18/12/2020 : Trans-Siberian Orchestra (Livestream)


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18/12/2020 : “Our story does begin” – TSO livestreaming

By Mr. Triton & Rig

 

Senza ombra di dubbio l’evento della Trans-Siberian Orchestra, band che non ha bisogno di presentazioni dopo quasi 25 anni di carriera e milioni di dischi venduti, e trasmesso online nella serata (americana) del 18 dicembre, si è rivelato fra i più importanti di questo 2020, sia a livello mediatico (quanto meno per la copertura dei media americani), sia a livello economico, avendo venduto probabilmente 2 milioni di tickets (il cui costo partiva da 30 dollari), anche se i numeri ufficiali non sono stati ancora comunicati.

Dobbiamo però essere sinceri: ci saremmo aspettato un live show, come i recenti (e ottimi) Dark Tranquillity, Enslaved o, tornando indietro di qualche mese, l’esperienza del Wacken World Wide; ci siamo invece trovati davanti una sequenza di diversi video live, staccati fra di loro, che riproducevano nella sua quasi totalità il primo album della TSO, Christmas Eve and Other Stories (1996). Con questo, non vogliamo dire che siamo rimasti delusi o che quanto è stato proposto non sia stato all’altezza delle aspettative, sia chiaro, anzi! Come sempre la TSO propone un prodotto di altissimo livello, ineccepibile, sicuramente pensato per tutta la famiglia e a misura dei gusti del pubblico americano, non certo per fare contenti due metallari brontoloni come i sottoscritti! Gli immancabili giochi di luce e laser questa volta non fanno da padroni, forse complice il fatto che con delle riprese televisive “spezzettate” e non fisse sul totale dello stage (come avrebbe avuto una persona del pubblico, seduta in un teatro o in una arena), la visione di insieme sarebbe andata persa.

Il “countdown Pre-Show” che appunto precede l’esibizione della TSO mostra gli auguri indirizzati ai fans attraverso brevi video di tutti gli artisti che fanno parte di questa grande produzione (compresi quelli che non si esibiranno in questo live). Un modo apprezzabile per essere vicini al proprio pubblico, in un momento così particolarmente delicato. Oltre a questo, innegabile l’emozione di vedere in video il compianto Paul O’Neill, degli spezzoni di alcuni degli ultimi concerti della TSO, dei commenti di alcuni dei membri della line up di entrambe le formazioni (da anni la Trans-Siberian Orchestra si è di fatto sdoppiata in due band, East coast e West coast, per sopperire alla grandissima richiesta del pubblico americano). A completare questa anticipazione c’è infine il video completo di The Mountain e l’intervista di Paul al Wacken del 2015, festival che ha visto l’esibizione contemporanea/alternata di TSO e Savatage su due palchi attigui, della quale vengono proposti alcuni frammenti.


Lo stream si apre con una voce narrante che accompagna le immagini che partendo dallo spazio si avvicinano sempre di più fino a portarci in un luogo ben famigliare per chi segue la TSO da molti anni: l’Old City Bar. Bryan Hicks, come narratore della storia, ci accompagna lungo questo percorso che riesce, dobbiamo ammetterlo, ad emozionarci, toccando i punti più alti con le performance di Jeff Scott Soto (fenomenale nell’esecuzione di Ornament) ed un Russell Allen (Good King Joy) in grande forma e che appare divertito durante la propria esibizione, oltre ad una ottima prova di Nate Amor nell’acustica e intima Old City Bar. Questo brano apre uno spiraglio alla dimensione del musical che è una delle caratteristiche principali di questo progetto e che, dal nostro punto di vista, non è ancora stata esplorata al massimo (intendiamo con questo attraverso un vero e proprio musical …speriamo nei Romanov!). Altro brano di grande impatto è Promises to Keep, della biondissima Chloe Lowery. Il pezzo migliore è la (quasi) conclusiva An Angel Return, interpretata da un ispiratissimo John Brink supportato da un coro stellare. Per chi, come chi scrive, è cresciuto a pane e Savatage il pezzo nostalgia invece va a Christmas Eve (Sarajevo 12/24), brano pubblicato originariamente sull’album Dead Winter Dead (1995).

                                       

L’esecuzione è impeccabile e anche se ogni tanto alcuni brani risultano leggermente più lenti, questo accorgimento riesce a renderli ancora più pomposi, ottenendo ancora più quel drama che piace così tanto al pubblico statunitense. Le parti strumentali collegano ed introducono le parti vocali rendendo ben coeso lo spettacolo. Per gusto personale aggiungiamo che l’esecuzione caratterizzata da troppa enfasi nella linea vocale, tipica del soul/blues americano, in alcuni passaggi sembra essere quasi fuori posto, un voler esagerare non necessario vista la indubbia qualità degli artisti che si sono esibiti.


Ovviamente la assenza di un pubblico fisico si sente, soprattutto per un animale da palco come il buon Caffery. La TSO, però, è una macchina ben rodata e tutti sul palco sanno cosa fare e come muoversi. La performance si conclude con la strumentale Wizards in Winter tratta dall’album The Lost Christmas Eve (2004).

                 

Quello che rimane alla fine dello streaming è quello di aver assistito a qualcosa di piacevole, essendo anche consapevoli di essere stati testimoni di un successo commerciale che potrebbe aver riscritto parte della storia del music business, quanto meno per la sua dimensione live.

Formazione:
Bryan Hicks – Narratore
Al Pitrelli – Chitarra
Chris Caffery – Chitarra
Johnny Lee Middleton – Basso
Jeff Plate – Batteria
Derek Wieland – Tastiere
Mee Eun Kim – Tastiere
Asha Mevlana – Violino
Russell Allen – Voce
Jeff Scott Soto – Voce
Nate Amor – Voce
John Brink – Voce
Erika Jerry – Voce
Chloe Lowery – Voce
Georgia Napolitano – Voce

Setlist:
An Angel Came Down
O Come All Ye Faithful / O Holy Night
The Prince of Peace
First Snow
A Mad Russian’s Christmas
Christmas Eve (Sarajevo 12/24)
Good King Joy
Ornament
Old City Bar
Promises to Keep
This Christmas Day
An Angel Returned
Epilogue
Wizards in Winter (encore)

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