuti e quarantadue secondi che sembrano più che altro un – come metterla al meglio? – raffazzonato egresso, tra giri estemporanei, arpeggino incombente e fraseggi senza arte né parte. Perché? Cui prodest? (Oggi è il giorno del latino e delle parentesi – abbiate pazienza).
O, ancora, “Violence And Destruction“. È un attimo. Davvero un attimo. Una torsione falsa, una distrazione e potrebbe finire peggio di [lèggere su]. Lunga e sentita introduzione giamaicana; repentino stacco hardcore lungo il quale chitarre inspiegabilmente penalizzate di livello (ma è la batteria che dà un gran fastidio) scalpitano da morire, inseguite sul finale da a-solo scalmanati.
Age Of Quarantine” (simpatica paronimìa *): un semi-strumentale con una bella sezione introduttiva divisa in due momenti, poi pochi scambi coro-verso sopra un paio di accattivanti riff alla vecchia, poi soliste tirate e minimali, poi violoncello (mascherato con cura) sul finire – che sia di nuovo Carlos Cooper, già ospite in quella “Between Wars”? Poca infamia ma altrettanta poca lode, mettiamola così.
In ultimo, missaggio del (finto) rullante a volume TROPPO ALTO… e che diamine!

Cro-Fusion” (* già meno). Fino a certa parte del brano siamo a quarant’anni fa in preda ai delirî in braghette colorate dell’asse California-NY. Il resto è una sequela di a-solucci ad nauseam ed entusiasmi ritmici. Brano strumentale. Strumentale a farci capire che di confuso non c’è solo il titolo.

Life On Earth“. Ci siamo: durata giusta (1:46), tiro giusto. Eccoli qui!!! E poi, anche a voi fa tornare in mente la seconda parte di “War Inside My Head”?
Ma, siamo sinceri, è davvero sufficiente?

Ti vogliamo bene Harley, ed è pur vero che errare humanum est, però…

Tracce
01.  Age Of Quarantine
02.  2020
03.  Life On Earth
04.  Violence And Destruction
05.  Chaos In The Streets
06.  Cro-Fusion

Formazione
Gabby Abularach: chitarra
Harley Flanagan: basso e voce
Rocky George: chitarra
Garry “G-Man” Sullivan: batteria
[non dichiarato]: cori
[non dichiarato]: violoncello
[non dichiarato]: campioni

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