MAGIC DANCE – Remnants

Titolo: Remnants
Autore: MAGIC DANCE
Genere: AOR
Anno: 2020
Voto del redattore HMW: 7,5
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I Magic Dance sono la magnifica creatura del cantautore Jon Siejka e il nuovo “Remnants” è finalmente la consacrazione della band che, intelligentemente, propone un sound diverso rispetto al precedente “New Eyes” : i suoni elettronici sono per fortuna quasi spariti a discapito di melodie strumentali di puro rock melodico. Il gruppo nasce da un progetto solista di Siejka, a New York nel 2012, come sbocco per le sue canzoni di synthwave; Jon è un musicista e un produttore autodidatta, influenzato dal synth-pop e dalle colonne sonore dei film degli anni ’80.

Con questo nuovo platter, il suono si è evoluto in uno stile più pesante e prevalentemente orientato alla chitarra, puntando al classico AOR ottantiano. Gli americani si sono evoluti in un vero progetto hard rock melodico e AOR, aggiornando il proprio suono ad una produzione rock più moderna e contemporanea. Siejka si prende cura della voce, dei sintetizzatori, e della chitarra per undici canzoni ipnotizzanti, dal grande fascino, ricche di ammalianti melodie che si attaccano al cervello dell’entusiasta ascoltatore durante tutto l’intero album. Lo stile vocale rimane inalterato così come le sorprendenti e determinanti tastiere, ma la direzione scelta cambia radicalmente la struttura dei brani nel tentativo di raggiungere un pubblico più ampio.

Il tema delle liriche è quello di accettare la propria mortalità e l’inevitabilità della morte, come momento imprescindibile della vita che deve dare il coraggio di vivere ogni giorno al meglio la propria esistenza. La keyboard è ancora in primissimo piano in “Remnants”, ma i riff di chitarra e gli assoli prendono meritatamente il loro posto come nell’iniziale rock melodico di “Oh No”, seguito dalla musica accattivante del mid-tempo ottantiano “Long And Lost Lonely Nights”, brano caratterizzato da un assolo di chitarra interessante e coinvolgente. “Zombie Breath Surprise” possiede uno dei riff più robusti dell’opera e un refrain che ricorda il primo Bon Jovi degli esordi.

Segnalo il radioso “Cut Me Deep” dove la band offre un memorabile pezzo di rock melodico, così come il meraviglioso primo singolo “Restless Nights” che toglie ogni dubbio sulla grandezza del combo newyorchese: la classe e l’eleganza dell’ammaliante composizione ricorda i mitici Def Leppard.

Anche la bella “I’m Still Holding On” non è da meno, soprattutto per un tocco di sassofono finale che risulta essere la ciliegina sulla torta. “Changes” con le sue leggere tastiere, i decisi riff e un assolo di qualità ricorda i gruppi AOR del passato che hanno fatto la grande storia di questo genere. La rilassante e elettronica “Til Your Last Breath” ha delle rievocazioni synthwave che, al termine del disco, non dispiacciono ma non esaltano più di tanto. Infine, il nuovo viaggio sonoro degli americani termina magnificamente con l’AOR di “I Can’t Be The Only One” che, con la sua scia orecchiabile, entra nei timpani con un ritornello e un coro divertente e affascinante.

“Remnants” non è altro che una bella sorpresa per questo fine anno, un album piacevole e nostalgico di AOR ispirato agli indimenticabili eighties.

Tracce:
1. Oh No
2. Long And Lost Lonely Nights
3. Zombie Breath Surprise
4. Cut Me Deep
5. When Your World Comes Down
6. Change Your Life
7. I’m Still Holding On
8. Changes
9. Restless Nights
10. Till Your Last Breath
11. I Can’t Be The Only On

Formazione:
Jon Siejka – voce, chitarra e synth
Kevin Krug, Gabor Domjan, Luke Anderson, Emanuele Moretti – basso
Kevin McAdams – batteria e percussioni
Gdaliy – sassofono
Tim Mackey – assolo di chitarra su “I’m Still Holding On”, “Restless Nights”, “Zombie Breath Surprise” e “No Light”
Ziv Shalev – assolo di chitarra su “Oh No” e “When Your World Comes Down”
Stelios Andre – assolo di chitarra su “Changes”, “Til Your Last Breath” e “I Can’t Be The Only One”

https://www.facebook.com/magicdancemusic
http://www.frontiers.it

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